Suicidio assistito. Zaia: «Oggi non autorizziamo un bel niente»
Questa mattina Luca Zaia è intervenuto in aula del Consiglio regionale, sul progetto di legge n. 217 – Proposta di legge di iniziativa popolare “Procedure e tempi per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito ai sensi e per effetto della sentenza n. 242 del 2019 della Corte Costituzionale”.
«Oggi non autorizziamo un bel niente. Al di là di quello che si è detto a livello nazionale, discutiamo un progetto che introduce dei tempi e il ruolo della sanità. – ha affermato Zaia – Al momento, abbiamo cinque richieste rigettate e due accolte, una delle quali non per un malato terminale, ma per una condizione particolare, quella di Stefano Gheller».
Ecco il video integrale
Una sintesi dei punti principali del discorso
Luca Zaia, nel suo intervento in Consiglio regionale riguardante la proposta di legge sul suicidio medicalmente assistito, apre il discorso sottolineando la complessità e la sensibilità dell’argomento. Riconosce che si tratta di un tema che tocca intimamente ogni individuo e che spesso divide l’opinione pubblica su basi etiche. Zaia si mostra consapevole del fatto che ogni parola ha un peso, specialmente in un contesto così delicato che riguarda la condizione dei malati terminali.
Il Presidente del Veneto poi esprime la sua preoccupazione per come i media trattano questi argomenti, portando l’esempio di come le sue parole siano state in passato travisate in occasione dell’inizio delle vaccinazioni COVID-19. Questo lo porta a riflettere sull’importanza della sua presenza in consiglio e sulla necessità di affrontare il tema con verità e coerenza.
Zaia chiarisce che non è il portavoce di questa proposta di legge e che il suo coinvolgimento risponde piuttosto a un’esigenza democratica, evidenziando come il sistema regionale permetta ai cittadini di presentare progetti di legge che devono essere necessariamente discussi entro certi tempi. In questo contesto, rileva l’importanza del rispetto delle procedure democratiche e del diritto dei cittadini a essere ascoltati.


Proseguendo, il presidente solleva questioni legali e costituzionali relative alla proposta di legge, chiedendo chiarimenti sulla sua sostenibilità giuridica. Fa riferimento a precedenti storici e normativi, come il caso di Eluana Englaro e la legge sulle disposizioni anticipate di trattamento, per illustrare come il dibattito sul fine vita sia evoluto in Italia.
Sottolineando la libertà di scelta e di voto sul tema all’interno del suo gruppo politico, Zaia ribadisce l’importanza delle cure palliative e del diritto costituzionale di rifiutare le cure. Fornisce dati sul suicidio medicalmente assistito in Veneto, evidenziando un numero limitato di casi gestiti dalle strutture sanitarie regionali.
Infine, Zaia riflette sulla natura profonda e intima del tema del fine vita e sulla necessità di gestirlo con sensibilità e rispetto per le diverse opinioni. Chiude il suo intervento sottolineando la necessità di una discussione ampia e approfondita su un argomento così delicato, riconoscendo le diverse prospettive e la complessità etica che lo caratterizza.
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