Controllo di vicinato in crescita a Verona, già 13 gruppi attivi
Tempo di bilancio per il Controllo di vicinato a Verona, meccanismo avviato poco più di un anno fa dall’Amministrazione comunale come ulteriore strumento di vigilanza, ma anche di partecipazione attiva, inserendosi in quell’idea di “quartiere che vorrei” che la giunta Tommasi sta portando avanti.
Se il 2023 è servito per definire il protocollo operativo che spiega le finalità del progetto e le macroaree di intervento, e quello applicativo, una sorta di vademecum che entra invece nel dettaglio di chi fa cosa e indica le modalità di partecipazione, il 2024 ha visto l’avvio della fase operativa.
È in programma anche un documento di faq (frequently asked questions), con risposte concrete e operative sul funzionamento dei Gruppi di controllo di vicinato. I numeri raccontano di un progetto accolto positivamente dalla cittadinanza. Il progetto è in partenza in via sperimentale nei territori della 2^ e della 3^ Circoscrizione.
LEGGI ANCHE: La “Pompei” di Verona allo Stato: nuova vita per l’ex cinema Astra
«Il progetto è partito da un anno e mezzo, però i primi sei mesi li consideriamo un periodo di rodaggio. Siamo partiti dalla Circoscrizione 3^ e ora invece possiamo dire che il sistema è a regime» ha spiegato l’assessora alla Sicurezza Stefania Sicurezza. «Ciò anche in vista della prossima campagna di informazione e sensibilizzazione che partirà a gennaio e che porterà nuovamente il progetto nelle diverse Circoscrizioni per farlo conoscere ulteriormente, ma anche per coinvolgere nuovi cittadini e poter creare un gruppo in ogni quartiere perché ogni area ha le sue particolarità».
«Positiva la relazione che si è creata tra la Polizia locale – continua l’assessora – e i coordinatori dei gruppi di cittadini del Controllo di vicinato. Due sono i principali vantaggi del progetto: il primo è coinvolgere la cittadinanza direttamente nel sistema di sicurezza urbana della città di Verona. Obiettivo raggiunto: abbiamo oltre 200 cittadini aderenti che si prendono cura del proprio territorio; il secondo che la Polizia locale può contare su segnalazioni qualificate per operare in modo più efficace».
«Vorremmo che la casistica aumentasse, le risorse sono limitate e vanno indirizzate al meglio» aggiunge l’assessora Zivelonghi. «Tutto ciò è in linea con l’attività della Prefettura che spinge perché sempre più Comuni della provincia stipulino questo tipo di protocollo, che rappresenta un modello anche per altre città, come ad esempio Parma. Ringrazio innanzitutto il comandante Altamura che ha seguito l’amministrazione in questo in questo progetto, ma anche i presidenti delle Circoscrizioni, che sono parte anch’esse del sistema, sia per il contatto diretto con i cittadini che per l’accompagnamento in tutto il processo di sviluppo delle segnalazioni».
LEGGI E GUARDA: Quante ciclabili a Verona? Il quadro dei nuovi cantieri
Il Comandante della Polizia Locale, Luigi Altamura evidenza che «ci sono cittadini che non vogliono far parte dei gruppi di controllo del vicinato e utilizzano solo i social come mezzi di segnalazione. Canali che non possiamo permetterci di monitorare e quindi le segnalazioni cadono nel vuoto. Mentre le informazioni che provengono dall’attività di controllo di vicinato vengono utilizzate e le situazioni difficili risolte, con tempi più o meno lunghi a seconda dell’importanza. Alcuni esempi di segnalazioni? Veicoli o persone sospette, i cinghiali in Valpantena».
Massimo Pennella, vicecomandante operativo della Polizia locale, è il referente del progetto e Erika Maltese l’agente di Polizia locale che lo affianca operativamente e sottolinea il ruolo della cittadinanza attiva che questo modello ha stimolato. Pennella spiega che «il cittadino finalmente trova riscontro alle sue segnalazioni, tant’è vero che il 92 per cento di esse trova effettivamente risoluzione. Questo è un meccanismo virtuoso che riporta fiducia a noi nei cittadini e ai cittadini in noi come istituzione».
LEGGI ANCHE: Ospedale Borgo Trento, sportello unico per accettazione, ticket e prenotazioni
Il commissario Federico Bonfioli aggiunge che «ad oggi siamo a 218 partecipanti al progetto certificati, secondo quanto previsto dal protocollo con la Prefettura. Questi fanno parte di 13 gruppi attivi nelle 8 circoscrizioni. In alcune vi sono 2 o 3 sottogruppi. Il risultato sono state 534 segnalazioni, delle quali 448 evase, alcune anche entro 24 ore. Ne abbiamo 106 in corso in quanto degli 11 punti prefettizi dell’accordo prefettizio non tutti sono di facile di risoluzione in breve tempo. Si pensi all’operazione antidroga a Veronetta che si è conclusa con 5 arresti ed è iniziata proprio sulla base di segnalazioni del coordinatore della zona, i che ha fornito dettagli, fotogrammi, orari di scambio della droga».
Soddisfazione e fiducia nel progetto dei Gruppi di controllo del vicinato è stata espressa dei presidenti delle Circoscrizioni che hanno ringraziato l’amministrazione e la Polizia Locale.
Dal punto di vista operativo per iscriversi ad un Gruppo di controllo del vicinato si può consultare il sito della Polizia Locale dove si possono scaricare i moduli di adesione. Una volta che la Polizia Locale abbia verificato tutti i requisiti richiesti dal protocollo prefettizio, il cittadino potrà relazionarsi con il coordinatore che invierà le segnalazioni. Il tutto in completo e totale anonimato. I coordinatori saranno formati adeguatamente prima di divenire operativi.
LEGGI ANCHE: Verona: impedito un raduno di auto sportive alla Bassona
In Evidenza
A Cologna Veneta un incontro pubblico sul biometano e la transizione ecologica

Giornata ecologica regionale 2026, focus sulle api: stanziati 100mila euro

Il Veneto terzo in Italia per riciclo RAEE: 22.800 tonnellate gestite da Erion WEEE nel 2025

Aria inquinata, Veneto e Verona ancora insufficienti

“Materia Viva” al Teatro Santa Teresa: una serata dedicata al riciclo dei RAEE

Si accende la CER di Povegliano Veronese: via libera dal GSE

“Rifiuti preziosi” in tasca e in casa: Amia lancia la campagna di raccolta RAEE

Cicloturismo: in Italia si comprano meno bici ma si pedala di più

Gli abeti di Natale buttati? Ora avranno una nuova vita






