Lo schiavismo del 2024: due arresti per caporalato nelle campagne veronesi

In seguito ad attività di indagine, la Compagnia della Guardia di Finanza di Legnago aveva denunciato due cittadini di nazionalità indiana, residenti a Cologna Veneta, indagati per i reati di "riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù" (all’art. 600 c.p.) e "intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro" (art. 603 bis c.p.). Per questo l’Autorità…

In seguito ad attività di indagine, la Compagnia della Guardia di Finanza di Legnago aveva denunciato due cittadini di nazionalità indiana, residenti a Cologna Veneta, indagati per i reati di “riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù” (all’art. 600 c.p.) e “intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro” (art. 603 bis c.p.). Per questo l’Autorità Giudiziaria scaligera ha emesso nei loro confronti due ordinanze di custodia cautelare in carcere.

Dalle attività di indagine era emerso che i due responsabili avevano costretto a lavorare 33 cittadini indiani – tutti sprovvisti di documento di identità – in totale stato di sfruttamento, maltrattamento e segregazione, costringendoli a vivere in condizioni precarie e degradanti, in evidente spregio di qualsivoglia norma igienico-sanitaria.

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La tempestiva emissione delle ordinanze si è resa necessaria alla luce dell’elevato rischio di inquinamento probatorio: infatti, uno dei due caporali – repentinamente rientrato in India il giorno seguente al blitz – aveva iniziato a esercitare forti pressioni nei confronti delle famiglie dei braccianti affinché gli stessi ritrattassero quanto riferito ai Finanzieri.

Le stesse famiglie si erano indebitate, arrivando anche a impegnare tutti i loro beni, per pagare i 17mila euro richiesti dai caporali con cui avevano garantito il permesso di lavoro per l’ingresso e la permanenza nel territorio Italiano. Qualche giorno dopo il suo rientro in Italia, l’amara sorpresa.

Nella mattinata di oggi, infatti, i Finanzieri della Compagnia di Legnago hanno dato esecuzione ai due provvedimenti – emessi dal GIP del Tribunale di Verona – a carico dei responsabili, i quali sono stati trasferiti nella Casa Circondariale di Montorio Veronese a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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La colpevolezza dei due soggetti sarà definitivamente accertata solo all’esito del giudizio con sentenza penale irrevocabile, vigendo la presunzione di innocenza prevista dall’art. 27 della Costituzione.

Uil Veneto: «La giustizia ha trionfato!»

«La giustizia ha trionfato! In prigione i caporali che avevano ridotto in schiavitù 33 braccianti indiani nel veronese. In questo caso il lavoro, che dovrebbe garantire dignità alle persone, era il mezzo con cui venivano sfruttate» dichiara Roberto Toigo, segretario generale della Uil Veneto. «Ogni volta che si leggono notizie come questa non si può che sentirsi sconcertati e arrabbiati. Ringrazio il prezioso lavoro che viene svolto quotidianamente dalle forze dell’ordine. Da parte nostra non smetteremo mai di sensibilizzare alla cultura del giusto lavoro».

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