Qualità della vita, provincia di Verona in top 10 secondo Il Sole 24 Ore
Il Sole 24 Ore ha pubblicato oggi, lunedì 16 dicembre, la sua 35esima edizione della classifica sulla Qualità della Vita nelle province italiane per il 2024. La provincia di Verona si piazza al settimo posto, con un salto in avanti di tre posizioni rispetto alla graduatoria dell’anno scorso. Continua il trend di risalita anche rispetto al 2022 (16^). In passato ha avuto altre posizioni in top 10: 8^ nel 2021 e 4^ nel 2020.
L’indagine sulle 107 province d’Italia si basa su 90 indicatori statistici, suddivisi in sei macro-categorie:
- Ricchezza e consumi
- Affari e lavoro
- Ambiente e servizi
- Demografia, società e salute
- Giustizia e sicurezza
- Cultura e tempo libero
Questi dati provengono da fonti certificate come Istat, Banca d’Italia e Infocamere. Il punteggio finale di ogni provincia è calcolato come media dei punteggi ottenuti nelle sei categorie.
La classifica offre uno strumento per comprendere le dinamiche territoriali italiane, evidenziando i punti di forza delle province medio-piccole del Nord-Est e le sfide che affrontano le grandi città. Tuttavia, è importante notare che si tratta di tendenze generali, più che di una graduatoria puntuale, e che ogni territorio ha le sue peculiarità non sempre catturabili attraverso indicatori statistici.
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Domina il Nord-Est
Per la prima volta, Bergamo si aggiudica il primo posto, seguita da Trento e Bolzano. La top 10 è dominata da province del Nord-Est di medie dimensioni, con Bologna (9° posto) come unica città metropolitana.
- Bergamo
- Trento
- Bolzano
- Monza e Brianza
- Cremona
- Udine (vincitrice nel 2023)
- Verona
- Vicenza
- Bologna
- Ascoli Piceno
Le grandi aree metropolitane registrano un calo diffuso:
- Milano scende al 12° posto,
- Firenze crolla al 36° posto,
- Roma precipita al 59° posto,
- Napoli è penultima.
Reggio Calabria chiude la classifica, con le ultime 25 posizioni occupate tutte da province del Mezzogiorno.
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La provincia di Verona
Rispetto alla precedente rilevazione, per il territorio scaligero si registrano balzi positivi in due delle sei grandi macro-categorie oggetto dello studio (Affari e lavoro; Cultura e tempo libero), cali in altri due (Ricchezza e consumi; Giustizia e sicurezza) e sostanziale stabilità negli ultimi due (Demografia e società; Ambiente e servizi).
Per quanto riguardano i dati positivi, da sottolineare quello dell’occupazione femminile, che registra un più 5 per cento a livello provinciale rispetto all’anno scorso. Positivo anche il tasso di natalità, che a fronte del trend negativo nazionale, riporta un più 4,5 punti percentuali rispetto al 2023.
A spingere “Affari e lavoro” ci sono le presenze turistiche e i dati relativi all’occupazione. “Cultura e tempo libero” è la categoria generale con migliore avanzamento, +12 posizioni sul 2023. La provincia di Verona è prima per “ingressi agli spettacoli” (un fattore è per esempio il record di incassi per l’Arena di Verona Opera Festival nel 2024 con quasi 420 mila spettatori complessivi) le terza per “Spesa dei Comuni per la cultura“. Positivi inoltre anche i parametri sulla “Qualità della vita dei bambini, giovani e anziani“.
La classifica del Sole 24 Ore conferma le difficoltà sul fronte abitativo nel Veronese: note negative arrivano infatti dagli indici dei canoni medi di locazione (82° posto, calcolato come incidenza percentuale sul reddito medio disponibile pro capite) e dalle mensilità di stipendio per comprare casa (98° posto, calcolato su 60 mq in zona semi centrale su retribuzione media da lavoro dipendente).
In chiaroscuro l’indicatore “Ambiente e servizi“. Bene la densità degli impianti fotovoltaici, i servizi dei Comuni, la poca popolazione in zone a rischio frana. Male la raccolta differenziata (88° posto) e le concentrazione annua di PM10 (90° posto).
Come l’anno scorso, spiccano in senso negativo anche diversi indici in campo sicurezza. Truffe e frodi informatiche, Mortalità stradale, totale di delitti denunciati, Furti con destrezza, Furti con strappo, Rapine in pubblica via sono gli indicatori più negativi.
Per quanto riguarda i reati legati agli stupefacenti, invece, la provincia di Verona è fra le meno colpite in Italia, secondo la graduatoria.
Commenta, su questo, Stefania Zivelonghi, assessora alla Sicurezza e legalità del Comune di Verona: «L’assenza di commissariati in provincia, i pensionamenti del personale delle Forze dell’Ordine, i tempi lunghi della Giustizia connessi a carenze croniche di personale sono tutti elementi rappresentati alle istituzioni centrali per le quali attendiamo risposte in parte date, per quanto di sua competenza, dal ministro Piantedosi, che abbiamo incontrato più volte. Per il resto siamo in attesa di atti concreti anche dai parlamentari veronesi la cui assenza all’incontro sul tema, promosso dal Sindaco, ha destato molte perplessità, ma confidiamo in una loro maggiore consapevolezza. Dal lato nostro, siamo al fianco del Prefetto, a cui anche di recente, abbiamo chiesto interventi mirati sul tema dei furti nelle abitazioni».
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