Riciclaggio di auto di lusso: scoperti due centri illegali nel Veronese
I Carabinieri delle compagnie di San Bonifacio e Villafranca di Verona hanno portato a termine una complessa operazione contro il riciclaggio di auto di lusso nel Veronese. Le indagini, iniziate nell’ottobre 2023, hanno permesso di individuare e smantellare due centrali operative nella provincia scaligera, gestite da un’organizzazione criminale dedita alla ricettazione e contraffazione di veicoli. Gli arresti sono stati eseguiti nei confronti del rappresentante legale di una società di logistica e di due complici, tra cui un cittadino moldavo di 37 anni già detenuto per altri reati.
Tutto ha avuto inizio quando i Carabinieri di Colognola ai Colli hanno scoperto un capannone industriale utilizzato come officina abusiva. All’interno sono stati rinvenuti veicoli di lusso, tra cui Porsche Cayman GT4 e Porsche Panamera 4 Hybrid, provenienti da truffe e furti, oltre a motori e componenti rubati. Gli investigatori hanno inoltre sequestrato targhe contraffatte e documenti falsi.
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Successivamente, nel gennaio 2024, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Villafranca hanno individuato un secondo centro di riciclaggio, dove sono stati recuperati 14 veicoli di grossa cilindrata, tra cui Land Rover, Audi e Mercedes, per un valore stimato di oltre un milione di euro.
In questa occasione è stato fermato un cittadino moldavo di 37 anni, senza fissa dimora, il quale gestiva il garage. Tra il materiale sequestrato sono stati trovati dispositivi jammer, utilizzati per inibire i sistemi antifurto e GPS, e strumenti per contraffare i numeri di telaio.
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Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Verona, hanno permesso di collegare le due centrali ai medesimi soggetti, sottoposti ora a misure cautelari. Il rappresentante legale della società di logistica e un suo dipendente, entrambi 33enni, sono stati sottoposti all’obbligo di firma alla Polizia Giudiziaria, mentre il terzo indagato, il 37enne, è attualmente detenuto a Lecco per altre accuse.
Per tutti e tre gli indagati, le accuse sono di ricettazione, riciclaggio e possesso di documenti falsi. Le autorità sottolineano il rispetto del principio di presunzione di innocenza, per cui la colpevolezza sarà confermata solo in caso di sentenza irrevocabile.
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