Sabato Verona ricorda il Maestro De Bosio per i 100 anni dalla nascita
Verona si prepara a festeggiare il Maestro Gianfranco De Bosio nell’anno del centenario della nascita. Sabato 10 agosto, alle 15:30 nel Foyer del Teatro Filarmonico, si terrà un convegno con l’obiettivo di ricordare e celebrare lo straordinario contributo registico del Maestro, scomparso nel 2022 a 97 anni.
L’evento coincide anche con l’occasione della prima recita di Aida del 1913, che ha ispirato la messa in scena del 1982 del Maestro De Bosio. Al convegno prenderanno parte anche artisti, dirigenti e cantanti che hanno collaborato con il Maestro.
Promosso da Fondazione Arena, l’evento rientra nel programma sostenuto dal Comitato Nazionale per celebrare Gianfranco De Bosio, insignito Cavaliere di Gran Croce, e ha il patrocinio del Comune di Verona – Assessorato alla Cultura, con un supporto economico e finanziamento di 10mila euro.
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L’evento si compone di un calendario di appuntamenti diversi, tutti a ingresso gratuito, che racconteranno il cammino personale, politico e artistico di De Bosio, e ripercorreranno la celebre carriera del Maestro, attraverso la sua significativa produzione artistica.
In particolare, a sua memoria, il 5 settembre all’aula magna della facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Verona, sarà effettuata la proiezione del film “Il Terrorista”, un classico del cinema sulla Resistenza, e la rappresentazione simulata del “processo di Verona”, celebrato contro i membri del Gran Consiglio che sfiduciarono il fascismo, la cui Corte è composta da illustri magistrati.
Infine, il 18 settembre al Liceo Maffei sarà proiettato il film diretto dal Maestro De Bosio “La Betìa”, tratto dalle commedie del Ruzante e rappresentato dal vivo con la collaborazione di quattro attori professionisti e allievi del Maestro.
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Gianfranco De Bosio
Veronese di nascita, classe 1924, Gianfranco De Bosio durante la Resistenza fu fra i primi e più attivi componenti del Comitato di Liberazione Nazionale. Dopo la guerra, concluse gli studi in Letteratura francese nel 1946, all’Università degli Studi di Padova dove, ancora studente, aveva fondato il Teatro universitario.
A lui si deve la ricerca pioneristica, completa e filologica del teatro di Ruzante, per cui si impose tra gli studiosi e i registi italiani di riferimento internazionale per la prosa negli anni ’50 e ’60, quindi nel mondo del Cinema (“Il terrorista”, 1963, “La Betìa”, 1971), della televisione e dell’Opera lirica.
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Queste esperienze, figlie di un’attività mai interrotta come regista sui palcoscenici di tutto il mondo, lo portarono alla direzione del Teatro Stabile di Torino per oltre un decennio fino al 1968, per poi essere nominato Sovrintendente dell’ente lirico nella natia Verona.
In Arena debuttò come regista nel 1977 per la prima volta di “Romeo e Giulietta” di Charles Gounod (in italiano), per tornarvi con “Mefistofele” di Boito nel 1979 e con le verdiane “Otello” (1982) e “La Traviata” (1987). Ma l’immaginario del grande pubblico è stato catturato da due produzioni leggendarie, riprese con successo negli anni e diventate un classico del repertorio del Festival areniano: “Aida” (dal 1982) e “Nabucco” (dal 1991).
L’allestimento della storica rievocazione di Aida del 1913, ispirata ai bozzetti di Ettore Fagiuoli, è in cartellone anche per il Festival 2024 a fianco dell’allestimento “lunare” creato da Stefano Poda per la centesima edizione del Festival.
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