Tocatì in Veronetta: un primo bilancio di Comune e Aga
A un mese dalla conclusione della ventiduesima edizione di Tocatì – Festival Internazionale dei Giochi in Strada, è tempo di fare un bilancio su un evento che si è rivelato tanto sperimentale quanto indimenticabile. Svoltosi per la prima volta nel quartiere di Veronetta, il Festival ha visto quest’anno un’edizione speciale interamente dedicata all’Italia, con la partecipazione di comunità ludiche provenienti da ogni regione del Paese.
Organizzato dall’Associazione Giochi Antichi in collaborazione con il Comune di Verona e con il sostegno dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale del MiC, della Regione del
Veneto e Lombardia, Tocati ha saputo ancora una volta celebrare e valorizzare il gioco tradizionale come patrimonio culturale vivente.
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La visione dell’Aga
Durante il fine settimana, il quartiere ha accolto una moltitudine di persone e si è trasformato in un luogo di gioco, dove famiglie, giovani e bambini si sono riversati nelle strade per riscoprire il piacere di stare insieme. Una Veronetta viva, con i suoi spazi riconquistati e reinterpretati, tra Sport e Giochi tradizionali.
Questa edizione ha infatti offerto l’opportunità di riscoprire il quartiere di Veronetta in modo nuovo, mettendone in luce la storia e le vocazioni culturali, restituendolo agli abitanti e ai visitatori come un luogo da vivere e non solo da attraversare. L’Associazione Giochi Antichi, attraverso un’attenta analisi storica e sociale del territorio, ha collaborato con l’associazione AGILE e COCAI per valorizzare al meglio i luoghi simbolo del quartiere. Ne è nata anche una pubblicazione, La Veronetta di Tocatì, che testimonia questo lavoro di valorizzazione.
Grazie a questo approccio, alcuni spazi sono stati restituiti alla comunità e vissuti in maniera nuova: dal Parco Alto San Nazaro allo Scalone XVI Ottobre, da Corte Maddalene alla Provianda di Santa Marta, Tocatì ha saputo rinnovare il senso di appartenenza e cura per questi luoghi, trasformandoli in veri protagonisti del Festival.
Grande risalto è stato dato alle mura di Verona, che ha fatto da cornice a giochi e attività creando una sinergia unica tra patrimonio materiale e immateriale.
«Un’edizione molto partecipata – dichiara il presidente di Associazione Giochi Antichi Giorgio Paolo Avigo – Nonostante il luogo sia cambiato per la prima volta dopo 22 anni. Tanti i veronesi e il pubblico affezionato che hanno partecipato alle attività proposte».
La ventiduesima edizione di Tocati ha visto un grande impegno e una partecipazione collettiva che hanno reso possibile la realizzazione del Festival: 183 volontari e 27 membri dello staff organizzativo hanno collaborato per accogliere 424 ospiti provenienti da tutte le regioni italiane, oltre a delegazioni straniere. L’evento ha visto anche la partecipazione istituzionale del Ministero della Cultura italiano, francese e croato, a testimonianza del crescente riconoscimento internazionale di Tocati come punto di riferimento per la salvaguardia e valorizzazione del patrimonio vivente costituito dai Giochi e Sport Tradizionali.
L’ampia varietà delle attività proposte ha ulteriormente arricchito l’offerta del Festival: durante i tre giorni di Tocati, sono stati presentati 39 giochi tradizionali, 11 attività dedicate ai bambini e 7 progetti collaterali, che hanno arricchito ulteriormente il programma.
Inoltre, il pubblico ha potuto assistere a 17 eventi tra sfide di gioco, concerti, spettacoli di musica, danza e teatro. L’offerta è stata completata da 2 aree enogastroludiche e da 8 incontri e conferenze che hanno favorito il confronto e la riflessione sul patrimonio ludico e culturale.
L’edizione di quest’anno di Tocatì ha visto un ulteriore rafforzamento della collaborazione con l’Università di Verona. Durante i giorni di Festival infatti il Parco della Provianda e il Polo di Santa Marta hanno ospitato diversi giochi e attività. I convegni organizzati nell’ambito del Forum della Cultura Ludica e delle Riflessioni hanno offerto momenti di approfondimento, esplorando tematiche legate al patrimonio vivente e società civile, all’educazione e alle sfide dello sviluppo turistico e condivisione degli spazi culturali. Questo dialogo continuo con il mondo universitario ha arricchito il festival stimolando nuove riflessioni sul valore culturale e sociale del gioco tradizionale.
Ricordiamo inoltre la prima edizione di Arte in gioco che ha visto sperimentare, per la prima volta, un ampio coordinamento della rete di musei e luoghi della cultura cittadini attorno a un nuovo progetto culturale di comunità.
Il format, ideato dall’Assessorato alla Cultura, Turismo e Rapporti con l’UNESCO del Comune di Verona e dai Musei Civici di Verona, in collaborazione con Associazione Giochi Antichi (AGA) e l’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale del Ministero della Cultura (ICPI), durante i giorni del festival ha proposto un articolato programma di esposizioni, laboratori e visite guidate che ha coinvolto Biblioteca Civica, Fondazione Biblioteca Capitolare di Verona, Fondazione E.ART.H., Fondazione Museo Miniscalchi-Erizzo, Museo Africano, Museo Archeologico Nazionale di Verona, Palazzo Maffei Casa Museo e
Università degli Studi di Verona.
In alcune sedi i focus espositivi sono ancora in corso. Al Museo Archeologico al Teatro Romano, fino al 15 dicembre 2024 sarà esposto il dipinto Cavalli e gladiatori di Giorgio de Chirico, mentre al Museo degli Affreschi il dipinto Marte e Venere che giocano a scacchi sarà visibile fino al 6 gennaio 2025. Ad accompagnare le esposizioni nei Musei Civici sono previste visite guidate e laboratori a tema.
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