Caso stazione, oggi la manifestazione dell’Ugl e della politica
Continuano le manifestazioni e gli scontri politici in seguito alla tragedia di domenica 20 ottobre in stazione a Verona Porta Nuova, dove il 26enne maliano Moussa Diarra è stato ucciso da un colpo di pistola di un agente della Polizia Ferroviaria.
Sabato mattina si era tenuto il presidio della Lega, nel pomeriggio il corteo della comunità maliana e delle associazioni che chiedono «Verità e giustizia per Moussa» e questa mattina, di nuovo in stazione, è stata la volta del sindacato Ugl, per un presidio di solidarietà alle forze dell’ordine, con la presenza di nuovo di esponenti della Lega, di Fratelli d’Italia, di Forza Italia e di Veneta Autonomia.
Il segretario della Lega di Verona Paolo Borchia ha dichiarato: «I nostri agenti non meritano insulti e violenze, ma solo dei grazie per quello che ogni giorno fanno. Saremo sempre dalla loro parte!».
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Il coordinatore cittadino di Forza Italia Alberto Bozza, anche consigliere regionale: «Un segnale di stretta vicinanza a chi lavora quotidianamente per tutelare e garantire la nostra sicurezza. E un attestato di solidarietà alle Forze dell’Ordine e al poliziotto della Polfer che ha agito per legittima difesa».
«L’occasione è stata importante per ribadire ancora una volta come siano necessarie misure maggiori sulla sicurezza, da tempo Forza Italia ha avanzato le sue proposte al sindaco di Verona, proposte rimaste inascoltate» ha aggiunto Bozza.
Il consigliere Bozza venerdì scorso era presente anche al Tempio Votivo di piazzale XXV Aprile, di fronte alla stazione, alla Preghiera del Vescovo di Verona Domenico Pompili: «Un momento che è stato raccoglimento per tutti, per riflettere su quanto accaduto e mostrare pietas umana per il giovane e sfortunato Moussa».

Il consigliere di Veneta Autonomia Tomas Piccinini, presente questa mattina, ha aggiunto: «Questo presidio vuole essere un segnale chiaro e forte: chi veste la divisa e svolge con dedizione il proprio lavoro merita rispetto e fiducia».
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Il deputato di Fratelli d’Italia Marco Padovani, ieri, era invece tornato sulla manifestazione di sabato pomeriggio, criticando alcuni eccessi che si sono visti durante il corteo: «La partecipazione di alcuni componenti della maggioranza di questa amministrazione al corteo di ieri, in cui si sono sentite gravi offese contro le forze dell’ordine, è un gesto che non può passare inosservato. La loro presenza ha legittimato, di fatto, atteggiamenti di intolleranza e violenza verbale che sono inaccettabili. Non si può partecipare a una manifestazione che scivola in insulti contro chi è impegnato a garantire la sicurezza della città, e poi pretendere di rappresentare l’amministrazione comunale. Le loro azioni non sono in linea con i valori di rispetto e coesione che Verona merita. Mi chiedo: il sindaco Tommasi condivide ancora la loro posizione? La città aspetta una risposta chiara».

Su questo tema è tornato anche Borchia della Lega: «La partecipazione dell’assessore Buffolo a una manifestazione in cui la Polizia di Stato è stata insultata e definita ‘assassina’ è inopportuna e mette a repentaglio la credibilità dell’amministrazione della città. Sommata con i commenti deprecabili e inopportuni dell’assessore sui social, frettolosamente derubricati a peccati di gioventù, sintetizza una condotta inaccettabile per chi ricopre un ruolo pubblico. Credo che il sindaco abbia alcune cose da spiegare».
Lettera aperta del Siulp
Il segretario provinciale del Siulp (Sindacato italiano unitario lavoratori Polizia) di Verona Davide Battisti ha inviato una lettera aperta al Sindaco di Verona Daniano Tommasi, lamentando la partecipazione al corte di sabato dell’assessore Jacopo Buffolo, già nell’occhio del ciclone per alcune sue dichiarazioni.
Riportiamo di seguito il documento.
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