Marta Ugolini: «Il mio messaggio di fiducia»
«Se grazie a questo racconto anche solo una donna farà prevenzione per il tumore al seno, avremo già vinto». L’assessora a Cultura, Turismo e Rapporti con l’Unesco del Comune di Verona, Marta Ugolini, conclude così l’incontro con i giornalisti che aveva convocato nel suo ufficio personale a Palazzo Barbieri.
Una chiacchierata quasi intima, attorno a un tavolo, dove Ugolini si è spogliata della veste di assessora e di qualcosa di ben più concreto: la sua parrucca. L’ha definita una “coperta di Linus”, una barriera che oggi ha fatto cadere proprio di fronte alle telecamere, per dare ancora più forza alla sua testimonianza a favore della prevenzione contro il tumore al seno.
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«Da oggi sarò un po’ più punk» ha detto sorridendo Ugolini, che ha raccontato la malattia senza riserve, perché «non va stigmatizzata». Così l’assessora ha spiegato l’inizio del suo percorso terapeutico, dalla diagnosi – arrivata un po’ per caso proprio grazie a una visita durante la scorsa edizione di “Ottobre in Rosa” – alla cura.
In mezzo, il dolore, la stanchezza e, sempre, la fiducia. «Il giorno in cui sono andata a ritirare il referto, sono andata da sola all’ospedale di San Bonifacio perché sono scema. – scherza Ugolini – Quando sono arrivata là, mi sono trovata di fronte quattro persone tra medici e infermieri, che hanno chiuso la porta dietro di me. E allora ho capito. La cosa che mi ha scioccata di più è stata che appena uscita dalla stanza mi hanno consegnato il tesserino per l’esenzione oncologica. – continua l’assessora – Mi sono messa a piangere, quindi ho chiamato mio marito, mio fratello e gli amici: ho fatto il viaggio di ritorno a casa raccontando quello che stava succedendo. Il momento più difficile, però, è stato quando l’ho detto ai miei genitori, che sono entrambi ultraottantenni. In ogni caso, se mi fossi chiusa in me stessa allora, sarebbe stato più difficile per me essere qui davanti a voi oggi».


«Per un po’ non mi riconoscerà nessuno» ha detto sorridendo Ugolini dopo essersi tolta la parrucca e aver mostrato dei corti capelli argentati. Ora la malattia, come ha spiegato, è sotto controllo, grazie a delle sedute di chemioterapia che proseguiranno fino a Pasqua e a dei farmaci monoclonali che hanno permesso la ricrescita di capelli, ciglia e sopracciglia: «Finalmente sono tornata dopo tanto tempo a vedere la mia faccia e quindi vorrei dare un messaggio di fiducia. Io sono stata presa in carico da un gruppo di professionisti dalla diagnosi all’intervento chirurgico fino alla parte oncologica. Sono stata curata dalla Breast Unit di San Bonifacio, che è un ambiente dove ti senti accolto e abbracciato».
Tanta la gratitudine che Ugolini ha espresso nei confronti dei colleghi di giunta, dei medici, degli amici e, soprattutto, del marito Giambattista, che le è stato accanto sin da subito: «Tante donne, quando affrontano la malattia, non possono contare su un aiuto e, a volte, vengono anche lasciate dai compagni proprio perché sono malate. Per me mio marito è stato, ed è, molto importante, così come i miei figli e le amiche, che nei momenti di difficoltà si sono presentate a casa mia per fare aperitivo insieme».
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