Raccolta differenziata a Verona: Amia punta al 65% entro fine 2026
In questi giorni in Veneto si è acceso un dibattito, con focus sul territorio veronese, sul tema della tariffa rifiuti regionale, che aumenta nei luoghi in cui la raccolta differenziata funziona peggio.
«Troppi anni di immobilismo ci hanno posizionato come fanalino di coda nella classifica della percentuale di raccolta differenziata in Veneto», sottolineava l’assessore all’Ambiente del Comune di Verona Tommaso Ferrari. «La città di Verona si prenda la responsabilità di cambiare» è l’invito lanciato ieri dall’assessore.
Sulla stessa linea Amia, azienda in house del Comune di Verona. Che in una nota diffusa oggi evidenzia: «La pessima situazione in termini di percentuale di rifiuto differenziato si trascina in città da molti anni. Nel 2015, il dato si assestava al 48%. Numero che in 5 anni è salito di appena un punto percentuale. Un balzo si è registrato nel 2020 quando la percentuale media è salita al 54% per assestarsi poi poco sopra il 53%: attualmente il dato è 53.4%. Il 2020 è l’anno in cui è partito nell’area test (gran parte della settima circoscrizione) il cambio di modalità raccolta – cassonetti ad accesso controllato per secco e umido, porta a porta per carta e plastica/lattine – ma è in realtà difficile valutare il reale impatto di questo sui numeri perché in quell’anno è stato modificato, a livello regionale, anche il metodo di calcolo, con i distinguo del caso».
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Rimane il fatto che «da troppi anni la città è ferma su percentuali di raccolta differenziata che la pongono fanalino di coda in Veneto. Ed è una ferita che fa male prima di tutto all’ambiente ma anche, e in questi giorni è ancora più chiaro, alle tasche di tutti noi», spiega il presidente di Amia Roberto Bechis.

Il Piano Regionale dei Rifiuti Urbani definisce obiettivi di lungo raggio che per il Bacino di Verona città sono del 76 per cento entro il 2030. Amia ha modulato la propria offerta di servizio al Consiglio di Bacino di Verona proponendo un piano uniforme a questi obiettivi, in chiave migliorativa. E ha fissato entro il 2026 un primo step intermedio che si assesta al 65 per cento di rifiuto differenziato.
«In questo anno circa, da quando si è insediato ed è diventato operativo il nuovo cda da me presieduto, abbiamo esteso la nuova modalità di raccolta dei rifiuti a Porto San Pancrazio, completando così la settima circoscrizione, avviata come area test nel 2020 coinvolgendo circa 17mila cittadini e a cui non era seguito più nulla», riassume Bechis.
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È in corso di pianificazione il cronoprogramma dettagliato per l’estensione del nuovo sistema di raccolta che complessivamente riguarderà quasi 200mila veronesi in due anni: nei primi mesi del 2025 toccherà alla sesta circoscrizione, oltre 30mila abitanti, e, a seguire, molte altre zone dalla quinta circoscrizione al centro storico, verosimilmente il prossimo autunno.
«Siamo chiamati a fare in poco più di 24 mesi un balzo percentuale di oltre 10punti, a fronte di un decennio precedente in cui la percentuale si è mossa di circa 5 punti. È un’impresa titanica, ce ne rendiamo conto, ma è ciò che ci chiedono l’ambiente, le normative regionali, nazionali e internazionali, i cittadini stessi», aggiunge il presidente specificando che «fondamentale sarà anche la consapevolezza e il contributo attivo di tutta la cittadinanza e su questo voglio ringraziare le persone che già svolgono con attenzione la raccolta differenziata».
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