IRAP, Tosi: «Le imprese non devono pagare i buchi di bilancio della Regione». De Berti: «Tosi dimentica quando a Verona triplicò l’IRPEF?»
Tra le ipotesi allo studio della Regione Veneto, da discutere nella riunione di giunta di metà agosto, c’è l’aumento dell’Irap, l’Imposta regionale sulle Attività Produttive. Mentre l’aumento dell’Irpef è escluso, con il presidente Zaia che ha ribadito più volte di non voler mettere le mani in tasca ai veneti, l’aumento dell’Irap per le imprese è invece in valutazione. Di quanto aumentare l’aliquota e quali aziende colpire sono ancora questioni aperte: potrebbero essere le aziende più energivore, quelle più inquinanti o quelle situate lungo l’asta della Pedemontana. Tutto è ancora da decidere.
Il “no” di Flavio Tosi
Flavio Tosi, coordinatore veneto di Forza Italia, esprime la sua ferma opposizione al ritocco delle aliquote Irap che sarà approvato dalla giunta regionale il 13 agosto. Secondo Tosi, «la Regione prima genera buchi di bilancio con la Pedemontana per aver firmato un contratto capestro con il consorzio Sis, ora vuole che quel buco lo paghino le nostre imprese aumentando l’Irap. Forza Italia non lo può accettare».
Tosi critica anche le tempistiche, affermando che approvare una manovra del genere a ridosso di Ferragosto è un segnale di poca trasparenza: «Scelte così delicate dovrebbero essere anticipate da un ampio dibattito pubblico». Inoltre, evidenzia che «la Pedemontana soffre di scarsa affluenza di traffico dovuta a politiche tariffarie errate e che il contratto con Sis rappresenta un problema di gestione che non dovrebbe ricadere sulle imprese private». Tosi conclude sottolineando «il rischio che l’aumento dell’Irap possa mettere in crisi interi distretti economici regionali, in particolare quello della pelle e della concia, già colpiti dalla crisi dell’automotive tedesco».
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La replica di Elisa De Berti
In risposta, Elisa De Berti, vicepresidente della Giunta Regionale del Veneto e assessorae alle Infrastrutture e ai Trasporti, replica con fermezza alle dichiarazioni di Tosi, dichiarando: «La manovra IRAP nulla c’entra con la Pedemontana: serve per investimenti in conto capitale, mentre il canone della Pedemontana viene pagato in parte corrente». De Berti accusa Tosi di «speculazione politica» e ricorda che «Forza Italia, il partito di Tosi, governa la regione dal 2010 insieme alla Lega». De Berti inoltre sottolinea che «Tosi, quando era assessore regionale nel 2006, ha approvato il progetto della Pedemontana, ora criticato da lui stesso». La vicepresidente aggiunge: «Abbiamo dovuto rifare il contratto perché l’opera era praticamente a un punto fermo e sarebbe diventata la grande incompiuta del Veneto. La nostra modifica ha comportato un risparmio significativo di 9 miliardi di euro». De Berti ricorda infine che «durante il suo mandato da sindaco di Verona, Tosi ha quasi triplicato l’IRPEF comunale, contrariamente a quanto fatto dalla Regione Veneto, che non applica l’addizionale regionale IRPEF da quindici anni, risparmiando circa un miliardo e 179 milioni di euro per i cittadini».

Matteo Pressi, sindaco di Soave
Sul punto interviene anche il sindaco di Soave Matteo Pressi (Lega): «Con questo intervento si reperiscono risorse per garantire lo sviluppo infrastrutturale del Veneto, tema cruciale per la competitività del sistema produttivo regionale. Inoltre, la gestione finanziaria della Regione, come sin qui condotta dal presidente Luca Zaia, dimostra che nemmeno un euro viene sprecato. Il sacrificio che si chiede in questa fase porterà ad investimenti pubblici in grado di creare un effetto moltiplicatore».
Il riferimento è proprio alla superstrada Pedemontana, ma non solo: «La Pedemontana serve un territorio nel quale vivono due milioni di persone. Ricordo che secondo i dati di Unioncamere, per ogni milione di euro investito nell’opera si ottiene un ritorno economico, sociale ed ambientale corrispondente pari a 1,4 milioni di euro» – continua Pressi, che richiama l’attenzione su di un alto aspetto -. Pensiamo a quanto spendiamo ogni anno in risarcimenti e danni da eventi atmosferici estremi. Se avessimo le risorse per realizzare le opere anti allagamenti, potremmo evitare enormi esborsi per riparare i danni pubblici e privati».
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