Amia in house, via libera all’affidamento

Il Consiglio comunale di Verona ha approvato l'affidamento in-house ad Amia per la gestione dei rifiuti e del verde pubblico, con l'obiettivo di aumentare la raccolta differenziata al 65% entro tre anni e puntare all'85% in 15 anni.

Il consiglio comunale di Verona ha votato ieri, senza alcun voto contrario, l’affidamento “In House Providing” del servizio integrato dei rifiuti urbani e di manutenzione del verde pubblico ad Amia Verona.

Può così partire il percorso per il cambiamento del servizio di conferimento e di raccolta dei rifiuti urbani, un processo che porterà benefici a livello ambientale, di risparmi economici per l’azienda a vantaggio di ulteriori servizi e della qualità di vita dei cittadini e delle cittadine.

A Verona mancava una strategia sui rifiuti, una mancanza a cui l’Amministrazione ha posto rimedio approvando l’anno scorso il Piano d’Ambito di Bacino, che prima non esisteva, cioè il documento di programmazione per la gestione dei rifiuti urbani che ha messo in evidenza criticità, obiettivi ed modalità di raccolta dei rifiuti previsti per la città per i prossimi 15 anni.

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Sulla base di tale indispensabile documento programmatico, Amia ha predisposto la propria offerta, posta a base della delibera approvata oggi dalla giunta, per la gestione del servizio per 15 anni.

Analogo percorso è stato seguito anche per il Servizio di Gestione del Verde, per il quale si prevede un affidamento per la durata di 5 anni.

Attraverso lo strumento del Piano d’ambito redatto dal Consiglio di Bacino, cui Amia ha apportato condizioni migliorative, la città può finalmente pianificare il servizio di raccolta dei rifiuti urbani per i prossimi 15 anni – durata dell’affidamento – portando a regime una serie di cambiamenti epocali nella raccolta differenziata che consentiranno di raggiungere quota 65per cento di rifiuti differenziati entro il primo triennio per puntare poi, nel prossimo futuro, all’obiettivo imposto a livello ragionale che è uno sfidante 85per cento.

Ad oggi, è bene ricordarlo, la media cittadina è ferma da anni al 50 per cento circa di raccolta differenziata, con una percentuale che arriva a malapena a 40 nelle aree con cassonetti aperti: uno sfregio all’ambiente, oltre che un danno economico per la collettività.

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«Finalmente Amia può contare su due contratti che mancavano da oltre due decenni e dunque ora può predisporre una pianificazione industriale pluriennale, anziché procedere di anno in anno – afferma il presidente di Amia Roberto Bechis -. Questo passaggio obbliga l’azienda ad attenersi a quanto scritto sui contratti e questo è un bene: ci sarà una rendicontazione più precisa sia nei confronti di Arera – che è l’ente di controllo – che della proprietà. Il voto di consiglio, di larga maggioranza, ci da forza e ci sprona a lavorare al meglio. Verona è ultima in Veneto in materia di differenziata ed è una ferita all’ambiente. Sono tra l’altro percentuali dannose anche sul profilo economico: tutto quello che riusciamo a trasformare da rifiuto indifferenziato a raccolta selezionata si tradurrà in minori spese e dunque in maggiori risorse per Amia da impiegare in servizi ai cittadini. Tutti siamo coinvolti in questo impegno».

Roberto Bechis - presidente Amia SpA
Roberto Bechis, presidente Amia SpA

«L’affidamento in-house del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti ad Amia prevede, da un lato una continuità aziendale per Amia, che avrà 15 anni di orizzonte temporale per la propria organizzazione economico-finanziaria, dall’altro un cambio radicale delle modalità di conferimento – afferma l’assessore all’Ambiente e Transizione ecologica Tommaso Ferrari -. Dobbiamo aumentare la raccolta differenziata e in fretta, sia perché i rifiuti non differenziati inquinano, quindi pongono problemi ambientali, ma anche perché il loro smaltimento è un costo a carico del Comune e quindi, tramite la Tari anche dei cittadini. Il primo modo per rendere più pulita la nostra città è di fare la raccolta differenziata, ognuno a casa propria: ci sono ancora troppi cittadini che non la fanno o addirittura lasciano la spazzatura sopra i cassonetti. E’ una questione di cultura e in questo ci vuole un’alleanza tra Comune e residenti, coinvolgendoli fin dall’età scolastica per generare un cambio di abitudini».

Tommaso Ferrari
L’assessore alla Mobilità e alla Transizione Ecologica Tommaso Ferrari

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«Si tratta di un investimento importante di 5 milioni di euro che migliorerà la qualità della vita dei veronesi: è stato stanziato un milione di euro in più rispetto agli anni precedenti –afferma l’assessore ai Giardini e Arredo urbano Federico Benini -. Inoltre, il contratto, firmato con Amia, prevede l’eventuale l’utilizzo di un 20% in più delle risorse. È previsto un programma di sfalci più intenso, con maggior cura dei giochi nei parchi e dell’arredo urbano. Abbiamo poi la novità che da gennaio sarà censito per la prima volta il patrimonio arboreo, quindi avremo un quadro chiaro della salute e consistenza del verde pubblico. Questa novità assieme a quella della Consulta del Verde conferma la vocazione del Comune per la realizzazione di un ambiente più sostenibile e maggiormente fruibile dalla cittadinanza».

Federico Benini
L’assessore al Decentramento, Edilizia popolare, Servizi demografici e statistica, Strade e giardini, Arredo urbano, Federico Benini

Novità del contratto

Nel dettaglio, sarà gradualmente attivato su gran parte del territorio cittadino il sistema di raccolta dei rifiuti combinato: cassonetti ad accesso controllato per secco e umido, raccolta porta a porta per carta e plastica/lattine mentre il vetro rimarrà come ora, a campana libera. Il cambiamento, già iniziato a livello sperimentale in una piccola porzione di città – parte della settima circoscrizione – riguarderà tutto il territorio cittadino tranne le zone già attualmente coperte dal servizio porta a porta. Un’altra gestione differente sarà applicata nella città antica dove, per esigenze legate alla vocazione turistica del sito e alle numerose attività commerciali presenti e concentrate in un’area ridotta, ci saranno modalità differenti tra utenze domestiche e utenze non domestiche. Per le attività, infatti, sarà attivato un servizio di porta a porta totale mentre le utenze domestiche utilizzeranno i cassonetti ad accesso controllato sia per umido e secco che per carta e plastica/lattine.

La trasformazione parte già dalle prossime settimane: a metà novembre è fissata l’attivazione delle nuove modalità di conferimento nel quartiere di Porto San Pancrazio. Si tratta, in realtà, del completamento dell’area test, avviata in fase sperimentale ancora 4 anni fa. Dal prossimo anno, da febbraio, sarà invece la volta della sesta circoscrizione e dell’effettivo avvio dell’ampliamento che toccherà poi, a step ma entro i prossimi due anni, secondo un cronoprogramma in fase di definizione, agli altri territori.

I cassonetti ad accesso controllato si aprono con la tessera – legata all’utenza Tari e che è obbligatorio ritirare – e tramite l’app di Amia: un’applicazione che oltre a far scattare l’apertura dei contenitori consente anche una serie di informazioni e servizi aggiuntivi e che è dunque utile scaricare.

Amia nuovi cassonetti tessera
Tessera Amia per i cassonetti “intelligenti”

Il Contratto prevede poi una serie di accordi migliorativi rispetto a quanto proposto dal Piano d’ambito e che spaziano da un incremento dei passaggi nelle aree servite dal Porta a porta totale all’apertura, nel medio periodo, di due nuove isole ecologiche. Inoltre, è prevista una serie di interventi mirati al decoro urbano. Tra questi, il potenziamento del servizio di lavaggio contenitori e cassonetti anche mediante l’impiego di un sistema con spruzzatura ad enzimi e servizi aggiuntivi nelle ore serali e nel periodo estivo e natalizio.

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Tra le voci oggetto di revisione, quella sulla comunicazione. È al via entro la fine dell’anno una campagna di comunicazione, cofinanziata con Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi), che punta a sensibilizzare la città sull’importanza della raccolta differenziata e che accompagnerà i cittadini del Porto nelle fasi del cambiamento. Dunque una prima campagna anche operativa, cui ne seguirà un’altra nel 2025 per il proseguo dell’ampliamento.

L’affidamento in house consente inoltre di rendere più solida l’azienda, trattenendone il valore sul territorio, e di pianificare investimenti e budget sul lungo periodo con uno stanziamento di 50 milioni l’anno, in un’ottica di rendicontazione puntuale e controllata. Oggetto di investimenti importanti sarà il parco mezzi, ad oggi in larga parte ormai datato e non più funzionale.

È stato firmato ieri anche l’affidamento del servizio di manutenzione del verde pubblico, che avrà durata quinquennale. Questo permette di mettere a bilancio, e dunque soggetti a una seria e oculata pianificazione, una serie di interventi prima eseguiti solo in fase emergenziale. Il budget è di 5 milioni di euro l’anno, cifra che appunto regolarizza costi già prima sostenuti ma come interventi straordinari.

Approvato il bilancio consolidato per l’esercizio 2023

Il Consiglio comunale ha inoltre approvato, con 22 voti favorevoli, 2 contrari e 7 astenuti, con immediata eseguibilità della delibera 92/2024, il bilancio consolidato del Comune di Verona per l’esercizio 2023. L’utile lordo è stato di 90.503.314 euro (70.849.459 al netto delle imposte). Il patrimonio netto consolidato è stato pari a 2.165.270.307 di euro. I ricavi si sono attestati sui 2.635.055.673 euro, circa un milione e 200mila euro in meno rispetto all’anno precedente.

Il documento è stato illustrato all’aula dall’assessore al Bilancio Michele Bertucco che ha spiegato come «il bilancio consolidato, introdotto per le amministrazioni comunali solo dal 2017, traccia un quadro della solidità delle attività comunali, includendo anche i dati relativi alle aziende partecipate. Hanno avuto un importante ruolo, a questo proposito, le Commissioni consiliari che hanno affrontato il tema delle 12 partecipate. Quindi abbiamo adottato un modello informativo e decisionale partecipato. L’amministrazione in tema di partecipate ha dato e darà indicazione e indirizzi progettuali sul futuro».

Michele Bertucco
L’assessore al Bilancio Michele Bertucco

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Case Azzolini

La vicesindaca, Barbara Bissoli, ha invece sottoposto a votazione la delibera 94/2024, approvata con 32 voti a favore e un astenuto, immediatamente eseguibile, che ha concesso il permesso di costruire ad Agec per la realizzazione di uno spazio coperto/sala polifunzionale destinato a funzioni associative aperte alle Comunità locali all’interno delle aree verdi del complesso residenziale “Case Azzolini”.

«L’intervento proposto – ha affermato la vicesindaca – si prefigge di ricorrere alla riduzione del disagio abitativo anche attraverso la riqualificazione a parco, l’incremento dell’accessibilità, della sicurezza dei luoghi e della coesione sociale e la qualità della vita dei cittadini».

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