Borchia (Lega): «No “profughi”». Tosi (FI) replica: «Accoglienza diffusa unica via»

Sulle modalità dell’accoglienza delle persone migranti si accende la polemica politica. Dopo il muro della Lega, arrivano le risposte – simili – di Forza Italia e PD.

Si rianima il dibattito sull’accoglienza di persone migranti nel Veronese, negli scorsi giorni i sindacati avevano chiesto al Prefetto un confronto ampio sul tema dei CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria).

Ad agitare le acque della politica sono arrivate le posizioni della Lega, riassunte dal segretario provinciale, l’europarlamentare Paolo Borchia: «Dopo il vertice in Prefettura a Verona ribadiamo un concetto sacrosanto: la Lega con i suoi sindaci non intende rendere i propri paesi dei centri di accoglienza. Se la sinistra pensa alla redistribuzione dei “profughi”, noi rimarremo sempre dell’idea che l’unica soluzione sia difendere i confini. Prima la nostra gente, prima i veronesi».

Non la pensano così gli alleati di Governo di Forza Italia. Flavio Tosi, europarlamentare e coordinatore veneto del partito, e la deputata azzurra Paola Boscaini intervengono sulla questione: «L’accoglienza diffusa è certamente l’unico sistema possibile, qua non si tratta di sindacare se ci piace o non ci piace, ma di appurare che alternative non ne esistono. Altrimenti succede che un Comune si trova centinaia di migranti che rischiano di creare situazioni di disagio e altri zero. Poche persone in ogni Comune invece non impatterebbero. Questo lo diciamo anche agli amici e alleati della Lega, che si chiamano fuori, ma così si preferisce buttarla sulla propaganda anziché contribuire a una gestione sostenibile del fenomeno. Servirebbe maggiore serietà istituzionale da parte degli esponenti leghisti, in particolare del segretario provinciale Borchia e del presidente della Provincia Pasini».

Presentazione Forza Italia - Flavio Tosi e Paola Boscaini
Flavio Tosi e Paola Boscaini

Infatti, a proposito della volontà leghista di non coinvolgere nell’accoglienza i Comuni veronesi con sindaci del Carroccio, Tosi e Boscaini ricordano che «nessun Prefetto italiano ha mai deciso o potrà mai decidere di allocare i migranti in un Comune in base al colore politico del Sindaco di quel Comune. Ci mancherebbe altro! Borchia lo sa benissimo, ma finge di non saperlo. Le scelte dipendono dalla disponibilità di immobili rispettosi di tutte le norme di sicurezza e di cooperative che gestiscono l’accoglienza».

Tosi e Boscaini poi stuzzicano la Lega e Borchia: «A disporre l’accoglienza è il Ministro dell’Interno Piantedosi, che è leghista, delegandone l’allocazione ai Prefetti. E il Prefetto di Verona, il dottor Martino, di cui la Lega veronese mette in discussione la gestione dei migranti sul territorio provinciale, è stato nominato dallo stesso ministro leghista Piantedosi. Borchia per caso sconfessa il suo Ministro?».

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PD: «Lega o partito di Vannacci?»

«Ma è la Lega o il partito di Vannacci? Viene da chiederselo ascoltando la posizione degli esponenti politici del Carroccio e dei loro Sindaci sul tema delle persone migranti. Pilatesca, ipocrita, vergognosa. Non si tratta, infatti, di essere a favore o contrari all’integrazione, ma di fare ciascuno la propria parte per gestire un fenomeno che esiste, è ineludibile, al quale il loro stesso governo non ha saputo trovare rimedio efficace malgrado gli annunci, prevenendo conseguenze negative sul resto della popolazione». Così i segretari Pd Verona Alessia Rotta e Franco Bonfante.

Alessia Rotta
Alessia Rotta

«Avevano giurato: con noi al governo stop all’immigrazione. Eppure eccoli di nuovo qui, decine di migranti che in quota parte toccano anche al territorio veronese» prosegue Alessia Rotta, segretaria cittadina Pd. «Gli amministratori leghisti, che si dicono pragmatici e vicini ai cittadini, sanno perfettamente che l’accoglienza negata o gestita male finisce per alimentare le file della delinquenza, della microdelinquenza e del degrado urbano» prosegue Rotta. «Il giochetto su cui la Lega ha lucrato consenso per anni, di ignorare le problematiche sociali salvo poi strepitare e sobillare quando le dinamiche presentano il conto, oggi non funziona più: queste persone le mandano Salvini e Meloni, ed è nell’interesse di tutti fornire una possibilità di integrazione. Chiamarsi fuori, sottrarsi alle proprie responsabilità significa soltanto scaricare le conseguenze sui cittadini».

«Da tempo come Pd diciamo che l’immigrazione deve essere oggetto di una politica strutturale, non emergenziale – aggiunge il segretario provinciale Franco Bonfante –, che punti a fornire elementi di integrazione e non di esclusione. È vergognoso che pur di continuare la trita e sterile propaganda anti-immigrazionista i Sindaci della Lega siano disposti a sacrificare la sicurezza e la tranquillità dell’intero territorio. I cittadini hanno capito benissimo che loro non sono il rimedio, ma parte del problema».

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Sinistra Italiana: «Inadeguatezza della Lega»

Luca Perini, Segretario Provinciale di Sinistra Italiana Verona evidenzia che «in provincia di Verona ci sono al momento circa 1.700 persone richiedenti asilo, distribuite in un centinaio di Cas che coinvolgono una cinquantina di Comuni, le affermazioni di Borchia e Scalzotto evidenziano ancora una volta l’inadeguatezza e la demagogia della Lega nell’affrontare un tema così delicato come quello delle migrazione, dell’accoglienza e dell’integrazione diffusa».

«Inadeguatezza in primis perché oggi i flussi migratori rappresentano un fenomeno complesso, che deve pertanto essere analizzato in profondità, al fine di costruire politiche migratorie efficaci. Demagogia perché invece di affrontare un problema lo scaricano per pura ignoranza e iattanza». In merito a Tosi: «Sul tema migranti il Governo Meloni continua con la sua propaganda mediatica evidenziandone ancor di più la sua disumanità» dice Perini.

La consigliera comunale di Verona Jessica Cugini, capogruppo di In Comune per Verona, aggiunge: «Davanti al calo dei numeri degli sbarchi tanto decantato proprio da quel governo di cui la Lega fa parte, si dovrebbe pensare non tanto a un sistema Cas che, come dice l’acronimo parla di accoglienza straordinaria, ma a un sistema Sai di accoglienza e integrazione, che si basa sulla costituzione di una rete tra enti locali. Per questo ne è promotore l’Anci e i Comuni possono attingere risorse dal Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo».

Jessica Cugini
Jessica Cugini

Continua Cugini: «I dati diffusi ci raccontano di come questo sistema sia un sistema di successo, che permette alle amministrazioni di gestire al meglio quello che è l’inserimento delle persone che arrivano nei contesti che in rete li accolgono. Forse i sindaci leghisti che si oppongono, dovrebbero chiedere al sindaco di Treviso, Mario Conte, che guida un’amministrazione del loro stesso colore e per diverso tempo è stato a capo dell’Anci, di avere delle ripetizioni sull’ultimo report pubblicato sui Sai lo scorso luglio, esistono anche dei vademecum. Copiando si può imparare».

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