Medicina di genere: se ne parla domani a Verona

Dalla ricerca sui farmaci all'approccio diagnostico e terapeutico, la salute della popolazione è stata fin qui "indagata" prevalentemente attraverso una declinazione al maschile, trascurando le reali differenze di genere. Per fare qualche esempio di più attuale interesse, alcuni studi clinici compiuti in Usa sul Covid 19, volti a testare efficacia e sicurezza dei farmaci, riportano dati…

Dalla ricerca sui farmaci all’approccio diagnostico e terapeutico, la salute della popolazione è stata fin qui “indagata” prevalentemente attraverso una declinazione al maschile, trascurando le reali differenze di genere. Per fare qualche esempio di più attuale interesse, alcuni studi clinici compiuti in Usa sul Covid 19, volti a testare efficacia e sicurezza dei farmaci, riportano dati disaggregati in base al sesso solo per il 17,8 per cento. Quando la stessa pandemia ha invece evidenziato che il virus può colpire uomini e donne in maniera differente, proprio in virtù delle specificità genetiche e immunologiche di ciascuno.

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E nonostante l’Italia abbia in tal senso compiuto un passo fondamentale, dotandosi della Legge Legge 3/2018 che ha introdotto l’attenzione alle differenze di genere sia nelle pratiche sanitarie, che nella ricerca, prevenzione, diagnosi e cura, anche nel nostro Paese residua ancora molto da fare. A dirlo anche le casistiche che riguardano l’infarto del miocardio, il quale nella donna rischia di essere diagnosticato tardivamente proprio perché, rispetto all’uomo, i suoi sintomi possono limitarsi a dolori addominali, una certa stanchezza, una lieve dispnea.

Un reale cambio di passo  passa, dunque, anche attraverso la sensibilizzazione della popolazione nonché tavoli informativi quale quello organizzato dal Soroptimist scaligero presieduto da Giovanna De Finis, il 4 marzo alle 18.30 presso la Società Letteraria, dove interverranno esperti massimi quali: Giovannella Baggio, presidente del Centro Studi Nazionale su Salute e Medicina di Genere e ordinaria dell’Università di Padova, la nota immunologa Antonella Viola, ordinaria di Patologia Generale a Scienze Biomediche presso lo stesso ateneo, nonché Luca Fabris, associato di Gastroenterologia.  

L’incontro, intitolato «Dalla medicina di genere alla medicina genere specifica» e condotto da Annamaria Molino, oncologa, illustrerà lo stato dell’arte di quello che l’Oms definisce «lo studio dell’influenza delle differenze biologiche (definite dal sesso) e socio-economiche e culturali (definite dal genere) sullo stato di salute e di malattia di ogni persona».

Recheranno il loro saluto: la presidente della Letteraria Daniela Brunelli e la vicesindaca Barbara Bissoli.

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