Anche quest’anno torna il Bridge Film Festival
L’11esima edizione del Bridge Film Festival torna ad animare la città con documentari, cortometraggi, workshop, incontri di cinema, concerti, performance e altre attività. E per l’occasione si espande in tre luoghi pulsanti del quartiere Filippini: la storica e affascinante antica Dogana di fiume, sede del Canoa Club in Corte Dogana; il piccolo gioiello Teatro Satiro Off, cuore di Casa Shakespeare, in Vicolo Satiro 8; lo storico Ex Macello, oggi in gestione a Coldiretti Verona, in Via Macello 5. Inoltre, coinvolge altre attività del quartiere cominciando a delineare una Cittadella del festival.
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Grazie al patrocinio e al sostegno del Comune di Verona, al patrocinio della Veneto Film Commission e dell’Università degli Studi di Verona, e al contributo di AGSM AIM, Valpolicella Benaco Banca, Rossignol, Birrificio Mastro Matto, Ati Studio, Coldiretti Verona, Move By Bike, Fongaro e Archivio quest’anno gli eventi si moltiplicano.
Il file rouge è il tema dell’anno: ‘Cause Boys Don’t Cry, un viaggio attraverso l’affettività maschile che prende le mosse da un successo dei Cure del 1979. In questa società in transizione, dove le donne raggiungono una sempre maggiore emancipazione, la proposta culturale rischia di dimenticare un passaggio importante per il raggiungimento della parità di genere: proporre modelli alternativi allo stereotipo dell’uomo duro, freddo e forte. E la nuova edizione del Bridge Film Festival vuole proprio in questa direzione.
«Al Bridge Film Festival ogni anno cerchiamo di darci una direzione, che abbia una qualche valenza sociale e ci aiuti anche nella scelta delle opere da proporre» commenta la direttrice artistica Ginevra Gadioli. «Tutti i lavori di quest’anno, a cominciare dai film per arrivare ai workshop, fino alle performance e alle rassegne parallele, in qualche modo ci danno uno spunto per riflettere. Per pensare alla nostra società, talvolta alla nostra cultura e per aiutarci a farci le domande giuste, in modo da attivare magari un cambiamento».

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Il programma
Martedì 9 luglio
Fra le novità di quest’edizione c’è un giorno in più di festival, un’anteprima speciale dedicata interamente al tema dell’anno, martedì 9 luglio in Dogana di fiume. Alle 18 il team di Salmon Magazine propone il suo celebre Musiforum, cioè l’ascolto di un album dal vivo: sarà dedicato questa volta a Blonde di Frank Ocean, che ha aperto un varco su sonorità contemporanee per cercare i molti strati dell’identità. A seguire, dalle 21:30, una serie di medio e cortometraggi in arrivo da Iran, Francia, Italia, Palestina, Kosovo, Turchia e Messico approfondiranno il tema da varie prospettive.
Mercoledì 10 luglio
Mercoledì 10 luglio in Dogana di fiume si riparte con la solita struttura, fatta di una sonorizzazione sul fiume a cura del trio nujazz veronese Iride per la prima volta dal vivo, del talk con lo psicologo Federico Saccardo di N.A.V. (Non Agire Violenza) per coloro che agiscono violenza nelle relazioni affettive e della performance di danza a cura di Deborah Lyaa Scandolara e ADT. Seguono i saluti ufficiali e le proiezioni del cortometraggio Wild Board Hunting e del lungometraggio vincitore del premio del pubblico alle Giornate degli autori alla Mostra del Cinema di Venezia 2023 Quitter la nuit della regista canadese Delphine Girardi, che sarà presente per un Q&A con il pubblico.
Nel frattempo presso il Teatro Satiro Off sarà inaugurata la rassegna in collaborazione con il Dipartimento Culture e civiltà dell’Università degli Studi di Verona “Queste cinque lacrime sulla mia pelle” su personaggi maschili ora in crisi, ora fragili, ora dolci, ora vulnerabili, grazie a interpretazioni straordinarie e a film che oggi definiamo “cult”. La rassegna è a ingresso libero per gli studenti e consente l’acquisizione di 1 cfu. Aprono My Own Private Idaho (Belli e dannati) di Gus Van Sant e Shame di Steve McQueen. A seguire sarà inaugurata una nuova rassegna, intitolata “Coming of Age”, che tratta del passaggio dall’infanzia all’età adulta nella cultura occidentale e non. Saranno proiettati il cortometraggio Cycle della regista turca Naz Çaybaşı e Lip Virgin di Shimrit Eldis, e il lungometraggio Animal / Humano del regista piemontese Alessandro Pugno, che sarà in sala per un Q&A.
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Giovedì 11 luglio
Giovedì 11 luglio ancora una sonorizzazione sul fiume, sempre a cura di una band veronese: i Mario Rossi fa rap. A seguire si terrà un talk con Stefano Santini di Quock Productions, Luca Mantovani di Ezme Film e Lucia Botturi di Circuito Cinema sullo stato del cinema a Verona. Poi, dopo la coreografia a cura di Deborah Lyaa Scandolara, e si parte con le proiezioni. Alle 21:30 il corto del giovane regista veronese Stefano Santini La P.P.P. vita di Napoleone aprirà con ironia a un altro tipo riflessione, quella suoi luoghi e su come essi si intreccino alla costruzione della propria storia, grazie al documentario del celebre regista brasiliano Kleber Mendonça Filho dal titolo Retratos fantasmas (una proiezione in collaborazione con il Circolo del Cinema).
Sempre giovedì 11 luglio al Teatro Satiro Off si terrà la seconda giornata della rassegna “Queste cinque lacrime sulla mia pelle”, con un focus sull’Africa a cura della Prof.ssa Emanuela Gamberoni, che presenterà il cult Touki Bouki del regista senegalese Djibril Diop Mambety. Alle 20:30 saranno proiettati i corti della rassegna “I giovanissimi” realizzati da registi under 18 o da studenti e studentesse delle scuole veronesi. Poi una nuova serata della rassegna “Coming of Age” porterà sullo schermo otto cortometraggi prodotti in Italia, Germania, Polonia, Grecia, Bulgaria, Canada e Messico.
Venerdì 12 luglio
Venerdì 12 luglio il programma diventa ancora più fitto. Nello spazio della Dogana di fiume a partire dalle 19 si potrà assistere alla sonorizzazione del duo elettro-pop Trust the Mask, in arrivo da Vicenza e pubblicato da Bronson Recordings. A partire dalle 20:30 sarà possibile osservare l’installazione di realtà aumentata “Cosmosonic” del duo polacco-ungherese di artisti digitali Elektro Moon Vision, composto da Elwira Wojtunik e Popesz Csaba Láng, anche parte della giuria. Alle ore 21 torna la performance di danza di Deborah Lyaa Scandolara, che apre a una serata di proiezioni densa. Prima, il cortometraggio La casa del bosco dei veronesi Giovanni Benini e Luca Mantovani, realizzato con i residenti della Genovesa Comunità Terapeutica, che da decenni raccoglie persone di ogni età in situazione di bisogno a causa di alcoldipendenza e tossicodipendenza. Poi, il documentario Burning Out di Saskia Gubbels, presentato all’International Documentary Film Festival Amsterdam nel 2023 e a Vision du Rèel nel 2024. L’oggetto è una caserma dei pompieri di Amsterdam costretta a fare i conti con nuove politiche inclusive. I registi Saskia Gubbels e Luca Mantovani saranno presenti per un Q&A a fine proiezione.
Al Teatro Satiro Off prosegue la rassegna in collaborazione con il Dipartimento di Culture e civiltà, con un focus sul Medio Oriente. Le proiezioni saranno: il cortometraggio The Present della regista palestinese Farah Nabulsi, l’episodio del film 11’09″01 – September 11 firmato da Yusuf Shahin e il lungometraggio libanese Martyr di Masen Khaled. A seguire, tramite Q&A online, la regista palestinese Hadil Alramli racconterà il progetto Entity Collective a sostegno dei liberi professionisti a Gaza e l’avvocata palestinese Nadia Dacca farà un intervento sulla situazione delle carceri nel suo Paese. A seguire sarà presentata una nuova rassegna dal titolo “Experimenta” su quel genere di cinema che esplora il mezzo audiovideo per sconfinare nel mondo della videoarte. In particolare, i due corti Soup Is Good Food del canadese Alexandre Thériault e Lines dell’animatore video Martin Schmidt apriranno al film Baldiga del regista tedesco Markus Stein, presentato alla Berlinale 2024, sulla storia di Jürgen Baldiga, fotografo della scena queer della Berlino Ovest anni ’80 e ’90.
Da venerdì 12 luglio si attiva il terzo spazio principale dell’11ma edizione del Bridge Film Festival: l’Ex Macello, sede del mercato Campagna Amica, che ospiterà una serie di performance audio-video. Alle 21:30 le atmosfere cosmiche dei sintetizzatori di Black Lagoon saranno accompagnate dai visual di Vitreous. Dalle 22:30 lo schermo sarà, invece, del film muto “Il circo” di Charlie Chaplin, uscito nel 1928 fra numerose vicissitudini (non da ultimo l’arrivo del sonoro) e che valse al regista londinese un Oscar alla carriera, il primo della storia. Il film sarà musicato dal vivo da un gruppo di musicisti veronesi che improvviseranno insieme per la prima volta.

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Sabato 13 luglio
Sabato 13 luglio la Dogana di fiume aprirà le sue attività con la band rock pesarese Crema, in tour con il nuovo singolo Miami e l’album del 2023 Cinema soda. A seguire ci sarà il talk con due dei quattro giurati: l’attrice Marina Occhionero, attrice di Asti che ha lavorato con Donato Carrisi, Sergio Rubini e Matteo Rovere, e Luca Zambolin, regista di corti e lungometraggi quali A ventiquattro mani e Oltre il fiume e aiuto regista con JoleFilm e ZaLab per registi del calibro di Carlo Mazzacurati e Andrea Segre. Si prosegue alle 21 con la performance di danza e poi la giuria di professionisti, composta da Marina Occhionero, Luca Zambolin, Elwira Wojtunik e Popesz Csaba Láng del duo Elektro Moon Vision, annuncerà il migliore fra i lungometraggi a cui spetta il premio Golden Cocai del valore di 500 euro. A seguire si apre la tradizionale serata “The Shortest Night” con una selezione di cortometraggi prodotti fra Colombia, Germania, Francia, Cina, Iran, Russia, Bangladesh, Cipro, UK e Italia. In chiusura, la giuria universitaria annuncerà il migliore fra i cortometraggi in concorso, cui andrà il premio Silver Cocai del valore di 100 euro.
Al Teatro Satiro Off prosegue la rassegna “Queste cinque lacrime sulla mia pelle” con due capolavori europei: Zero de conduit di Jean Vigo (1933), su un gruppo di ragazzini pieni di energie bloccati in un collegio francese, e Nick’s Movie – Lampi sull’acqua di Wim Wenders, che documenta in diretta la morte di un caro amico del regista tedesco: Nicholas Ray, il collega autore di Gioventù bruciata. Dalle 21:00, prosegue la rassegna “Experimenta” con una selezione di cortometraggi sperimentali provenienti da tutto il mondo.
Presso l’Ex Macello altre due performance audio-video accenderanno questo spazio affascinante sabato 13 luglio. Alle 21:30 la violinista veronese Laura Masotto, nota a livello internazionale e uscita di recente con l’album The Spirit of Things per l’etichetta berlinese 7K, sarà accompagnata dalle immagini del videoartista veronese Nicholas Bertini. Dalle 23:00 il trio sperimentale {scope}, composto dal sassofono di Laura Agnusdei, dai synth e dalle percussioni di Matteo Pennesi e dalle tastiere di Luca Sguera, mescolerà i suoi suoni con i visual del milanese Domiziano Maselli.
Per il primo anno, inoltre, il festival sarà diffuso nel quartiere Filippini di Verona, creando una sorta di Cittadella del festival, grazie al coinvolgimento e all’entusiasmo di varie attività del quartiere, come Atelier Labor Limae, Galleria Massella, Aatelier, Bed Hair, Camplus Verona, che hanno organizzato eventi speciali nelle giornate del festival. «La Cittadella del festival è un esperimento a cui pensiamo da tempo» spiega Ginevra Gadioli. «Pensiamo che il quartiere Filippini sia un luogo con un enorme potenziale, con una storia piena di vitalità che merita di essere vissuto dai veronesi».
«Siamo molto soddisfatti del programma che abbiamo costruito nel corso di quest’anno – conclude Gadioli -. E se tutto ciò è stato possibile è grazie alle tante realtà veronesi che hanno contribuito, che si spendono e credono che la cultura possa essere un momento di incontro, di scambio. Che è proprio il concetto di fondo del Bridge Film Festival».
«Bridge film festival è un progetto che propone alla cittadinanza delle attività culturali che sono di contemporanee e di alto livello. Un progetto molto ricco che si arricchisce ogni anno sempre di più e che valorizza il quartiere Filippini nei suoi luoghi di pregio – ha detto l’assessora Marta Ugolini -. Ci auguriamo davvero che la cittadinanza possa fruire di questo progetto che gli studenti universitari possano arrivare numerosi e che possano accogliere anche delle sollecitazioni dal tema di quest’anno che ci sembra particolarmente importante e significativo per tutti noi».
«Una cosa che mi piace moltissimo è che ogni anno il Bridge Film Festival fa un salto maggiore, sempre più di qualità, come quest’anno la Cittadella del festival, perché siete riusciti a mettere insieme realtà diverse e forse, in un periodo così concentrato, siete i primi a farlo in città – ha detto Matteo Piancastelli, vicepresidente di Valpolicella Benaco Banca -. In una banca come un credito cooperativo questo è fondamentale per esaminare le richieste di chi ci chiede di stargli accanto, perché è proprio nel nostro statuto quello di fare socialità, cioè fare crescere una comunità. E non si fa crescere una comunità non facendo andare la gente al cinema, ma mettendo insieme realtà che hanno la passione del cinema».
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