Concessioni licenze 2024, ecco come sta cambiando il settore del gioco
Siamo ben consapevoli del fatto che negli ultimi anni, visti i numeri e gli incassi registrati, il settore del gioco nell’ambito dell’economia del nostro Paese ha svolto un ruolo fondamentale. In questo senso è stato cruciale l’avvento dell’online, che, godendo senza ombra di dubbio di una maggior accessibilità e di una maggior comodità, ha attirato le attenzioni di un numero sempre più elevato di videogiocatori, chiamati anche da bonus, offerte e promozioni che le sale da gioco fisiche non garantiscono, nonostante una leggera risalita del comparto fisico in questi ultimi tempi. Per quanto concerne la normativa legata al settore dell’iGaming, tuttavia, nelle ultime settimane è stato confermato un cambiamento piuttosto radicale, che modificherà in particolar modo le questioni legate direttamente alle licenze di gioco a distanza. Anche i più grandi operatori del settore, consultabili all’interno di una lista dei più autorevoli casinò italiani online, si sono dovuti adeguare a queste novità, delle quali parleremo più approfonditamente nelle prossime righe.
Il nuovo decreto legislativo nel settore dell’iGaming
Innanzitutto, il nuovo decreto legislativo legato al settore dell’iGaming afferma come sia in programma l’assegnazione di 50 nuove licenze di gioco, che per forza di cose dovrà essere garantita, su precisa volontà del legislatore, entro il 31 dicembre 2024. La novità principale molto probabilmente riguarda il prezzo delle licenze, schizzato a dir poco alle stelle rispetto a quello precedente. Ad oggi, infatti, le licenze di gioco raggiungeranno un costo novennale di circa 7 milioni di euro, ai quali dovranno essere integrati anche i costi relativi ad un canone da dover pagare annualmente, i quali equivalgono a circa il 3% dei ricavi lordi di gioco al netto delle tasse sul gioco. Tutti gli operatori, inoltre, saranno chiamati a versare un importo pari allo 0,2% del proprio GGR al netto delle tasse sul gioco, così da contribuire a sviluppare delle campagne di sensibilizzazione in merito al gioco responsabile. I requisiti per ottenere le licenze in questo campo, quindi, saranno molto più severi e stringenti, inoltre nessun gruppo di società potrà contare più di 5 licenze. Verranno inoltre introdotte delle norme sempre più severe e punitive per quanto concerne le attività effettuate da piattaforme di gioco non autorizzate.
La gestione del decreto dignità
Quando parliamo del settore del gioco non possiamo non menzionare la vicenda relativa al decreto dignità, che potrebbe andare incontro a delle modificazioni. A tal proposito, infatti, la Lega Serie A sta tentando di esercitare delle forti pressioni sul Governo, in modo tale da permettere alle varie società calcistiche di sponsorizzare e pubblicizzare senza troppi problemi operatori di betting e gambling nel nostro Paese. A proposito di società di calcio, i termini del decreto dignità hanno recato diversi danni a queste ultime dal punto di vista economico, proprio perché si sono ritrovate a perdere circa 100 milioni di euro che venivano generati dagli accordi che precedentemente erano stati presi con le piattaforme di gioco. L’obiettivo della Serie A, ora come ora, è proprio quello di portare il Governo a prendere la decisione di sospendere il decreto dignità perlomeno per due o tre anni, così da permettere agli operatori di betting e di gambling di diventare sponsor di maglia e di presentare i loro loghi sui cartelloni pubblicitari che vengono messi ai margini del terreno di gioco. Una riduzione della portata del divieto di pubblicità di gambling potrebbe portare a strategie comunicative di marketing molto più soft, oltre al fatto che, visti i nuovi termini della gara d’appalto per le concessioni nazionali, sarebbe una giustificazione in merito alle tariffe molto più elevate richieste agli operatori di betting e di gambling online.
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