Il lupo non è più “rigorosamente protetto” in Europa. È scontro politico

La Convenzione di Berna approva il declassamento, aprendo la strada a possibili cambiamenti nella gestione della specie. Tema caldo in Veneto e nel Veronese.

La Convenzione di Berna ha approvato il declassamento dello status di protezione del lupo in Europa. Oggi, 3 dicembre 2024, il Comitato permanente della Convenzione ha votato a favore del passaggio del lupo dallo status di fauna rigorosamente protetta a quello specie di fauna protetta.

La decisione, adottata con 38 voti favorevoli, 5 contrari e 2 astensioni, entrerà in vigore il 7 marzo 2025, a meno che un terzo delle parti della Convenzione non si opponga formalmente. Questo cambiamento potrebbe portare a una revisione del regime di protezione del lupo nell’Unione Europea, in particolare nell’ambito della Direttiva Habitat.

LEGGI ANCHE: La “Pompei” di Verona allo Stato: nuova vita per l’ex cinema Astra

La proposta di declassamento, formulata dalla Commissione Europea nel dicembre 2023 e approvata dal Consiglio dell’Unione Europea il 27 settembre 2024, ha suscitato reazioni contrastanti. La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha descritto la decisione come «importante per le nostre comunità rurali e i nostri agricoltori», sottolineando la necessità di un «approccio equilibrato».

Organizzazioni come il WWF Italia hanno espresso preoccupazione, definendo la decisione un «passo indietro» che potrebbe compromettere gli sforzi di conservazione. La decisione solleva questioni sul bilanciamento tra protezione della fauna selvatica e interessi umani nelle aree rurali europee.

LEGGI E GUARDA: Quante ciclabili a Verona? Il quadro dei nuovi cantieri

L’impatto sulla politica veneta e veronese

Flavio Tosi, europarlamentare di Forza Italia-Ppe in commissione Ambiente, dichiara: «Ci vorrà ancora un anno per mettere tutto definitivamente nero su bianco e finalmente concedere la reale possibilità ai Paesi europei di tutelare cittadini, agricoltori e allevatori, ma il voto di oggi del Comitato Permanente della Convenzione di Berna è il viatico decisivo, come del resto era stata una svolta epocale il voto dello scorso settembre del Consiglio europeo».

E aggiunge Tosi: «Adesso la strada è in discesa, infatti il nuovo quadro politico europeo che è più di centrodestra rispetto al passato, con Ppe e Forza Italia che esprimono la presidente della Commissione e la maggioranza relativa nel Parlamento europeo, è rassicurante sul buon prosieguo dell’iter istituzionale. La direttiva Habitat è sempre stato il Sacro Graal dell’Europa targata socialisti e verdi e dell’ambientalismo ideologico e anti-impresa. Adesso il vento è cambiato, numeri e i pesi non arridono certo alla sinistra».

flavio tosi
Flavio Tosi al Parlamento Europeo a Bruxelles

Paolo Borchia, capodelegazione della Lega al Parlamento europeo e segretario provinciale della Lega di Verona, commenta: «Un altro passo in avanti per restituire serenità ad allevatori e comunità, ma i tempi della burocrazia europea sono ancora troppo lunghi».

Continua Borchia, che in Ue fa parte del gruppo Patrioti per l’Europa: «Non servono prese di posizione estreme ma bisogna riconoscere che i tempi sono troppo lunghi rispetto ad un problema che ha colpito vaste porzioni del nostro territorio. La declassificazione entrerà in vigore il 7 marzo prossimo e, solo dopo questa data, l’Ue potrà adattare la propria legislazione, previa approvazione del Parlamento europeo e del Consiglio. Solo a questo punto, Stati ed enti locali avranno la possibilità di gestire con flessibilità il problema. Più in generale e più in prospettiva, ritengo che la direttiva Habitat debba essere però modificata in tanti altri punti».

Paolo Borchia
Paolo Borchia

LEGGI ANCHE: Ospedale Borgo Trento, sportello unico per accettazione, ticket e prenotazioni

Mara Bizzotto, vicepresidente vicario del gruppo Lega in Senato, aggiunge: «Come ripetiamo da anni, questa modifica è di fondamentale importanza e quanto mai necessaria affinché siano consentiti i piani di contenimento, cattura e abbattimento selettivo di questi predatori che stanno causando vere e proprie stragi di bestiame e danni ingentissimi agli allevatori e alle attività agro-silvo-pastorali delle nostre montagne e dei nostri territori».

Filippo Rigo, consigliere regionale della Lega-Liga Veneta, commenta: «Si tratta di un primo, fondamentale passaggio formale, che il Ministro competente dovrà necessariamente tenere in considerazione: bisogna finalmente risolvere questo drammatico problema per cittadini ed allevatori».

«La proliferazione di questi animali è divenuta negli anni un vero e proprio flagello per allevatori e semplici cittadini. Sempre più di frequente si registrano casi di predazione di animali domestici o attacchi comunque problematici nelle proprietà private; questo, non soltanto nelle zone montane ma anche in pianura. Pertanto, l’abbattimento degli esemplari più pericolosi e la riduzione dei branchi più numerosi risultano misure necessarie e urgenti. Con il passaggio approvato oggi si dà il via libera a un iter legislativo complesso ma efficace, come il nostro partito richiede da sempre. Basta con ideologie e tentennamenti, è il momento di agire per garantire la sicurezza dei nostri cittadini» conclude Rigo.

Filippo Rigo
Filippo Rigo

Luca De Carlo, presidente della IX Commissione del Senato (Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare), di Fratelli d’Italia, commenta l’esito della votazione: «è un nuovo, positivo segnale verso il mondo dell’agricoltura e in particolare dell’allevamento. Non è però finita qua: è necessario che il Parlamento Europeo acceleri in modo significativo sulla questione, aggiornando le proprie normative».

«In Italia le regole sulla gestione del lupo sono chiare e prevedono già possibilità di intervento, con l’ok dei ministeri e dietro parere dell’Ispra; questa novità certamente consentirà di alleggerire questi passaggi, ma non dimentichiamo come già l’emendamento al DL Montagna approvato nelle scorse settimane ha rafforzato il ruolo delle regioni in questa partita nella realizzazione di censimenti, stime e rilievo dei danni. Gestire il lupo quindi si può, e il risultato di oggi – che supera anni di politiche pseudo-ambientaliste – sicuramente renderà questi passaggi più semplici» continua De Carlo.

Luca De Carlo
Luca De Carlo, coordinatore veneto di Fratelli d’Italia

Stefano Valdegamberi, consigliere regionale del Veneto del Gruppo Misto, dice: «Finalmente! Una decisione auspicata e attesa da tempo. Ora non ci sono più alibi: lo Stato e la Regione invece di approvare progetti per la convivenza comincino a parlare di piani di contenimento come stanno facendo nel Vallese in Svizzera. Stop con gli ennesimi e costosi provvedimenti della Giunta Regionale di “studio e monitoraggio” con le università. Già troppo tempo si è perso sottostimando e sottovalutando il fenomeno. Nel frattempo occorre aggiornare la Direttiva Habitat e, conseguentemente, le normative nazionali di recepimento. Occorre riportare quanto prima il numero dei lupi a un livello compatibile con ciascun territorio».

Stefano Valdegamberi
Stefano Valdegamberi

Secondo l’europarlamentare dei Verdi/ALE Cristina Guarda si tratta di «un grave passo indietro per la conservazione della biodiversità in Europa. Questa scelta non si basa su prove o fatti scientifici, ma su un gioco puramente politico. Non a caso, il Garante dei diritti europeo ha aperto un’inchiesta, su richiesta della ONG Client Earth, poiché non ci sono basi scientifiche per il declassamento».

«Le Parti contraenti hanno ora tre mesi per obiettare a questa decisione. Se almeno un terzo dei membri si oppone, la decisione sarà bloccata e non entrerà in vigore. In caso contrario, la decisione non si applicherà agli Stati che hanno presentato l’obiezione», aggiunge l’eurodeputata.

Guarda ribadisce la posizione già espressa in una lettera inviata alla Commissione europea il 25 settembre scorso, assieme agli altri parlamentari europei del Gruppo Verdi/ALE. «I lupi sono sempre stati parte integrante delle comunità ecologiche europee, svolgendo un importante ruolo ecologico nel modellare gli habitat, la biodiversità e le dinamiche della popolazione. Il ritorno dei lupi ha portato a conflitti di coabitazione nel settore agricolo, soprattutto nelle aree alpine. Tuttavia, le misure di prevenzione esistono: penso ai 40 progetti LIFE+ finanziati dall’UE,  che si sono dimostrati molto efficaci, dove la politica non ha interferito sminuendone il valore sociale e scientifico», sottolinea l’eurodeputata.

Cristina Guarda
Cristina Guarda

«Il nostro obiettivo principale deve essere sostenere le misure di prevenzione dei danni al bestiame,» ha aggiunto Guarda. «La PAC e LIFE+ possono e debbono svolgere un ruolo fondamentale nel supportare gli agricoltori e migliorare la coesistenza. Invito tutti i Membri della Convenzione di Berna a opporsi a questa decisione e a sostenere la protezione del lupo, basandosi su dati scientifici e non su pressioni politiche. Pressioni che spesso nascondono inadempienze politiche, che generano malcontento nella popolazione e danni alla relazione con la biodiversità», conclude Guarda.

LEGGI LE ULTIME NEWS

Le notizie del giorno, ogni sera, gratis, come vuoi. Clicca qui 👇

Condividi ora!