Santa Caterina diventa “Spazio Forte”: procedono i lavori e si raccolgono le idee

Verde e inclusività gli aspetti dominanti della rigenerazione. Nuovo open day il 18 settembre e convegno il 2 ottobre per lanciare il bando sulla co-progettazione e co-gestione del compendio.

Un grande spazio di Verona che si sta rigenerando, ma che è ancora sconosciuto a molti veronesi, per il quale l’amministrazione insieme ad un team di professionisti ha coniato un nome, Spazio Forte, per identificare l’area in modo semplice e immediato, trasmettendo ai cittadini il significato del grande progetto in corso d’opera. Per il futuro di Forte Santa Caterina, al Pestrino, sono tre le parole chiave dominanti: natura, persone, idee, a loro volta racchiuse nel più grande tema che vuole caratterizzare non solo la progettazione ma anche la futura gestione dell’area, l’inclusività.

Pochi giorni fa sono infatti iniziate le prime demolizioni degli ex magazzini non funzionali alla rigenerazione e che già a fine anno lasceranno il posto ai primi edifici destinati all’housing sociale.

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Nuovo open day

Quello di Forte Santa Caterina è un compendio ancora poco conosciuto dai veronesi, ma verso il cui recupero c’è molto interesse. Lo dimostra il sold out registrato in poche ore nel primo open day organizzato l’1 giugno con quattro turni di visite guidate a cui hanno partecipato 140 persone che sono state accompagnate all’interno nell’area in un percorso a tappe studiate appositamente per permettere ai visitatori di immergersi in un viaggio tra il reale, rappresentato da come si presenta oggi l’area, e la suggestione di quello che diventerà.

L’esperienza sarà replicata mercoledì 18 settembre attraverso un nuovo open day, 6 turni di visite ogni 15 minuti a partire dalle 17.30, con la possibilità anche di raggiungere il sito con la biciclettata organizzata da Fiab con partenza alle 16.30 in piazza Bra. Per la visita al Forte è necessaria la prenotazione su Eventbrite.

Il tour partirà dalle aree in cui sono avvenute le prime demolizioni e ripercorrerà i tre ambiti di intervento progettuali: spazi aperti e polo costruito; polo social housing; restauro e rifunzionalizzazione del Forte.

Con l’ausilio di alcuni pannelli informativi, verrà illustrato il progetto nel suo insieme, per poi soffermarsi nei punti salienti della progettazione e, soprattutto, sulla co-gestione dell’area. La grande sfida legata a questo recupero, che gode dei finanziamenti del Pnrr, è infatti quella di dare vita ad un ecosistema urbano caratterizzato da un piano di gestione coordinato, che sia sostenibile dal punto di vista economico, sociale ed ambientale e il cui impatto sociale sia concretamente misurabile.

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Ruspe in azione a Forte Santa Caterina
Ruspe in azione a Forte Santa Caterina

Spazio Forte

  • Il marchio è composto da tre elementi simbolici, ciascuno dei quali rappresenta un aspetto dell’iniziativa: l’albero che richiama l’idea di parco, sottolineando l’impegno per gli spazi verdi e la sostenibilità ambientale;
  • la freccia convergente verso il centro, che simboleggia l’inclusione, questo elemento rappresenta il desiderio di creare uno spazio focale per la comunità, un luogo di incontro e partecipazione per tutti i cittadini;
  • un segno ondoso che rappresenta il fiume, evidenziando il legame tra il corso d’acqua e lo spazio urbano.
Santa Caterina diventa Spazio Forte
Santa Caterina diventa Spazio Forte

La visione dell’Amminstrazione

«Per l’area di Forte Santa Caterina, 200 mila metri quadrati di superficie, è in corso una rigenerazione che procede sulla parte progettuale e in parallelo su quella della funzioni del compendio e della sua futura gestione – spiega l’assessore alle Opere complesse Tommaso Ferrari-. Tema fondamentale di tutta la progettazione è quello dell’inclusività, motivo per il quale è stata affidata una consulenza specifica che non si limiti alla sola norma vigente ma che valuti la progettazione degli spazi affinchè siano accessibili a tutti e a tutte in modo autonomo».

L’assessora alle Politiche sociali Luisa Ceni ha sottolineato la novità del progetto per quanto riguarda la futura gestione dell’area: «Il 2 ottobre in Gran Guardia incontreremo gli enti del terzo settore ma anche enti profit interessati a partecipare alla co-progettazione per la gestione dell’area, che avverrà nel rispetto degli indicatori previsti dal Pnrr».

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