43 nuovi medici di base a Verona. Bigon: «Serve supporto amministrativo»

La carenza di medici di famiglia a Verona continua a essere un problema critico, nonostante l'arrivo di 43 nuovi professionisti nel quadro dei 225 in tutta la regione veneta. Anna Maria Bigon, vice presidente della Commissione sanità in Consiglio regionale e membro del Partito Democratico, sottolinea che questi nuovi arrivi sono soltanto un "primo segnale"…

La carenza di medici di famiglia a Verona continua a essere un problema critico, nonostante l’arrivo di 43 nuovi professionisti nel quadro dei 225 in tutta la regione veneta. Anna Maria Bigon, vice presidente della Commissione sanità in Consiglio regionale e membro del Partito Democratico, sottolinea che questi nuovi arrivi sono soltanto un “primo segnale” e non una soluzione definitiva alla crisi.

«Innanzitutto, va detto che i corsisti possono rappresentare un contributo per colmare le profonde lacune esistenti, ma non sono la soluzione» afferma Bigon. Secondo lei, il vero nodo del problema risiede nella mancanza di supporto amministrativo sufficiente per i medici, che si trovano sovraccarichi di lavoro burocratico.

La Giunta regionale ha proposto poche ore settimanali di supporto per ogni medico, mentre secondo Bigon sarebbe necessario un part-time di almeno 14 ore, idealmente 20 ore settimanali. La richiesta di fornire supporto amministrativo adeguato, che secondo l’esponente del PD permetterebbe ai medici di prendersi in carico più assistiti e coprire le numerose zone carenti in Veneto, è stata accolta solo parzialmente dalla Regione.

«Si tratta di una mancanza che, a cascata, impedisce ai già pochi medici di famiglia di fare da filtro nell’ottica della necessità di sgravare i Pronto Soccorso», spiega Bigon, che solleva anche la questione dell’efficienza dei Pronti Soccorso nel Veneto, chiedendosi se il Presidente della Regione, Luca Zaia, sia consapevole della situazione e delle lunghe attese che i cittadini devono affrontare a causa della carenza di personale. Sottolinea che una medicina territoriale forte e funzionante, supportata da un investimento economico adeguato, potrebbe notevolmente ridurre gli accessi ai Pronto Soccorso. Citando i dati regionali del 2022, con 1.778.817 accessi, di cui il 60% erano codici bianchi, Bigon conclude che molti di questi accessi potrebbero essere evitati con una medicina territoriale efficace. La vice presidente della Commissione sanità conclude con un appello per un immediato supporto amministrativo di almeno 14 ore settimanali per ogni medico, specialmente in vista dei numerosi pensionamenti previsti a breve.

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