Un secolo di storia dell’architettura veronese nel docufilm “La città macchina”

Rigoroso lavoro filologico con molte testimonianze. Questo pomeriggio l’anteprima nazionale al Teatro Ristori di Verona.

La rigenerazione urbana di Verona nel docufilm ‘La Città Macchina’, il nuovo progetto della serie Italia Novecento prodotta da Diego Biello per Filmedea in collaborazione con Luce Cinecittà, Fondazione Maxxi e ANRCA. L’anteprima della pellicola, presentata alla Festa del Cinema di Roma 2024 in occasione dei Cinedays di UNESCO, questo pomeriggio – 19 novembre – alle 18 al Teatro Ristori di Verona.

Presenti per l’occasione in sala i fratelli Biello, Diego produttore di Filmedea e Dario regista del film.

La produzione è stata presentata oggi dalla vicesindaca e assessora alla Panificazione urbanistica  Barbara Bissoli. Presenti Diego e Dario Biello, il presidente dell’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori della Provincia di Verona Matteo Faustini e  Barbara Bogoni, Alba di Lieto Politecnico di Milano. In collegamento invece sono intervenuti Gianmarco Mazzi sottosegretario del Ministero Della Cultura, l’attore protagonista Alessandro Preziosi, Monica Marangoni di Rai Italia, Enrico Fracca attore, Maura Cosenza responsabile Archivio Cinecittà, Carla Zhara Buda responsabile Archivio MAXXI.

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«L’Amministrazione comunale è grata ai fratelli Diego e Dario Biello – ha dichiarato la vicesindaca Barbara Bissoli – che hanno voluto dedicare a Verona questo docufilm che testimonia il cambiamento del volto della città impresso, in particolare, dalla Rivoluzione industriale, che a Verona si affermò un po’ più tardi che in altre città italiane per una serie di fattori, non ultimo il fatto che, dalla prima metà del 1800, la città divenne una piazzaforte militare. L’opera cinematografica dei fratelli Biello, fondata su un importante lavoro scientifico basato su documenti conservati negli archivi storici nazionali e su testimonianze di addetti ai lavori e di accademici, è di particolare interesse anche perché anticipa il lavoro in corso da parte dell’Amministrazione comunale con la schedatura del grande patrimonio veronese di archeologia industriale e con la individuazione degli edifici significativi dell’architettura del ‘900 nell’ambito della variante di adeguamento del Piano di Assetto del Territorio agli strumenti territoriali della Regione Veneto e della Provincia di Verona che ampia parte dedicano alla tutela del paesaggio e dell’architettura generati a Verona dalla Rivoluzione industriale, spesso interessati dalla Ricostruzione postbellica».

Sullo sfondo del Novecento, lo sviluppo della città industriale con le aree e i fabbricati che nei prossimi anni troveranno nuova vita e nuove destinazioni. E’ ‘Verona Novecento’, seconda puntata  della serie ‘Città Novecento’, 12 episodi scritti e diretti da Dario Biello, prodotti da Filmedea in co-produzione con Luce Cinecittà.

Il film vede come protagonista un ricercatore e fotografo, interpretato da Alessandro Preziosi, che insegue l’identità futurista della città rappresentata da una Lancia Siluro del 1927 guidata da una donna misteriosa.

Un percorso alla scoperta della città del XX secolo, attraverso la Rivoluzione Industriale, la Ricostruzione del dopoguerra e la Rigenerazione Urbana. Questa ricerca ci porterà dentro al MAXXI, il Museo delle arti del XXI secolo, dove il protagonista durante la sua mostra incontrerà lo spirito di questo viaggio.

La Città Macchina intende superare la logica nostalgica e passatista del paesaggio urbano, superando la visione classica del centro storico e il concetto di periferia, fotografando un modello che attraverso il disegno trova la sua sintesi tra il pensiero della Città Che Sale di Umberto Boccioni, l’audacia della Città Nuova di Antonio Sant’Elia e la tradizione dell’artigianato e dei mestieri italiani. Un luogo dove si esplora l’equilibrio tra identità locale e mercato globale, oltre ogni retorica di Made in Italy, nell’epoca della Città 15 Minuti, dell’economica circolare, sostenibile e del consumo di suolo a saldo zero da raggiungere entro il 2050.

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Il film, come nelle intenzioni della Serie Italia Novecento, intende essere la rappresentazione di sintesi tra documenti originali di archivio e le ricostruzioni cinematografiche degli aspetti più intimi dei principali protagonisti del tempo, accompagnati da oltre 30 interviste, tra le quali quelle a Mario Botta, Milo Manara, Tobia Scarpa, Ugo La Pietra, Alfonso Femia e Kjetil Trædal Thorsen, fondatore dello Studio Snøhetta di Oslo e di Federico Bucci del Politecnico di Milano, Benno Albrecht dell’Università Iuav di Venezia, Francesco Nocini dell’Università di Verona e Paolo Galuzzi dell’Università Sapienza di Roma.

La Città Macchina è il secondo episodio della Serie Italia Novecento, già presentata alla 80ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e al Salone del Mobile di Milano, un progetto cross mediale che intende sottolineare la volontà di fondere Cinema e Architettura come strumento unico in grado di avere un’azione di rigenerazione sociale e culturale prima che infrastrutturale.

«Un evento come questo, per la città di Verona e per le scoperte che offre attraverso questo tipo di documentario – ha dichiarato l’attore protagonista Alessandro Preziosi – è il risultato del lavoro di tante persone che hanno collaborato in modo diverso per far capire non solo le bellezze della città ma anche la sua psicologia, fatta di uomini e donne che hanno permesso che Verona diventasse il centro di ritrovo del movimento futurista».

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