Marangona, le associazioni ambientaliste chiariscono la loro posizione

Dopo la nota stampa diffusa dal Comune di Verona in merito all'incontro tra associazioni ambientaliste e amministrazione sulla questione del futuro della "Marangona", le associazioni coinvolte replicano con una nota integrativa. «Il 12 giugno scorso - comincia la nota - le associazioni Legambiente, Italia Nostra e WWF, anche in rappresentanza del Coordinamento Verona Città Bosco,…

Dopo la nota stampa diffusa dal Comune di Verona in merito all’incontro tra associazioni ambientaliste e amministrazione sulla questione del futuro della “Marangona”, le associazioni coinvolte replicano con una nota integrativa.

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«Il 12 giugno scorso – comincia la nota – le associazioni Legambiente, Italia Nostra e WWF, anche in rappresentanza del Coordinamento Verona Città Bosco, sono state ricevute a palazzo Barbieri dal sindaco Tommasi e dalla vicesindaca Bissoli per un urgente incontro finalizzato ad una discussione del futuro della “Marangona”. I rappresentanti delle associazioni hanno sottoposto agli amministratori le loro perplessità e le loro preoccupazioni in merito all’opportunità di procedere con la trasformazione di circa 1.500.000 metri quadrati di area ancora agricola, in area logistica e produttiva e su come intendano perseguire gli obiettivi europei di azzeramento del consumo di suolo e le stesse linee programmatiche espresse dalla maggioranza».

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«Le istanze dell’associazioni si sono concentrate sulle linee politiche che questa amministrazione intende perseguire, ponendo le seguenti richieste:

  • Contenere il consumo di suolo nell’area della Marangona e in generale su tutta l’area comunale anche in vista della redazione del nuovo PAT;
  • Attivare la partecipazione della società civile in tavoli di confronto e discussione sui maggiori nodi urbanistici;
  • Rivedere le linee di indirizzo del PAQE, dialogando con Regione Veneto, piano che vincola porzioni di città a logiche di urbanizzazione anacronistiche;
  • Pensare ad un piano di rigenerazione della ZAI storica, area progressivamente dismessa dalle molte aziende che hanno cessato le attività, lasciando allo stato di abbandono.

Sindaco e vicensindaca si sono dimostrati disponibili al dialogo e hanno ricordato di come l’area della Marangona sia vincolata a progetti approvati nelle scorse amministrazioni, che prevendevano in vecchi Masterplan la cementificazione totale dell’area e di come gli iter amministrativi siano già in corso di esecuzione, trovandosi di fatto nell’impossibilità di metter mano a decisioni già prese dalle passate amministrazioni».

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«È stato poi riportato dalla vicesindaca come il PAQE sia di difficile revisione in quanto strumento urbanistico regionale su cui un Comune ha poca facoltà di intervenire. È stata inoltre resa nota la possibilità per i portatori di interesse di inviare al Comune proposte migliorative e mitigative del consumo di suolo, che verranno prese in considerazione e discusse, allo scopo di essere integrate sul Masterplan in approvazione. È stato infine sottolineato di come, in fase preelettorale, alcune forze politiche della maggioranza abbiano inoltre sostenuto l’espansione della zona della Marangona a vocazione (anche) logistica, produttiva e come area di innovazione, proponendo un Masterplan acquisito dal consorzio ZAI che, rispetto alle vecchie progettualità, propone aree a destinazione verde/servizi. In aggiunta, è stata accolta l’istanza delle associazioni di attivare un tavolo di partecipazione sui temi importanti come quello dell’urbanistica, riportando di come gli assessorati si stiano attivando per dare vita a dei coordinamenti tematici specifici».

«Le associazioni hanno apprezzato questo momento di dialogo e la possibilità di poter avere uno scambio di informazioni diretto sulle procedure e sulle scelte politiche fino a qui attuate. Ciononostante, le tre associazioni rilevano lo stato dei fatti, ossia che l’area della Marangona procede con un iter inarrestabile e che la discussione arriva solo alla fine di questo procedimento. Nello stesso giorno dell’incontro, infatti, è stata firmata la determina da parte dell’Ufficio Urbanistica del Comune di Verona che ratifica l’Accordo di Programma tra Comune, Provincia e Consorzio ZAI, e che verrà portata in Consiglio Comunale per l’approvazione. Tale accordo permetterà ai tre soggetti di procedere con la realizzazione di un polo logistico del comparto denominato “Corte Alberti” ponendo le basi per la progettazione degli atri comparti attraverso l’approvazione del masterplan. Come si evince dall’accordo di programma sottoscritto il 5/6/24, pag. 3, infatti: “ Il Consorzio ZAI ha riproposto l’approvazione dell’accordo di programma alla nuova amministrazione, la quale, sulla base di ulteriori approfondimenti degli uffici, ha ritenuto di rivalutare i contenuti e gli effetti dell’accordo di programma per renderli coerenti con gli indirizzi politici di governo del territorio”».

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«Le associazioni in questa fase non possono che prendere atto delle scelte che finora sono state fatte, consapevoli che tali scelte porteranno una ferita insanabile nel tessuto urbano cittadino. Le azioni per fermare il consumo di suolo non si limiteranno a questa fase dato che il tema assolutamente prioritario e concreto sembra essere stato dimenticato dai programmi politici. Lo scambio con gli amministratori è poi proseguito su altri ambiti di interesse: dall’approfondimento delle modalità di coinvolgimento dei cittadini e delle associazioni sul PAT, allo scalo merci, ai piani ambientali dei parchi delle mura, dell’Adige e della Collina su cui l’amministrazione sta lavorando per la loro approvazione».

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