Investimenti A22, accuse di Bozza a Rotta e Montagnoli (che replicano)
Agosto caldo per la politica veronese sull’Autostrada del Brennero. A scaldare gli animi è il tema degli investimenti nel territorio veronese. Il consigliere regionale di Forza Italia, Alberto Bozza, ha sollevato la questione del trattamento riservato a Verona nella gestione dei fondi derivanti dagli extraprofitti di A22. Secondo Bozza, i 232 milioni di euro generati dal 1 maggio 2014 al 31 dicembre 2022 verranno destinati a interventi infrastrutturali, ma la gestione di questi fondi sarà affidata principalmente alle Province autonome di Trento e Bolzano, lasciando Verona in una posizione marginale.
Bozza ha criticato duramente la rappresentanza veronese nel Cda, composta da Alessia Rotta (PD) e Alessandro Montagnoli (Lega), accusandoli di non riuscire a far valere adeguatamente il peso politico di Verona: «È chiaro che si pone un problema di natura politica oltre che geografica […] andare a rappresentare il proprio territorio nelle partecipate richiederebbe impegno”.
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La risposta di Alessia Rotta, consigliera comunale del PD a Verona e vicepresidente del Cda di A22, non si è fatta attendere. Con toni ironici, ha replicato: «Al consigliere Bozza consigliamo un po’ di riposo, possibilmente non al mare, visto che di granchi ne ha già presi a sufficienza, scambiando ad esempio un versamento che Autostrada del Brennero ha fatto allo Stato con il suo contrario. I 232 milioni da lui citati sono infatti la cifra che l’Erario incasserà da Autostrada del Brennero a titolo di extraprofitti, corrispondenti a quanto, a giudizio dello Stato, la Società autostradale avrebbe incassato dopo la scadenza della concessione».
Inoltre, Rotta ha evidenziato che Verona beneficerà comunque di significativi investimenti per oltre un miliardo di euro nell’ambito del Piano Economico Finanziario (PEF), che includeranno progetti come la terza corsia a sud di Verona e la terza corsia dinamica a nord della città.
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Anche Alessandro Montagnoli, esponente della Lega e membro del Cda di A22, ha preso parte al dibattito, ribadendo le informazioni fornite da Rotta e specificando che i 232 milioni di euro sono destinati allo Stato e non rappresentano fondi per nuovi investimenti. Montagnoli ha sottolineato l’importanza degli investimenti già previsti per il territorio veronese, affermando che più di un miliardo di euro sarà destinato a opere infrastrutturali strategiche per Verona.
La replica di Bozza non è mancata, sottolineando nuovamente come, a suo parere, Verona sia esclusa dalla «governance che conta» e lamentando che la gestione dei fondi da oltre un miliardo di euro per le opere infrastrutturali sia saldamente nelle mani delle Province autonome di Trento e Bolzano. Ha poi aggiunto rivolto a Rotta: «Anziché fare battutine, cominciasse ad affrontare questo problema con la dovuta serietà, perché ricoprire incarichi nelle partecipate non significa solo occupare una poltrona, ma lavorare proficuamente per il proprio territorio».
La vicepresidente Rotta ha quindi nuovamente replicato a Bozza: «Visto che la sottoscritta ricopre l’incarico senza percepire alcun emolumento in quanto consigliera comunale, rimando al mittente l’accusa di occupare le poltrone e ringrazio Bozza per avermi dato l’occasione di precisarlo. L’unica cosa che mi sento di aggiungere è che per fortuna non si deve occupare lui degli investimenti, altrimenti staremmo fritti».
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