Processo Turetta. L’avvocato: «L’ergastolo è una possibilità»
«L’udienza di ieri ha certificato in tutto le imputazioni e le aggravanti. L’imputato ha peraltro mentito sin dall’inizio, e persino il memoriale, che nelle sue intenzioni dichiarate doveva essere un atto di trasparenza, è imbarazzante così come lo è stato il suo esame». Lo afferma l’avvocato Stefano Tigani all’ANSA, il giorno dopo l’udienza in cui Filippo Turetta, l’omicida di Giulia Cecchettin, ha risposto alle domande di Pm e legali, presentando una memoria di 80 pagine sulla vicenda.
«Alla luce dell’udienza di ieri – prosegue – posso affermare che dal punto di vista della parte civile si tratta di un omicidio di una straordinaria e lucida ferocia e gravità, uno dei più terribili per il nostro territorio, ma altresì circostanziato da un atteggiamento processuale inaccettabile di cui si dovrà tenere conto».
Per Filippo Turetta «prevedo una commisurazione della pena della giusta severità». Così il prof Giovanni Caruso, difensore di Filippo Turetta. Anche se, spiega Caruso, «che i processi per reati come i femminicidi vengano definiti con l’ergastolo è abbastanza frequente. È una possibilità».
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