Nefrologia pediatrica, in aumento i casi nell’ambulatorio veronese
Sono in aumento i piccoli pazienti seguiti presso la Nefrologia pediatrica, il servizio ambulatoriale della Pediatria C gestito dai pediatri Milena Brugnara e Luca Pecoraro. Gli specialisti visitano e prendono in carico i pazienti a partire dai colloqui prenatali fino a gradi terminali di insufficienza renale. Dai casi più ordinari a quelli più complessi, si registra un aumento nel numero dei bambini con problematiche inerenti ai reni e alle vie urinarie, che afferiscono al Servizio, da anni punto di riferimento per questo tipo di patologie nella Provincia di Verona.
Un esempio di presa in carico multidisciplinare
La presa in carico di un bambino con malattie renali implica la collaborazione tra varie figure specialistiche che comprendono i ginecologi che eseguono ecografie prenatali, i chirurghi pediatri, i radiologi e i medici nucleari per la parte diagnostica, la dietista e la psicologa per il follow up. Dal 2019 è ufficialmente attivo presso la nostra Azienda Ospedaliera un gruppo interdisciplinare di nefrourologia pediatrica per la gestione collegiale dei casi di uropatie malformative.
Dalla diagnosi fino agli stadi più avanzati di insufficienza renale
Oltre alle patologie più comuni, come infezioni delle vie urinarie, disturbi minzionali e i quadri malformativi, spesso evidenziati già alle ecografie prenatali e presi in carico sin dai primi giorni di vita, negli ultimi 15 anni l’ambulatorio specialistico ha visto crescere il numero di pazienti con malattie rare su base genetica (tubulopatie, ciliopatie, etc) e con malattie croniche. Inoltre è migliorata l’assistenza dei pazienti con insufficienza renale cronica che possono essere seguiti a Verona fino agli stadi di insufficienza renale terminale, in collaborazione con il Centro Trapianti Regionale di Padova. Dal primo bambino accompagnato al trapianto all’età di 2 anni nel 2012, sono stati 6 i pazienti gestiti a Verona dalla diagnosi al grado terminale di IR e trapiantati a Padova, mentre 2 pazienti sono attualmente in lista trapianto. Quando possibile si continua la presa in carico dei bambini a Verona anche nel post trapianto e per queste famiglie, è molto importante poter contare su un presidio territoriale dove fare i controlli.
Calcolosi urinaria
La nefrolitiasi, anche in età pediatrica sta mostrando un’incidenza in continuo aumento. Una delle cause che è alla base di questo trend, comune ad altri paesi occidentali è la diffusione di stili di vita non corretti, come un’alimentazione squilibrata e l’abitudine a bere poca acqua. Sono infatti 5 le regole d’oro per proteggere i reni: bere molta acqua oligominerale, non abbondare con il sale, mangiare regolarmente frutta e verdura, fare sport ed evitare farmaci non necessari.
Pazienti cronici e acuti
Sono oltre un centinaio i bambini e ragazzi seguiti oggi regolarmente per nefropatie croniche presso l’ambulatorio di Nefrologia pediatrica, con una incidenza di forme acute che può essere molto variabile. Nel periodo post Covid 2021-2023, per esempio, si è registrato anche a Verona, come in altri Centri italiani, un raddoppiamento dei casi di glomerulonefrite acuta post streptococcica, un’infiammazione dei reni che si manifesta con sangue nelle urine e insufficienza renale acuta. Studi collaborativi hanno messo in evidenza come gli interventi non farmacologici messi in atto durante la pandemia possono aver alterato la risposta immunitaria della popolazione pediatrica rendendola più suscettibile a questa malattia.
«Le malattie renali spesso non danno sintomi, nel senso classico del termine, ma sono silenziose – spiega la Dott.ssa Milena Brugnara -. Per questo è fondamentale la prevenzione soprattutto nei pazienti che hanno fattori di rischio, come la familiarità per qualche nefropatia, una grave prematurità, l’esposizione a eventi che hanno interferito anche temporaneamente con la funzione renale, come per esempio gli interventi cardiochirurgici, etc. Ogni giorno mettiamo le nostre conoscenze e la nostra professionalità al servizio dei colleghi degli altri reparti e delle pediatrie degli ospedali periferici della nostra Provincia, che ci richiedono una consulenza, mentre i pazienti esterni di solito vengono inviati dai pediatri di libera scelta. Ho cominciato a seguire questi pazienti nel 2010 e da allora i passi avanti che abbiamo fatto sono stati davvero moltissimi, per numero e complessità dei pazienti in carico e ci sarebbero ancora tante potenzialità di miglioramento. Questa crescita è stata il frutto di un costante lavoro di squadra, anche con altri reparti della nostra Azienda».
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