Torna a Bardolino il Festival internazionale della Geografia
Sfamare 10 miliardi di persone. È la sfida più grande che il genere umano sarà chiamato ad affrontare nei prossimi decenni. Secondo i principali centri studi demografici mondiali la popolazione del pianeta, oggi di otto miliardi, aumenterà di altri due miliardi nel 2050. Mentre America, Europa e Oceania manterranno i livelli attuali di abitanti, con una crescita nulla, saranno soprattutto Africa e Asia a manifestare l’incremento più significativo di abitanti.
Ci sarà dunque maggiore necessità di materie prime, di ogni genere, a partire da quelle alimentari. I cereali continueranno a rappresentare il cibo di base. Assicurarsi produzione e scorte di riso, grano e mais, è dunque fondamentale per il futuro. A fronte di popolazione che cresce e di risorse della terra che restano pressoché costanti, si potrebbero verificare aumenti generalizzati dei prezzi, con la necessità di prevedere approvvigionamenti strategici e di evitare tensioni con altri Paesi.
In questo contesto si collocano le riflessioni e gli approfondimenti che la XII edizione del Festival internazionale della Geografia, in programma dall’11 al 13 ottobre 2024 a Bardolino (VR), metterà in evidenza grazie alla presenza di relatori ed esperti qualificati.
Il programma
Venerdì 11 ottobre dalle 9 alle 12.30 è in programma una giornata di studio e riflessioni al Teatro Corallo di via Fosse; saranno presenti gli studenti dell’IC di Bardolino, dell’Ipsar Carnacina, dell’Istituto Marie Curie di Garda e delle Scuole Sacra Famiglia di Castelletto di Brenzone.
Venerdì 11 ottobre alle 15 si potrà visitare la mostra delle etichette storiche dei produttori di vino Bardolino, allestita nella sala Matrimoni del municipio (piazzetta San Gervaso); a guidare i visitatori sarà Fabrizio Marchionni, food e wine designer, che replicherà anche sabato 12 ottobre alle ore 10. La mostra sarà visitabile liberamente sabato 12 e domenica 13 ottobre, dalle 10 alle 20. Ingresso gratuito.
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A corredo del Festival tornerà “I viaggi del cibo”, la tradizionale rassegna del gusto, per unire gli aspetti enogastronomici a quelli geografici. Per questa edizione largo spazio al “Riso al Chiaretto di Bardolino”, un piatto che si sta affermando sulle tavole dei buongustai. Osterie e ristoranti locali metteranno in menù questo piatto per cittadini, turisti e curiosi che vorranno assaporarlo.
«Siamo orgogliosi di promuovere una cultura di sensibilità verso le produzioni agricole, analizzate in profondità lungo tutta la filiera, da chi lavora i campi a chi si occupa della vendita sui mercati internazionali – sottolinea il sindaco di Bardolino, Daniele Bertasi – ed è per questo che il pubblico a cui è destinata questa edizione è costituito non solo da studenti e operatori: parleremo a geografi, agronomi, enologi, ma anche a operatori commerciali e creativi, in un’ottica multidisciplinare».
La terra e il territorio con le sue specificità tornano a essere centrali per lo sviluppo futuro del Paese. Il ripensamento delle coltivazioni deve tenere conto delle prospettive future e comunque è certo che l’agricoltura dovrà essere maggiormente tutelata. Come? Con la salvaguardia della biodiversità, con la valorizzazione delle produzioni tipiche, con la difesa dei marchi, con la creazione di filiere rispettose della qualità e con azioni commerciali che tengano conto della specificità delle zone.
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«L’Amministrazione comunale di Bardolino, che dal 2010 promuove il Festival, è fermamente convinta che il sostegno al valore della terra diventerà ancora più importante in futuro – sostiene Marta Ferrari, assessore alla Cultura –. Per questo abbiamo deciso di impegnarci in tutte le iniziative che concorreranno a sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica su questo tema».
Mais, grano, riso sono produzioni agricole molto ben rappresentate in Veneto, insieme al vino e all’olio. Molti i prodotti certificati, come Doc e Docg per il vino, e Dop, Igp e Sgt per prodotti alimentari tipici, che qualificano l’offerta. «A testimonianza che dalla tutela della terra – dice Paolo Gila, ideatore e curatore del Festival – ci si deve elevare alla tutela della qualità dei prodotti, e in linea di continuità si arriva a tutelare anche i nomi e i marchi delle aziende della filiera agroalimentare. Pertanto, il tema della tutela deve essere interpretato alla luce di un sistema integrato, che tenga conto di tutti gli aspetti, compresi quelli commerciali, di promozione e di marketing».
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In quest’ottica si comprende la scaletta degli interventi dei relatori dell’11 ottobre al Teatro Corallo. Si partirà con un’introduzione sui trend generali delle materie prime, con Paolo Gila, giornalista e scrittore; poi si affronterà nello specifico quali paesi oggi producono riso, grano e mais con Maurizio Mazziero, analista e esperto di commodities. Luigi Consiglio, imprenditore che ha fondato la società di consulenza Eccellenze di Impresa, metterà in evidenza la complessità delle catene di approvvigionamento internazionali.
Nella seconda parte del convegno si affronterà il ruolo dei consorzi per la difesa e la tutela della qualità delle produzioni tipiche, con Fabio Dei Micheli, presidente del Consorzio del vino Bardolino, mentre l’avvocato Sara Mafficini spiegherà i significati delle varie denominazioni anche alla luce delle direttive europee. Infine, a conclusione dei lavori, il food and wine designer Fabrizio Marchionni illustrerà come nasce e come si difende un marchio, un’etichetta, una forma di bottiglia: tutti aspetti non marginali che concorrono a rendere unici e riconoscibili i prodotti sul mercato.
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