Sicurezza a Verona, cresce il dibattito. Tommasi: «Tema da affrontare e non strumentalizzare»
Continua il dibattito sul tema della sicurezza a Verona, soprattutto in seguito ai recenti episodi di aggressione in centro storico. I quattro giovanissimi identificati, aveva spiegato il Questore di Verona Roberto Massucci durante un’intervista a Rai Veneto, «non sono riconducibili a contesti di degrado o ambienti criminali, ma che esprimono quella che viene definita “devianza giovanile”. La classica dinamica del gruppo, dove la sopraffazione degli altri diventa fascinosa per affermare sé stessi».
Tosi: «Non condividiamo la posizione del Prefetto: non si traccia di percezione»
L’On. Flavio Tosi, deputato di Forza Italia, non condivide le dichiarazioni del Prefetto scaligero Demetrio Martino, secondo il quale tali fatti non hanno i crismi dell’emergenza perché «non sono continui o di grandissima dimensione, lo sono nella percezione delle persone».
Tosi afferma infatti: «Pur nel rispetto del suo ruolo e della sua competenza, non sono d’accordo con ciò che afferma il nostro Prefetto. L’emergenza sicurezza c’è eccome, ed è acclarato e confermato dai numeri che in centro storico, in particolare tra piazza Bra, via Roma, via Marconi, piazza Pradaval, via dei Mutilati e piazza Cittadella, ricorrano con continuità pestaggi e aggressioni di bande giovanili composte spesso da italiani di seconda generazione. Bande che, da qualche anno, hanno preso il controllo di quella zona. In passato non succedeva nulla, oggi invece le aggressioni si ripetono con frequenza perché non esiste un piano sicurezza serio. Questo ovviamente non è responsabilità del Prefetto, ma del Sindaco Tommasi, che in un anno e mezzo da quando siede a Palazzo Barbieri non ha mai varato politiche adeguate di presidio e controllo del territorio».
Tosi spiega: «Quella zona va presidiata costantemente, utilizzando la Polizia Locale e, se non bastasse, avvalendosi della collaborazione della vigilanza privata. Chi governa la città ha perso il controllo della situazione. Basta chiacchiere e giustificazionismi, si agisca per fermare questa spirale di violenza».
LEGGI ANCHE: Ospedale Borgo Trento, sportello unico per accettazione, ticket e prenotazioni
Padovani: «Silenzio di Tommasi inaccettabile. Mancano azioni concrete»
Anche Marco Padovani, di Fratelli d’Italia, esprime la sua opinione. «Il persistente clima di insicurezza a Verona è la diretta conseguenza dell’incapacità dell’amministrazione Tommasi di affrontare in modo adeguato le problematiche legate alla sicurezza cittadina. L’ultimo episodio di violenza ai danni di una giovane, verificatosi in un edificio di proprietà comunale sui bastioni, è la prova tangibile del fallimento dell’approccio attuale».
«Il silenzio imbarazzante del Sindaco Tommasi dinanzi a un evento così grave è inaccettabile. La mancanza di dichiarazioni e, soprattutto, di azioni concrete evidenzia l’assenza di una strategia efficace per affrontare le criticità di sicurezza che affliggono la città. Verona sta diventando una città insicura. Riteniamo che sia ora che il Sindaco Tommasi si impegni seriamente a comprendere la situazione. La normalità dovrebbe essere l’attenzione costante all’incolumità dei cittadini, non l’ignoranza e l’indifferenza di fronte agli episodi di violenza. Invitiamo il Sindaco a riconsiderare il proprio approccio, scendendo in strada a camminare tra le vie dei quartieri».
La replica del sindaco di Verona Damiano Tommasi
Il sindaco Damiano Tommasi è intervenuto sul tema sicurezza, ribadendo la stretta collaborazione con le istituzioni preposte e la necessità di rafforzare il dialogo con il mondo degli adulti.
«I nostri riferimenti istituzionali sono Prefettura, Questura e Forze dell’ordine con le quali c’è non solo piena collaborazione ma anche piena sintonia rispetto alle risposte da dare in base ai numeri, ai fatti concreti alla realtà e alla giusta preoccupazione che le famiglie hanno. Condivido le parole di Prefetto e Questore, credo che si debba continuare a fare il lavoro di squadra intrapreso, di attenzione e di non sovradimensionamento di un fenomeno che esiste, che è comune a tante città e che riguarda una fascia di età alla quale non sono dedicate le giuste energie da parte di tutti, a partire dalle istituzioni ma anche dagli adulti. Dobbiamo tutti riflettere sul tema della vicinanza e ascolto dei nostri ragazzi».
«Dispiace che per alcuni episodi, come succede in tanti ambiti, dove l’albero che cade fa più rumore della foresta che cresce, non si riconoscano in una città come Verona, le tante iniziative giovanili, la tanta energia positiva che c’è e vive e che è molto attrattiva per i giovani. Sono convinto che il modo migliore per affrontare alcuni temi sia partire dai dati e dai fatti e non strumentalizzare. Sicuramente gli episodi che sono accaduti e che accadono non solo a Verona ma anche in altre città fanno alzare il tiro e aumentano la sensibilità collettiva. E credo che anche la risposta debba essere collettiva e non solo degli enti preposti o dell’assessorato alla Sicurezza. L’assessora Zivelonghi sta facendo un ottimo lavoro e credo che questo sia il percorso giusto su cui proseguire».
LEGGI ANCHE: La “Pompei” di Verona allo Stato: nuova vita per l’ex cinema Astra
«È importante e significativa la sintonia che sentiamo di avere con chi è la spalla per le amministrazioni su questi temi. Ci dà ulteriore fiducia in merito al percorso che come amministrazione abbiamo deciso di intraprendere, a partire da una condivisione di valori. In quanto ai controlli, sottolineo che si sta facendo molto e va dato merito a chi il territorio lo presiede con interventi efficaci come ripetutamente dimostrato in questi mesi. Non dobbiamo dimenticare che siamo una città di interesse internazionale, con una forte presenza di turisti e ciò aumenta il rischio di episodi che si verificano in tutte le città con forte vocazione turistica. Ma non dimentichiamo che siamo anche la città di persone che, per la sua vivibilità, decidono di vivere proprio qui».
«Serve continuare a fare squadra, serve più ascolto nelle relazioni, serve avere uno sguardo più lungo, non serve strumentalizzare. Ribadisco, mi conforta pensare che questo approccio sia condiviso con le altre istituzioni del territorio che già si sono ampiamente espresse in modo preciso sull’argomento».
In Evidenza
A Cologna Veneta un incontro pubblico sul biometano e la transizione ecologica

Giornata ecologica regionale 2026, focus sulle api: stanziati 100mila euro

Il Veneto terzo in Italia per riciclo RAEE: 22.800 tonnellate gestite da Erion WEEE nel 2025

Aria inquinata, Veneto e Verona ancora insufficienti

“Materia Viva” al Teatro Santa Teresa: una serata dedicata al riciclo dei RAEE

Si accende la CER di Povegliano Veronese: via libera dal GSE

“Rifiuti preziosi” in tasca e in casa: Amia lancia la campagna di raccolta RAEE

Cicloturismo: in Italia si comprano meno bici ma si pedala di più

Gli abeti di Natale buttati? Ora avranno una nuova vita






