Altri furbetti della patente a Verona: ma c’è una nuova soluzione
Il Laboratorio Analisi Documentale della Polizia Locale di Verona prosegue l’intensa attività di contrasto all’utilizzo di ausili tecnologici quali telecamere, cellulari e auricolari per superare l’esame scritto della patente di guida presso la Motorizzazione Civile, un fenomeno che vede coinvolti sempre più cittadini stranieri che si affidano a vere e proprie organizzazioni criminali. Altri due candidati sono stati fermati nei giorni scorsi, grazie alla collaborazione in atto con gli ispettori della Motorizzazione Civile.
Si tratta di un cittadino 39enne e di una cittadina 29enne, incinta all’ottavo mese di gravidanza. Sono stati denunciati alla Procura della Repubblica per falsità ideologica e per la falsa attribuzione di lavori altrui da parte di aspiranti al conferimento di titoli abilitanti. I costi per l’assistenza tecnologica vanno dai 1.000 fino ai 4.000 euro, in aumento come dichiarato dai candidati e dimostrano come sia semplice farsi assistere da gruppi criminali operanti in molte province.
Intanto, da oggi lunedì 3 giugno entrano in vigore a Verona nuove disposizione in Motorizzazione per l’esame scritto della patente, con l’obbligo per i candidati di indossare una pettorina monouso del tipo a “gilet”, proprio per oscurare le telecamere spesso indossate sotto maglioni e camicie. La Direzione Generale Territoriale del Nord-Est sta infatti monitorando le attività svolte nelle singole province, anche per la presenza di molti candidati provenienti da altre aree geografiche.
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«L’Amministrazione, con l’assessorato alla Sicurezza e la Polizia Locale, prosegue il contrasto all’illegalità – afferma l’assessora alla Sicurezza Stefania Zivelonghi -. La presenza sulla strada di autisti privi di regolare patente di guida costituisce innanzitutto un grave pericolo per la comunità contro il quale impieghiamo ogni mezzo a nostra disposizione. Il contrasto sarà più efficace quanto più ad esso contribuiranno fattivamente anche altri soggetti, in primis le scuole-guida».
«L’applicazione di nuove procedure all’esame indurrà molti soggetti a fermarsi, ma temiamo nuovi trucchi e sotterfugi – dichiara il comandante della Polizia locale Luigi Altamura -. Le disposizioni impartite dal direttore della Motorizzazione vanno proprio verso l’obiettivo di ridurre questo fenomeno che è molto più presente in altre province, e che vede uno straordinario impegno della Polizia Locale di Verona».
«Rinnovo l’appello di qualche settimana fa ai Ministeri dei Trasporti e della Giustizia, non ancora ascoltato, affinché siano adottate nuove norme rispetto a quella di un secolo fa, che oggi vengono applicate (legge nr. 475 del 19/4/1925) e che si introducano aggravanti specifiche per il reato di truffa, per permettere anche l’arresto in flagranza di reato, ora non previsto. Ne va della sicurezza stradale e della pubblica incolumità, considerato la vastità del fenomeno a livello nazionale. Le scuole-guida che iscrivono candidati che non hanno mai frequentato i corsi e che non accertano la corretta preparazione all’esame scritto devono assolutamente collaborare. Chi non lo fa si assume una grave responsabilità. Occorre la massima vigilanza anche da parte loro».
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