370 allievi dell’85° RAV hanno giurato in Piazza San Zeno
Si è alzato forte al cielo azzurro di questa mattina, al cospetto della Basilica di San Zeno a Verona, il grido “lo giuro” di 370 allievi del secondo blocco 2024 dell’85° RAV, che hanno promesso fedeltà non solo alla grande famiglia dell’Esercito italiano, ma soprattutto alla nazione, diventando a tutti gli effetti degli uomini e delle donne soldato.

Dopo l’assunzione del Comando dello schieramento da parte del Comandate dell’85° RAV, Colonnello Nicola Castello, sono stati resi gli onori alla Bandiera di Guerra e ai gonfaloni del Comune di Verona e della Provincia di Verona, sotto lo sguardo attento del sindaco Damiano Tommasi, del prefetto Demetrio Martrino e il questore Rosaria Amato.

Accompagnati dalla banda dell’Esercito, gli allievi hanno ascoltato le parole di orgoglio, fierezza e conforto da parte dei superiori, a partire dal Generale di Corpo d’Armata Carlo Lamanna, presente nella città scaligera per questo appuntamento solenne. Era dal 2019 che una cerimonia di giuramento non veniva effettuata al di fuori della Caserma Duca, e la suggestione, oltre che all’emozione, è stata tanta.

Comandante Castello, innanzitutto una cerimonia celebrata in una piazza meravigliosa. Anche questo ha aggiunto emozione all’emozione.
La location è incredibilmente bella, è stata gentilmente concessa dall’amministrazione del Comune di Verona. È la prima volta che l’85° Reggimento Addestramento Volontari celebra un giuramento in Piazza San Zeno. Questo evento completa un ciclo di cerimonie che ci ha visti protagonisti anche in piazza Bra e nell’Arena di Verona. Siamo davvero entusiasti.

Abbiamo visto volti di giovani pieni di orgoglio ed emozione nel giurare fedeltà all’esercito. Anche per voi, che avete un ruolo di grande responsabilità nei loro confronti, si tratta di un momento emozionante?
Oggi hanno giurato 370 allievi, dopo quasi due mesi di formazione presso l’85° Reggimento Addestramento Volontari. Per loro è un giorno che segna un cambiamento profondo, non solo nella loro vita ma anche nel loro servizio per il Paese. L’emozione, per noi, è costante, perché i genitori ci affidano non solo la formazione dei loro figli, ma anche la loro vita. Questo ci dà una grande responsabilità: vogliamo formare non solo ottimi militari e soldati, ma anche ottimi cittadini.

Durante la cerimonia si è parlato anche dei rischi potenziali che questi giovani potrebbero affrontare. Sono consapevoli di cosa comporta questa scelta? È emersa, infatti, anche la consapevolezza del rischio estremo che il loro impegno potrebbe implicare.
Sì, i giovani che scelgono l’esercito sono consapevoli delle sfide e dei rischi che questa scelta comporta. Abbiamo bisogno di giovani motivati, cresciuti in famiglie e scuole che hanno saputo trasmettere valori importanti. L’esercito non può creare questi valori dal nulla: li riceve e li coltiva, indirizzandoli verso il servizio al Paese. Per questo ringraziamo profondamente le famiglie e le istituzioni scolastiche che hanno fatto germogliare questi principi nei ragazzi. La nostra promessa è di guidarli al meglio nel loro cammino, verso un futuro di servizio e impegno per la patria.
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