Tosi contro l’aumento dell’Irap: «Tagliare sprechi e potenziare la sanità territoriale»

Flavio Tosi, europarlamentare e coordinatore veneto di Forza Italia, critica il previsto aumento dell’Irap della Giunta Zaia, proponendo invece tagli agli assessorati e interventi sui costi delle esternalizzazioni sanitarie.

Dichiara Flavio Tosi, europarlamentare in commissione Envi (che ha delega anche alla Sanità) e coordinatore veneto di Forza Italia: «La Giunta Zaia si appresta a un nuovo e ulteriore aumento dell’Irap, in aggiunta all’aumento che era stato definito precedentemente. Dicono che non ci sono alternative, non è così. Si potrebbero ridurre le spese degli assessorati, sull’esempio del Governo Meloni che su input del ministro Giorgetti ha tagliato risorse ai ministeri: così si potrebbero risparmiare molti milioni. E poi ci sono decine e decine di milioni di sprechi su un aspetto della gestione sanitaria, materia su cui la Regione deve e può intervenire: è Zaia stesso che presentando il suo ultimo libro conferma che le Regioni hanno già autonomia sulla sanità per oltre il 90% delle competenze».

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Tosi si riferisce in primis al sistema di esternalizzazioni delle cooperative dei gettonisti e prende ad esempio gli appalti per 4,5 milioni che ha aggiudicato a settembre la Usl 6 Euganea (articolo de Il Mattino di Padova del 9 novembre in allegato). «I gettonisti costano circa 100 euro l’ora, più del doppio del costo del personale sanitario interno – dice Tosi, che è stato assessore regionale della Sanità – qui si pone dunque sia un tema di iniquità nei confronti del personale interno alle strutture, che di spreco di risorse. L’Usl Euganea, se non avesse esternalizzato, avrebbe speso 2 milioni anziché 4,5 milioni. Ecco, proiettiamo questo sistema di spese eccessive su scala regionale e capiamo che in questo modo si disperdono decine e decine di milioni».

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I soldi recuperati, continua Tosi, «certamente darebbero ossigeno al bilancio ed eviterebbero l’aumento dell’Irap. Non solo, permetterebbero alla Regione di investire per trovare medici, infermieri e Oss dove oggi mancano, cioè nei reparti d’urgenza, nei laboratori e nei Pronto Soccorso. E forse si potrebbe cominciare anche a costruire seriamente una medicina del territorio che sgravi i Ps dai codici bianchi e aumenti i medici di base».

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