Giuramento RAV, le voci dei giovani soldati. «Un dovere morale»

Questa mattina, in una piazza San Zeno gremita, i giovani volontari del secondo blocco 2024 hanno giurato fedeltà all’Esercito e alla Patria. Tra loro, Rosalinda Lebera e Lorenzo Olivieri hanno raccontato con emozione le motivazioni e i sogni che li hanno portati a intraprendere questa scelta di vita.

Una piazza San Zeno gremita e festante ha accolto questa mattina il giuramento di fedeltà all’Esercito e alla Patria dei giovani volontari del secondo blocco 2024. Tra autorità, famiglie, amici e cittadini, il momento solenne ha sottolineato l’importanza dei valori di servizio, disciplina e dedizione che caratterizzano la scelta di indossare l’uniforme.

Tra i protagonisti della cerimonia, Rosalinda Lebera e Lorenzo Olivieri due giovani soldati con storie e motivazioni diverse ma unite dalla comune volontà di mettersi al servizio del Paese.

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Rosalinda Lebera: «Restituire ciò che l’Italia mi ha dato»

La storia di Rosalinda Lebera è profondamente segnata dalla gratitudine verso l’Italia. Di origine bulgara, Rosalinda è stata adottata da una famiglia italiana all’età di sei anni. «Mi sento grata alla nazione che mi ha accolto, e arruolarmi è il mio modo di restituire il favore», ha raccontato emozionata.

Durante il giuramento, Rosalinda ha provato «un orgoglio indescrivibile», definendo l’esperienza come una delle più intense della sua vita. Per lei, i valori trasmessi durante il percorso di addestramento – disciplina, abnegazione e dedizione – sono «pilastri fondamentali».

La scelta di arruolarsi è stata accolta con emozioni contrastanti dalla madre, con cui Rosalinda vive: «È rimasta un po’ male all’idea di essere sola a casa, ma è molto fiera e orgogliosa di me». Per il futuro, Rosalinda sogna di crescere all’interno dell’Esercito e diventare «un qualcuno», contribuendo con il suo impegno al bene comune.

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Lorenzo Olivieri: «Proteggere i più deboli, un dovere morale»

Per Lorenzo Olivieri, arruolarsi nell’Esercito è stata una scelta dettata da motivazioni personali e un forte senso di giustizia. «Ho deciso di arruolarmi per un’etica morale personale, per proteggere i più deboli o chi non può farlo», ha dichiarato. Durante il giuramento, Lorenzo ha provato «un’emozione unica», definendo il momento come «un passo importante» che segna il passaggio a una nuova vita da soldato.

Consapevole dei rischi legati alla professione, Lorenzo ha affrontato il tema con maturità: «Dal primo istante in cui ci arruoliamo, siamo messi a conoscenza dei pericoli, inclusi i rischi estremi. È qualcosa con cui conviviamo ogni giorno». Guardando al futuro, il giovane soldato sogna «una carriera piena di soddisfazioni all’interno dell’Esercito», dove intende realizzare i propri obiettivi lavorativi.

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