La veronese Daria Colombo racconta la rinascita e l’inclusione nella Milano delle periferie
È uscito ieri in libreria “Il cielo su via Padova” (Sperling & Kupfer), il nuovo romanzo della scrittrice veronese, moglie di Roberto Vecchioni, Daria Colombo, che unisce sentimenti e impegno sociale, incarnando il genere sentimental-politico, caratteristico della sua produzione letteraria.
La storia
La protagonista, Letizia, è una donna di mezz’età e un’insegnante appartenente alla borghesia milanese. Ha costruito una vita apparentemente perfetta con il marito Massimo, affrontando grandi dolori come la perdita precoce dei genitori e l’impossibilità di diventare madre. Tuttavia, Letizia si è sempre chiusa nel suo mondo, concedendo poco agli altri. Quando Massimo la lascia all’improvviso, la sua vita crolla. Letizia decide così di lasciare la casa carica di ricordi dolorosi e, in una Milano caratterizzata da affitti proibitivi, si trasferisce in via Padova, una zona ritenuta degradata e pericolosa. Convinta di starci solo per poco, scoprirà invece che è proprio qui che riuscirà a risollevarsi e a costruire una nuova vita.
Attraverso la sua storia, Daria Colombo esplora la realtà di via Padova, un simbolo delle periferie urbane ma anche un luogo di rinascita, inclusione e incontro tra culture. Tra esperienze positive e negative e incontri con personaggi indimenticabili, Letizia si trasforma profondamente. In una riflessione della protagonista, si legge: «Quando Nicola e Amina se ne vanno, mi resta la sensazione che tra le donne che portano il velo, le cose siano molto diverse da come l’immaginiamo noi… È che in realtà non ne sappiamo un fico secco», mettendo in luce l’importanza della conoscenza e del confronto con altre culture.
Daria Colombo
L’autrice, veronese ma profondamente legata alla città di Milano, restituisce anima e profondità ai luoghi, intrecciando la storia personale della protagonista con le vicende storiche di via Padova: dalla Liberazione alle prime ondate migratorie dal Sud, dalla Magneti Marelli con il suo mondo operaio, fino alle migrazioni recenti dai Paesi arabi, alla gentrificazione, all’emergenza abitativa e alle nuove povertà. Con uno stile evocativo, riporta la memoria di un’Italia che viveva in case di ringhiera, dove la convivenza stretta forgiava legami di solidarietà: «Abitavamo in case di ringhiera… Quando uno faceva i bisogni lo sapevano tutti… Poi, quando le famiglie hanno cominciato a stare meglio, a far studiare i figli, i lavori umili non li voleva fare più nessuno. Così han cominciato ad arrivare gli stranieri».
“Il cielo su via Padova” è un romanzo che celebra la forza delle donne, la loro capacità di reinventarsi e di trovare un nuovo senso di comunità e solidarietà. Un’opera che invita alla riflessione, mostrando come la conoscenza e il confronto siano gli strumenti più potenti per superare i pregiudizi e costruire una società inclusiva.
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