Morte Diarra, il Procuratore: tre telecamere hanno ripreso gli spari
Continuano le indagini per chiarire la vicenda della morte del 26enne maliano Moussa Diarra, ucciso davanti alla stazione di Verona Porta Nuova lo scorso 20 ottobre da un colpo di pistola esploso da un agente della Polizia Ferroviaria. A lungo si è discusso delle immagini di videosorveglianza che avrebbero ripreso quei momenti concitati, con richieste di trasparenza da parte di associazioni ed esponenti politici. Il Procuratore della Repubblica di Verona Raffaele Tito ha diffuso una nota per fare il punto sulla questione.
«In riferimento alle indagini preliminari sul tragico episodio che il giorno 20 ottobre scorso ha portato alla morte del giovane Diarra Moussa – scrive Tito –, sento la urgente necessità, siccome apprendo essere in circolazione informazioni non esattamente corrette, di chiarire alcuni aspetti riguardanti il funzionamento del sistema di riprese video della locale stazione ferroviaria, luogo dove – come è noto – è avvenuto il fatto».
Il Procuratore fissa l’orario della morte di Diarra «all’esterno dell’immobile verso le ore 7-7.10 del mattino».
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«Esistevano ed esistono tre sole telecamere che riprendono e hanno ripreso l’esterno dell’immobile» spiega il Procuratore Tito. «Una è indirizzata verso il piazzale e ha potuto così documentare uno dei tre colpi esplosi. Le altre due telecamere, se pur posizionate relativamente e lateralmente lontano dal luogo del fatto, hanno ripreso e registrato il momento degli spari e la caduta a terra del giovane ragazzo».
«All’interno della stazione ferroviaria sono posizionate poi una decina di telecamere che hanno potuto riprendere e registrare il movimento delle persone coinvolte. Una sola di queste telecamere pur apparentemente funzionando, non ha però registrato le immagini».
«Questa telecamera, posizionata – come un’altra che ha registrato – nell’atrio centrale della stazione, luogo da cui sono usciti sia il Moussa che i due poliziotti, non è nemmeno certo che avrebbe ripreso le fasi antecedenti l’evento. Questo Ufficio ad ogni modo è in attesa di ricevere un elaborato più completo e definitivo da parte della Polizia scientifica di Padova» conclude Tito.
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