Trasporto pubblico locale, la sfida fra servizio e risorse al convegno a Verona
Il trasporto pubblico locale è innanzitutto un servizio per i cittadini, non si ripaga mai totalmente con i biglietti, e per questo ha bisogno di risorse. Come distribuire i fondi fra i vari attori del settore è in discussione a livello parlamentare e governativo, ed è stato uno dei temi del convegno che si è tenuto questa mattina al centro congressi di Veronafiere.
Presenti all’incontro dal titolo “Il futuro del TPL nel Veneto e in Italia tra risorse pubbliche e mercato” vari esperti del settore, esponenti delle associazioni di categoria e delle aziende dei trasporti, oltre ad assessori di Lombardia e Piemonte. A fare gli onori di casa, la vicepresidente del Veneto Elisa De Berti.
«Questa mattina abbiamo organizzato un importante momento di confronto tra Regioni ed associazioni di categoria delle aziende di trasporto pubblico locale basandoci sui dati del sistema del tpl raccolti e analizzati grazie ad uno studio commissionato ad Isfort per collocare correttamente la nostra Regione nel panorama nazionale, soprattutto alla luce delle recenti novità normative, come quelle del decreto Asset, che modificano i criteri di ripartizione del Fondo Nazionale Trasporti» ha spiegato De Berti.
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«Abbiamo fatto il punto insieme con Lombardia, Piemonte e Campania non solo sugli indici positivi del servizio offerto nella nostra Regione ma anche sui nuovi criteri di ripartizione del Fondo Nazionale Trasporti. Solo negli ultimi 11 anni la dotazione del Fondo per le Regioni a statuto ordinario è passata da 4,9 miliardi nel 2013 a 5,2 miliardi attuali, con un incremento, quindi, molto limitato e di gran lunga inferiore all’erosione inflattiva registrata. Dal convegno è emersa la necessità di aumentare le risorse del FNT o comunque di creare un sistema di indicizzazione per coprire il costo del servizio. Inoltre, è stata condivisa la necessità di arrivare ad una definizione dei Las entro il 2025 per poter procedere, dal prossimo anno, ad un riparto del fondo nazionale che tenga conto delle esigenze specifiche e della situazione in essere relativa a ciascun territorio. Nei giorni scorsi abbiamo raggiunto un accordo tra le Regioni con il Ministero per modificare la norma del Decreto Asset che auspichiamo domani venga ratificato dalla Conferenza Unificata per poi diventare finalmente legge».
Insieme con la Vicepresidente erano presenti il Presidente della Provincia di Verona, Flavio Pasini, e l’Assessore alla Mobilità del Comune di Verona, Tommaso Ferrari. Con l’occasione è stato presentato lo Studio dell’Istituto Superiore di Formazione e Ricerca per i Trasporti ISFORT “Il nuovo dispositivo per la ripartizione del Fondo Nazionale Trasporti: una valutazione critico-analitica degli impatti”.
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«Dallo studio Isfort emerge che il Veneto presenta degli indicatori di performance tra i più elevati a livello nazionale» ha aggiunto la Vicepresidente. «Un dato per tutti: il Veneto è la prima regione a livello nazionale con il rapporto più elevato tra ricavi e costo pubblico. Questo significa che oltre il 50 per cento del costo del tpl è coperto dagli incassi delle tariffe e degli abbonamenti. Ancora, con riferimento alla domanda e offerta di mobilità pubblica delle città capoluogo del Veneto, emerge la fortissima posizione di Venezia che, per effetto degli straordinari flussi turistici, è nettamente prima a livello nazionale per passeggeri trasportati pro-capite e seconda, dietro a Milano, per posti per chilometro offerti pro capite. La quota di autobus a basse emissioni è sempre più alta della media nazionale, con punte molto alte a Verona e Vicenza. Per quanto riguarda gli indicatori di mobilità individuale, i capoluoghi del Veneto evidenziano complessivamente buone performance: le reti per la ciclabilità rappresentano senza dubbio un grande punto di forza delle città venete; la densità di piste ciclabili è superiore alla media nazionale, con le punte di Padova (prima città in Italia in assoluto) e Treviso. Anche i tassi di motorizzazione auto sono quasi sempre superiori alla media, con punte, in particolare, a Rovigo. Lo studio a livello nazionale tratteggia degli scenari che dovranno tener conto, anche, dell’inverno demografico dei prossimi anni, Infine, è emerso che la quantità e natura delle risorse non è direttamente collegata alla performance dei servizi: spesso non è automatico che dove ci sono più soldi ci sia una maggiore efficienza».
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Si è tenuta, infine, una tavola rotonda sul futuro del TPL nel Veneto e in Italia alla quale hanno partecipato l’Assessore ai Trasporti e Mobilità Sostenibile della Regione Lombardia, Franco Lucente; l’Assessore ai Trasporti e alle Infrastrutture, Opere pubbliche e difesa del suolo della Regione Piemonte, Marco Gabusi; il Vicepresidente della Regione Campania e Presidente della Commissione IMGT Infrastrutture, Mobilità e Governo del territorio della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Fulvio Bonavitacola; il Presidente di Confservizi Veneto e ASSTRA Associazione Trasporti Veneto, Massimo Bettarello; il Vicepresidente dell’ANAV Associazione Nazionale Autotrasporto Viaggiatori, Massimo Locatelli; il Vicepresidente dell’Agenzia Confederale dei Trasporti e Servizi AGENS, Stefano Rossi.
Il Presidente della Provincia di Verona Massimo Pasini ha sottolineato: «Un aspetto fondamentale, da tenere in considerazione, riguarda la domanda del servizio di trasporto pubblico locale. C’è un confine tra un prima e un dopo del Tpl. E quella linea di confine è stata la pandemia. È mutata in parte la domanda, si è ridotta pesantemente durante il Covid e poi ha iniziato una ripresa. Hanno influito, certo, alcuni aspetti relativi alla mobilità e al lavoro, dal car pooling al lavoro agile. Ma come e quanto abbiano influito, oggi non è possibile affermarlo con certezza. Per questo, come Provincia di Verona, andremo a verificare come sia mutata la domanda con un’indagine ad hoc sul trasporto pubblico locale che inizieremo dalla prossima primavera».
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