Al via la 30ª edizione del Film Festival della Lessinia: un viaggio tra le terre alte del mondo
Domani, venerdì 23 agosto, il Film Festival della Lessinia (FFDL) inaugura la sua trentesima edizione, un traguardo importante per la rassegna cinematografica internazionale che da decenni esplora vita, storie e tradizioni nelle terre alte del mondo. L’evento, in programma fino al 1° settembre a Bosco Chiesanuova, Verona, si apre con una cerimonia che promette emozioni e riflessioni profonde, arricchita da un’anteprima assoluta: lo spettacolo “1.200.000 passi. In viaggio con Paolo Rumiz” di Alessandro Scillitani.

Questo evento speciale sarà ospitato al Teatro Vittoria e porterà sul palco un racconto antologico dei viaggi dello scrittore Paolo Rumiz, trasportato in immagini e musica dal vivo, eseguita da Marco Macchi (pianoforte), Tommi Prodi (chitarra), Stefano Ferrari (violino) e Mimmo Fontana (ritmiche). Le storie di Rumiz, che esplorano la fragilità dei nostri tempi attraverso un viaggio dall’Aspromonte ai Balcani, dall’Europa all’Egeo, saranno accompagnate da una colonna sonora che rende omaggio ai leggendari percorsi raccontati dallo scrittore.
Il Film Festival della Lessinia, con le sue proiezioni, conferenze, mostre e attività collaterali, si afferma come un punto di riferimento per chi è appassionato di montagna e di cinema che ne esplora l’essenza. Quest’anno, il festival proporrà film provenienti da tutto il mondo, con una particolare attenzione alle storie che narrano la vita nelle montagne, dal Nagaland in India ai Monti Apuseni in Romania, fino alle valli della California.
Tra gli appuntamenti da non perdere, c’è il convegno di Parole Alte che si terrà il 24 agosto, dove Paolo Rumiz parteciperà all’incontro “Europa, il tradimento del mito”. L’autore ripercorrerà i suoi viaggi e le sue riflessioni sull’Europa, dialogando con il direttore artistico del festival, Alessandro Anderloni. Un evento che promette di offrire spunti di riflessione sulle tensioni geopolitiche attuali e sul significato del mito europeo nel mondo contemporaneo.

In parallelo, il 24 agosto, presso la Sala Olimpica, si terrà il primo incontro di Parole Alte, in cui Marco Albino Ferrari e Mauro Varotto presenteranno il loro libro Scivolone olimpico, una critica alle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. La discussione, moderata da Giacomo Repele, metterà in luce le polemiche riguardanti le infrastrutture e i costi delle Olimpiadi, simbolo dello scontro tra vecchie logiche turistiche e nuove esigenze ambientali.
La programmazione cinematografica del festival si aprirà con la Retrospettiva su Werner Herzog, a partire dalla proiezione di Nomad: in the footsteps of Bruce Chatwin (Regno Unito, 2019), un omaggio al leggendario esploratore. Seguiranno le proiezioni dei film in concorso, come Valley Pride di Lukas Marxt e Rejeto di Pedro de Filippis, due opere che mettono in luce il delicato equilibrio tra natura e industrializzazione.
La giornata si concluderà con due anteprime italiane: Ade (On a Sunday) di Theja Rio, un toccante cortometraggio ambientato in India, e Where we used to sleep di Matthäus Wörle, che esplora il degrado ambientale e la perdita di identità in un villaggio montano della Romania.
Il Film Festival della Lessinia si conferma così un evento imperdibile, non solo per gli appassionati di cinema ma anche per chiunque voglia approfondire il rapporto tra l’uomo e la montagna, tra tradizione e modernità, attraverso una lente cinematografica unica.

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