Operazione antimafia: sequestri per 2,5 milioni e arresti tra Lodi e Verona

La Guardia di Finanza ha smantellato un sistema legato alla cosca Arena-Nicoscia, sequestrando beni per 2,5 milioni. Coinvolte imprese locali in frodi fiscali, bancarotte fraudolente e utilizzo illecito di fondi europei.

I Finanzieri del Comando Provinciale di Lodi e Verona, con il supporto del G.I.C.O. di Catanzaro, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Milano su richiesta della Procura della Repubblica di Milano – Direzione Distrettuale Antimafia. L’indagine si pone in continuità con un’altra già avviata dalla Guardia di Finanza di Varese insieme al G.I.C.O. di Milano.

Il Giudice del Tribunale di Milano ha disposto la custodia cautelare in carcere per due persone e gli arresti domiciliari per altre sei, tutte coinvolte in un’associazione criminale con l’aggravante, per alcuni, di aver agevolato la cosca mafiosa Arena-Nicoscia. Sono stati sequestrati beni per un valore di circa 2,5 milioni di euro, includendo disponibilità finanziarie, quote societarie, immobili, mezzi di trasporto e conti correnti. Questo ammontare corrisponde al profitto della frode e alle distrazioni emerse in reati di bancarotta fraudolenta.

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guardia di finanza

Le indagini hanno permesso di ricostruire le operazioni illecite di una famiglia calabrese, stabilita nelle province di Lodi e Verona, che operava attraverso un sistema di imprese, alcune già soggette a provvedimenti interdittivi antimafia. Le aziende riconducibili all’associazione criminale emettevano fatture per operazioni inesistenti, rivolgendosi a società nel settore degli appalti pubblici per la manutenzione delle linee ferroviarie e metropolitane. Inoltre, impiegavano manodopera nei cantieri ferroviari, eludendo la normativa sugli appalti pubblici tramite falsi distacchi di lavoratori.

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Partendo dalle vicende di una delle società del gruppo criminale, gli investigatori hanno ricostruito operazioni distrattive che hanno condotto al fallimento della società, identificando evasione fiscale e riciclaggio di proventi illeciti attraverso un sistema di prestanome mirato a eludere le normative sulle misure di prevenzione antimafia. Tra le condotte fiscali illecite emerse c’è anche l’indebita percezione di fondi europei FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Rurale), utilizzati in compensazione per debiti erariali e previdenziali per un valore di quasi 1 milione di euro.

La responsabilità degli indagati sarà accertata solo all’esito di un giudizio con sentenza penale irrevocabile, in conformità con la presunzione di non colpevolezza sancita dall’art. 27 della Costituzione.

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L’assessora Zivelonghi chiede l’Antimafia a Verona

L’assessora di Verona alla Sicurezza e Legalità Stefania Zivelonghi esprime soddisfazione per l’importante operazione portata a termine dai Finanzieri del Comando Provinciale di Lodi e Verona.

«Mi complimento con la Guardia di Finanza per l’operazione portata a termine oggi e che si aggiunge a quelle di pochi giorni fa che ha fatto emergere un’ingente frode fiscale a carico anche di imprenditori veronesi – dichiara l’assessora Zivelonghi-. Operazioni che, in particolare quella di oggi, ci confortano nelle ragioni sottostanti alle richieste che stiamo portando avanti nei confronti dei ministri Nordio e Piantedosi perché confermano la necessità di rafforzare gli strumenti a disposizione delle istituzioni per compiere indagini sulle attività criminali, fondamentali per giungere a risultati come quelli di oggi. È questa l’evidenza che abbiamo sottolineato ieri nell’incontro con la senatrice Floridia e la consigliera regionale Bigon».

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