19 anni fa morirono in servizio Turazza e Cimarrusti

Ricorre oggi il 19esimo anniversario della scomparsa degli Assistenti della Polizia di Stato Davide Turazza e Giuseppe Cimarrusti, insigniti della Medaglia d’Oro al Valor Civile alla memoria. Il 21 febbraio 2005, in località “Croce Bianca”, durante un ordinario servizio di Volante, gli Assistenti della Polizia di Stato Davide Turazza e Giuseppe Cimarrusti affrontarono un uomo armato di pistola che aveva, poco…

Ricorre oggi il 19esimo anniversario della scomparsa degli Assistenti della Polizia di Stato Davide Turazza e Giuseppe Cimarrusti, insigniti della Medaglia d’Oro al Valor Civile alla memoria.

Il 21 febbraio 2005, in località “Croce Bianca”, durante un ordinario servizio di Volante, gli Assistenti della Polizia di Stato Davide Turazza e Giuseppe Cimarrusti affrontarono un uomo armato di pistola che aveva, poco prima, aggredito e ferito una donna. Fatti bersaglio di violenta azione di fuoco, replicarono con l’arma in dotazione riuscendo a neutralizzare l’aggressore, venendo, tuttavia, feriti mortalmente.

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La cerimonia di commemorazione si è svolta stamattina, nel piazzale antistante la Questura, con la deposizione di una composizione floreale a nome del Capo della Polizia, dinanzi alla lapide dedicata ai Caduti della Polizia di Stato di Verona, alla presenza del Vescovo Domenico Pompili, del Prefetto Demetrio Martino, del Questore Roberto Massucci, dell’Assessore alla Sicurezza Stefania Zivelonghi e dei familiari delle Vittime del Dovere e del Cappellano Provinciale della Polizia di Stato, Don Luigi Trapelli.

A seguire, insieme ai Dirigenti e ad una rappresentanza degli Uffici in cui le Vittime del Dovere prestavano servizio, si sono uniti in un momento di raccoglimento e di condivisione.

«Come ho avuto modo di dire questa notte sul luogo del fatto in un momento di pensiero e di riflessione: nella vita non è importante quello che ti accade, ma cosa ci fai! È importante quindi quello che noi possiamo fare con questo momento di ricordo e di valore; è essere qui a dire, come se volessimo interpretare la loro voce qui, ora, in questo momento: ‘ma noi siamo ancora qui’. Così noi poliziotti ci dobbiamo sentire, perché sentendo questo monito che ci dice ‘noi siamo ancora qui’, ci prendiamo i loro valori e ce li portiamo nel nostro servizio e nel fare questo siamo doverosamente vicini alle famiglie, alle vedove, ai figli, alla mamma», ha commentato il Questore.

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Il senso di comunità sottolineato dal Prefetto Martino e ripreso dall’Assessore Zivelonghi è stato particolarmente sentito dai poliziotti presenti nel segno del valore della coesione istituzionale.

A concludere il momento di riflessione è stato il Vescovo di Verona che ha rimarcato che «la sicurezza è un bene comune, come l’acqua, come l’aria, come la salute; è quella dimensione per la quale ci sentiamo al sicuro, grazie alla quale ci sentiamo di poter vivere liberamente senza temere di essere violentati, sopraffatti, uccisi, è qualcosa di essenziale per vivere in una comunità e, tuttavia, non è un frutto spontaneo perché richiede che tutti, a vario titolo, ci impegniamo a far sì che questo sentimento di sicurezza sia percepito. La Polizia di Stato, tra tutte le realtà presenti nella nostra comunità, è sicuramente una forza destinata esplicitamente a questa dimensione della sicurezza e mette in conto che tutto questo ha un prezzo. Oggi siamo qui a far memoria del prezzo pagato da Davide, da Giuseppe e da tante altre persone che in nome della sicurezza, cioè in nome della comunità, hanno dato tutti loro stessi. Per questa ragione noi sentiamo, in questo momento, una profonda gratitudine verso di loro, e sentiamo però anche di essere chiamati in causa personalmente perché, affinché il loro sacrificio non sia vano, è necessario che ognuno di noi ci metta del proprio per cercare di garantire questa dimensione della sicurezza che è necessaria per poter crescere».

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