Senza dimora: mercoledì un confronto pubblico promosso dall’Univr

Il Gruppo Radici dei Diritti e l’Osservatorio di Comunità hanno lanciato un appello per i senza dimora di Verona, raccogliendo 500 adesioni. L'11 dicembre, al Polo Zanotto, si terrà un incontro pubblico per discutere soluzioni condivise e promuovere un tavolo permanente sul tema.

Il Gruppo Radici dei diritti dell’università di Verona, insieme all’Associazione “Osservatorio di Comunità”, ha promosso nei giorni scorsi un appello a favore dei senza dimora di Verona, chiedendo alle istituzioni di affrontare una problematica resa ancora più grave dall’inizio dell’inverno.

L’appello, in pochissimo tempo, ha raccolto quasi cinquecento adesioni, di cui un centinaio provenienti dall’ateneo scaligero. L’appello ha avuto rilievo anche sui media, contribuendo ad alimentare il dibattito su quali soluzioni trovare per dare una risposta concreta ai bisogni dei senza dimora.

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Pertanto, con il patrocinio dell’università, il Gruppo Radici dei Diritti e l’Osservatorio di Comunità hanno promosso un confronto pubblico, che si terrà mercoledì 11 dicembre alle ore 17,30 nell’aula T2 del Polo Zanotto, tra i firmatari dell’appello a favore dei senza dimora, le istituzioni, le realtà produttive e sociali, gli enti del terzo settore e le associazioni del volontariato.

Scopo dell’incontro è indicare delle soluzioni condivise per affrontare il problema dei senza dimora. L’auspicio è che tutte le realtà cittadine partecipino attivamente nella ricerca delle possibili strade da percorrere, anche attraverso l’istituzione di un tavolo permanente di confronto. Funzione degli organizzatori e dei firmatari dell’appello è di essere di stimolo per questo percorso.

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«Non è concepibile che una città come Verona, nota per la grande solidarietà dei suoi cittadini da sempre impegnati nel volontariato – spiegano gli organizzatori – non riesca a trovare una soluzione adeguata al problema, soprattutto se si tiene conto del notevole numero di edifici, pubblici e privati, in stato di abbandono che potrebbero essere utilizzati per dare accoglienza a chi non ha una casa a disposizione. Di fronte a questa emergenza firmare un appello è solo un inizio».

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