Si finge un parente indebitato, poi truffa e sottrae 14mila euro a un’anziana

I Carabinieri di San Martino Buon Albergo hanno arrestato un 20enne per truffa aggravata ai danni di un'anziana, recuperando 14mila euro sottratti con una falsa richiesta di denaro. L'arresto è stato reso possibile grazie alla tempestiva segnalazione di una vicina alle forze dell'ordine.

Nel pomeriggio dell’1 ottobre, i Carabinieri della Stazione di San Martino Buon Albergo hanno arrestato un 20enne di origini campane, già noto alle forze dell’ordine, per truffa aggravata ai danni di una persona fragile.

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Il giovane ha messo in atto la classica truffa della telefonata ingannevole, fingendosi un parente della vittima trattenuto in una caserma, chiedendo una somma di denaro per estinguere un presunto debito e ottenere il suo rilascio. La vittima, un’anziana di 89 anni, ha ricevuto la telefonata e poco dopo il giovane si è presentato presso la sua abitazione per ritirare la somma richiesta. Fortunatamente, una vicina di casa, insospettita dalle voci provenienti dall’appartamento intorno alle 16, ha prontamente avvertito i Carabinieri. Il giovane parlava ad alta voce di denaro e debiti, sfruttando la vulnerabilità dell’anziana, riuscendo così a farsi consegnare 14mila euro in contanti.

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Grazie all’intervento tempestivo dei Carabinieri, l’intera somma è stata recuperata e restituita alla vittima. L’arresto è stato reso possibile dalla prontezza della vicina di casa e dalla collaborazione efficace tra la Centrale Operativa del Comando Compagnia Carabinieri di Verona e i colleghi di San Martino Buon Albergo, già impegnati in un servizio di controllo del territorio. Il giovane, all’arrivo dei Carabinieri, ha tentato di fuggire ma è stato immediatamente bloccato e trovato in possesso del denaro rubato.

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Le indagini sono coordinate dall’Arma, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Verona, per identificare eventuali complici e accertare se vi siano altre truffe legate a questo episodio. Questo risultato si inserisce nell’ambito delle operazioni continue di prevenzione e contrasto alle truffe ai danni degli anziani e delle persone vulnerabili. Dopo aver informato la Procura della Repubblica di Verona e svolto tutte le procedure necessarie, il giovane è stato trasferito presso il Carcere di Verona Montorio, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente.

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