Consiglio regionale, approvato il rendiconto 2023. Calzavara: «Rispettati gli equilibri». Repliche dall’opposizione
«L’approvazione del rendiconto 2023 in Consiglio regionale rappresenta un passaggio fondamentale per rispettare tutti i tempi e le scadenze legate all’intera manovra di bilancio e creare così le condizioni per approvare il bilancio di previsione 2025-2027 entro il mese di dicembre. Giocare d’anticipo seguendo una tabella di marcia, permette di generare efficienza e dimostrare che siamo una macchina ben struttura, capace di governare una grande Regione, con un bilancio importante di oltre 18 miliardi. E questo è un risultato che continuiamo ad assicurare grazie alle persone, le quali contribuiscono con il loro lavoro a rendere l’amministrazione regionale un modello da prendere come esempio».
Così l’assessore al Bilancio e alla Programmazione della Regione del Veneto, Francesco Calzavara, commenta l’approvazione in aula del rendiconto 2023, che aveva già incassato il giudizio di parificazione da parte della Corte dei conti regionale.
«Questo documento attesta la corretta gestione dei conti pubblici, nel rispetto dei principi di efficienza, efficacia ed economicità. I tre capisaldi che accompagnano il nostro impegno politico, a garanzia del buon andamento dell’azione amministrativa – prosegue Calzavara -. Il Rendiconto presenta 16,431 miliardi di euro di spesa impegnata, 16,434 miliardi di euro di pagamenti effettuati, 16,867 miliardi di euro di entrate accertate e 16,556 miliardi di euro incassati. Il fondo cassa positivo, per oltre 1,4 miliardi di euro e, nel contempo, l’ulteriore miglioramento dei tempi di pagamento da -13,2 del 2022 ad addirittura 14 giorni di anticipo dei pagamenti commerciali nel 2023, rispetto ai 30 imposti dalla legge, danno il quadro complessivo delle attività finanziarie e contabili della Regione».
«Il risultato di amministrazione continua a essere positivo per circa 1,9 miliardi di euro, il debito autorizzato e non contratto è stato ridotto di oltre 95 milioni di euro, dagli oltre 2 miliardi di euro del 2014 – specifica Calzavara -. Nuovamente, abbiamo rispettato i vincoli di finanza pubblica, con un risultato di competenza positivo superiore ai 546 milioni di euro, l’equilibrio di bilancio di oltre 386 milioni e un equilibrio complessivo che segna un +215 milioni di euro. Tre indicatori positivi che confermano il rispetto degli equilibri di finanza pubblica. Infine, si è attestata a 1,23 miliardi di euro la spesa complessivamente impegnata al 31 dicembre per PNRR e PNC, evidenziando che attualmente la Regione è coinvolta in 5 missioni del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e del Piano Nazionale Complementare. Nel complesso, questi numeri testimoniano l’attenzione riposta dalla Regione nei confronti di una precisa e oculata gestione della spesa pubblica che risponde ai reali bisogni dei Veneti».
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La replica dell’opposizione
«Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato il Rendiconto generale dell’esercizio 2023, ma il nostro voto è stato convintamente contro». Così il Portavoce dell’opposizione, Arturo Lorenzoni.
«Oggi l’assessore Calzavara ha portato in Aula il Rendiconto generale dell’esercizio 2023, che è stato votato dalla maggioranza – spiega Lorenzoni -. Un documento che fotografa bene la salute finanziaria della Regione Veneto, che ha un risultato di Amministrazione di 1,9 miliardi. Era negativo per 677 milioni nel 2014 ed è costantemente salito, per recuperare i debiti contratti nel passato. Così la politica di bilancio regionale è completamente asservita all’azzeramento del DANC, ovvero, il Debito Autorizzato e Non Contratto, come richiesto dalle regole di contabilità nazionale».
«Ora il DANC – commenta Lorenzoni – si è praticamente azzerato, e per questo serve un cambio di modalità nel gestire il bilancio. Un bilancio rigoroso sul piano contabile, ma poverissimo sul piano politico. A fronte di bisogni essenziali non soddisfatti, dalle case ATER in costante dismissione, alle borse di studio non erogate, alla sanità del territorio depauperata, solo per fare degli esempi. La Giunta regionale continua con le modalità operative del passato, incurante dei cambiamenti imponenti che la nostra società sta vivendo».
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«I conti in ordine di questo bilancio consuntivo presentati dalla Giunta regionale come virtuosità, non sono altro che un enorme piano di rientro mascherato rispetto a debiti pregressi accumulati nei primi anni della Giunta Zaia. Restano tutte le incertezze legate alle due grandi scommesse dell’era Zaia: le Olimpiadi e la Pedemontana». Il giudizio è della capogruppo del Partito Democratico, Vanessa Camani.
«Questo passaggio – commenta Camani – è l’occasione per dare una valutazione non solo contabile, ma soprattutto politica in merito alle scelte della Giunta e ci consente di dire che il Veneto in questi 15 anni di presidenza Zaia è cresciuto, ma in maniera diseguale. Sono cresciute le grandi imprese, a scapito delle piccole. Sono cresciuti i patrimoni personali, a scapito dei risparmi delle famiglie. È cresciuta la parte che ce la fa, a scapito di chi per fragilità è rimasto indietro. Neppure i fondi PNRR, pure importanti, sono stati impiegati per rendere il Veneto più giusto. Il fallimento della Giunta Zaia si misura nell’incapacità di orientare questa crescita verso una via più inclusiva ed equa. Il tutto – conclude Camani – nel silenzio più totale della maggioranza, a partire dal Presidente Zaia, l’eterno assente. Una resistenza al confronto che nasce dall’arroganza di chi si preoccupa più della propria poltrona che del benessere del Veneto».
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