Tommasi sul caso Bertucco: «C’è chi vuole giocare con il proprio pallone…»

Non lo nomina mai, ma il riferimento al caso dell'assessore Michele Bertucco è chiaro. A un mese dallo scoppio dello scontro interno alla maggioranza di Palazzo Barbieri, la distanza è forse incolmabile. Ieri sera il sindaco di Verona Damiano Tommasi è salito sul palco della Festa dell'Unità di Quinzano, organizzata dal Pd di Verona, per…

Non lo nomina mai, ma il riferimento al caso dell’assessore Michele Bertucco è chiaro. A un mese dallo scoppio dello scontro interno alla maggioranza di Palazzo Barbieri, la distanza è forse incolmabile. Ieri sera il sindaco di Verona Damiano Tommasi è salito sul palco della Festa dell’Unità di Quinzano, organizzata dal Pd di Verona, per un dialogo con la sindaca di Povegliano Veronese Roberta Tedeschi, condotto dall’ex deputato Diego Zardini.

«C’è chi mi ha detto che la politica non è una squadra di calcio, come a dire che lo spogliatoio è un ambiente meno complicato» è la metafora scelta da Tommasi ieri sul palco di Quinzano. «Ma il calcio insegna che per una soddisfazione collettiva sono necessarie tante insoddisfazioni personali. Io stesso, durante la campagna elettorale del 2022, poi vinta, ho dovuto accettare delle piccole insoddisfazioni. Non abbiamo fatto tutto come avrei voluto io, ma alla fine abbiamo vinto». Lo stesso deve funzionare nella gestione della politica, secondo Tommasi: è evidente il riferimento al caso dell’assessore Bertucco, che ha tenuto duro sulla Marangona, votando in modo contrario alla maggioranza. Sia lui in giunta, sia la consigliera Jessica Cugini – dello stesso gruppo In Comune per Verona, riferimento anche per Sinistra Italiana – in consiglio comunale.

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«Nel calcio, poi, c’è un pallone solo. Nella politica invece ognuno ha il proprio pallone» ha aggiunto Tommasi. Senza mai nominare Bertucco, appunto, ma con riferimenti evidenti alla situazione. Entro poche ore potrebbe esserci la resa dei conti, con un documento, un “codice di comportamento” che Tommasi vuole far firmare a tutti i membri della maggioranza. Quasi tutti hanno già firmato, mancano appunto In Comune per Verona e Sinistra Italiana. Non sono noti i contenuti, ma si tratterebbe di evitare nuovi voti contrari e dichiarazioni non allineate. La distanza con Bertucco e Cugini però non sembra ridursi.

Durante l’incontro di Quinzano Tommasi ha descritto Verona come «capitale del Nord-Est», chiedendosi se la città voglia davvero assumere questo ruolo o accontentarsi della situazione attuale. Per questo e altri motivi è tornato su temi promossi dall’Amministrazione come la richiesta del rango di città metropolitana e dell’istituzione di Direzione Distrettuale Antimafia e Direzione Investigativa Antimafia.

Tommasi ha inoltre rivendicato il successo dell’accordo in Provincia, che ha portato all’elezione condivisa con le forze di centrodestra del presidente Flavio Pasini (Lega, sindaco di Nogara) e del vicepresidente Luca Trentini (sindaco di Nogarole Rocca, atteso anche lui all’incontro ma assente per problemi personali).

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I malumori

Intanto prosegue la raccolta firme di un gruppo di esponenti del centrosinistra veronese, che chiede all’Amministrazione Tommasi “Fermatevi, ascoltateci e ripartite!“. Sono ormai oltre 500 le adesioni.

«Siamo cittadine e cittadini che hanno sostenuto e promosso la svolta del 2022 che ha portato la coalizione di centrosinistra alla guida del Comune di Verona» si legge nel testo della petizione lanciata da Attilio Orecchio e condivisa anche da esponenti di punta del Pd come Donata Gottardi e Vincenzo D’Arienzo.

«Siamo sinceramente sconcertati e allibiti per quanto leggiamo sui giornali riguardo alla “quasi crisi” di questa maggioranza e ad un “codice di comportamento” che non si capisce per quale misteriosa ragione sia tenuto nascosto alla cittadinanza, così negando ogni principio di trasparenza nell’agire politico» continuano gli attivisti.

In un altro passaggio si legge: «Tra le persone che firmano questa lettera esistono posizioni diverse su molte questioni politiche e amministrative, ma siamo però tutte e tutti convinti che ogni componente della coalizione sia indispensabile per promuovere il programma della “Rete per Damiano Tommasi sindaco”. Espellere dalla maggioranza la sinistra (“colpevole” di avere ribadito la propria posizione sulla vicenda della Marangona), o tentare di costringerla al silenzio per il futuro, sarebbe puerile e indecoroso. Diventeremmo la prima città italiana dove un’amministrazione comunale pretende di comunicare all’esterno attraverso l’auto-censura e le maggioranze bulgare. La stessa cosa la diremmo se si trattasse di qualunque altra componente della maggioranza».

Tosi: «Tommasi renda pubblico quel documento»

Il coordinatore regionale di Forza Italia ed europarlamentare Flavio Tosi dichiara: «Tommasi ha spaccato la sua maggioranza e ha rotto con il suo assessore simbolo, Bertucco, su un tema dirimente per il futuro della città, cioè l’urbanistica. Eppure il Sindaco pensa di risolvere la crisi facendo firmare un codice di condotta interno che colliderebbe con le basilari regole di democrazia e trasparenza. Come se il Comune fosse cosa privata di Tommasi o di Bertucco. Gravissimo, eppure tutto passa in sordina».

E aggiunge: «Il vincolo di mandato è infatti vietato proprio per salvaguardare la democrazia. E invece Tommasi pare che voglia far firmare un regolamento interno per blindare il voto della sua maggioranza. Inconcepibile. Non è così? E allora perché tenerlo segreto? Tommasi renda pubblico quel documento».

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