Aggressione in Pronto Soccorso, UIL FPL: «Servono azioni preventive, non basta l’arresto in flagranza»
«Esprimiamo preoccupazione e indignazione per l’ennesima aggressione subita dal personale sanitario, questa volta avvenuta venerdì sera al Pronto Soccorso di Borgo Trento. Un episodio che evidenzia, ancora una volta, il rischio sempre maggiore a cui sono esposti i lavoratori della sanità. «Non possiamo più accettare una situazione simile», commenta Stefano Gottardi, Segretario Generale di Uil Fpl Verona. «Abbiamo assistito a un’aggressione inaudita: mani al collo, calci e pugni al personale sanitario che stava semplicemente svolgendo il proprio lavoro di assistenza. È inaccettabile che gli operatori sanitari debbano fare i conti con atti di violenza mentre forniscono un servizio essenziale alla comunità».

Raccontano dal sindacato: «L’episodio si è verificato intorno alle ore 19, quando due utenti, giunti al pronto soccorso con lievi ferite, sono stati presi in carico dal personale infermieristico per le dovute cure. La situazione era già complicata a causa del rallentamento dei tempi di attesa dovuto al blocco del sistema informatico avvenuto nel pomeriggio, una problematica ampiamente evidenziata dalla stampa, anche durante la visita del presidente della Commissione Affari Sociali della Camera dei deputati, Ugo Cappellacci. L’escalation della violenza, però, è iniziata dopo che i due utenti sono stati assistiti dal personale infermieristico. Una coincidenza ha voluto che il servizio di vigilanza della Polizia di Stato fosse terminato alle 16, lasciando il Pronto Soccorso senza sorveglianza. È stato in quel momento che la situazione è degenerata in violenza fisica. Nonostante il pronto soccorso sia riuscito a gestire l’emergenza senza gravi traumi per il personale, rimangono i timori per la sicurezza degli operatori, che continuano a vivere sotto la costante minaccia di nuovi episodi di violenza».
A seguito dell’aggressione, le forze dell’ordine sono intervenute prontamente, arrestando i colpevoli in flagranza di reato, grazie all’applicazione del decreto-legge 1° ottobre 2024, n. 137, che introduce misure più severe contro le aggressioni al personale sanitario.
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Uil Fpl Verona ha poi sollecitato un intervento urgente alla Direzione Aziendale, chiedendo di «rafforzare la presenza delle forze dell’ordine all’interno dei due pronto soccorso cittadini». È stata inoltre richiesta l’adozione di un protocollo operativo per la gestione degli atti di violenza fisici e verbali ai danni degli operatori sanitari, con una presa in carico adeguata delle vittime.
«È inconcepibile che, ancora oggi, quando un operatore sanitario subisce un’aggressione, il suo unico strumento per segnalarla sia l’invio di un fax. Un episodio di violenza rimane così solo un dato statistico, senza alcun riscontro concreto in termini di supporto o prevenzione», afferma Gottardi. «I danni fisici sono solo la punta dell’iceberg: i disturbi da stress post-traumatico, se non trattati, portano inevitabilmente al burnout. Alcuni dei nostri colleghi si vedono costretti a ricorrere a supporto psicologico a proprie spese, mentre le istituzioni sembrano non rispondere con adeguate misure di tutela».
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«In un momento storico in cui si parla tanto di carenza di personale e di motivazione dei lavoratori, un episodio come questo dimostra quanto sia urgente un cambiamento radicale nelle politiche di sicurezza sul lavoro per il personale sanitario», conclude Gottardi. «Serve un segnale forte e chiaro, altrimenti ogni parola rimarrà solo una promessa vuota».
Uil Fpl Verona chiede «un impegno concreto e tempestivo da parte delle istituzioni per garantire la sicurezza dei lavoratori della sanità, che ogni giorno mettono a rischio la propria incolumità per garantire la salute della comunità».
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