Rimpasto giunta di Verona: fuori Sandrini, dentro Rotta
Se ne mormorava da un po’, ora le pedine iniziano a muoversi davvero. La giunta Tommasi, a un anno e mezzo dall’elezione dell’estate 2022, fa il “tagliando”.
Italo Sandrini, eletto in Lista Damiano Tommasi e assessore delegato a Terzo Settore, Attività produttive e commercio, Relazioni con il territorio, esce dalla giunta. È stato anche presidente delle Acli di Verona e ha avuto incarichi anche a livello nazionale.
Proprio i suoi incarichi nelle Acli a livello nazionale lo portano «a malincuore» a decidere di lasciare l’assessorato a Palazzo Barbieri. Nei prossimi mesi l’associazione gli ha chiesto di aumentare il proprio impegno con nuovi incarichi, per cui è arrivata la decisione di fare un passo indietro a Verona.
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Al suo posto è pronta a entrare in giunta Alessia Rotta, del Partito Democratico. Di lei si parlava come possibile assessora già al momento dell’elezione, ma all’epoca era ancora deputata: Tommasi aveva preferito non sommare le cariche. Poi, con le elezioni nazionali del 2022, era rimasta senza il seggio a Roma, conservando quello da consigliera comunale di Verona e di vicepresidente della società Autostrada del Brennero Spa.
Da chiarire anche quale sarà la nuova distribuzione delle deleghe fra gli assessori.
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Le dichiarazioni di Italo Sandrini
«Sono impegnato da anni a Roma con le Acli nazionali. A fine mese avremo il congresso per il rinnovo delle cariche delle Acli e mi si chiederà un impegno ulteriore. A malincuore, con una scelta responsabile, dovevo pur prendere una decisione per il futuro, perché altrimenti avrebbe pregiudicato l’aspetto della salute e anche dell’impegno. Per cui dopo aver fatto le valutazioni con il sindaco, coi colleghi di giunta e vedendo un po’ quello che poteva essere l’equilibrio di tutta la rete, si è preso questo tipo di decisione».
L’esperienza in giunta «è andata benissimo» dice Sandrini. «Uno dei motivi per cui sono un po’ rammaricato è che l’esperienza è andata molto bene. Secondo me non è ancora ben percepita, ma il sindaco ha dato proprio un’impostazione nuova, non solo a livello locale, ma credo che sia un’impostazione nuova a livello nazionale».
«Credo che siano state messe in campo così tante opere in due anni e mezzo che sia difficile, nella storia delle amministrazioni di Verona vedere così tante opere in così poco tempo». Non solo sottopassi, ma anche nel Terzo settore, specifica Sandrini: «Nemo profeta in patria, ma faccio più interviste fuori Verona, sul terzo settore. C’è la percezione, soprattutto nelle città un po’ più sensibili, che questa riforma è veramente un percorso partecipativo importante. Sia per Bocca Trezza che per Santa Caterina, quando verranno realizzate, vedrete veramente qualcosa di importante e sarà un patrimonio della città, che rimarrà per tantissimi anni».
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