Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche: a Verona procede il progetto
Prosegue l’azione rivolta alla pianificazione preordinata all’abbattimento delle barriere architettoniche in città. Approvato ieri in linea tecnica dalla Giunta, su proposta della vicesindaca con delega alla pianificazione urbanistica Barbara Bissoli, il secondo stralcio del PEBA – Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche che sarà trasmesso a enti pubblici gestori di servizi, associazioni e soggetti portatori di interessi per la fase di concertazione e di consultazione e, dunque, tra gli altri, alle altre Direzioni comunali interessate, alle due Circoscrizioni competenti, alla Consulta comunale della disabilità e alle Associazioni rappresentative delle persone con disabilità che operano sul territorio.
Gli edifici e le aree interessate
Il secondo stralcio si contraddistingue per aver individuato gli edifici pubblici che potranno essere interessati dalle celebrazioni olimpiche e paralimpiche del 2026 e dunque:
- Arena di Verona e suo Vallo;
- palazzo della Gran Guardia;
- alcuni piani di palazzo Barbieri, sede municipale; cortile di Castelvecchio.
- Inoltre, sono stati fatti oggetto di rilevazione i tratti urbani di collegamento tra la stazione di Porta Nuova, i parcheggi pubblici contermini al centro storico e la piazza Bra, al fine di creare una rete funzionale di percorsi pedonali.
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Oltre al rilevo delle barriere architettoniche degli edifici pubblici e degli ambiti urbani individuati, sono stati proposti gli interventi necessari, in apposite schede, con stima dei costi; l’individuazione delle priorità di intervento attraverso l’analisi delle caratteristiche intrinseche ed estrinseche peculiari di ogni tratto urbano e di ogni edificio analizzati. Il Piano è stato redatto anche alla luce dei numerosi incontri intervenuti in particolare con il Comitato Olimpico Italiano, con il Comitato Paralimpico Italiano, la Società Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026 (SIMICO Spa), con la Fondazione Milano Cortina 2026 (Fondazione MICO).
Una volta conclusa la fase partecipativa, il PEBA proseguirà il suo iter con la relativa adozione da parte della Giunta, con il deposito per raccogliere osservazioni da chiunque presentate e per la definitiva approvazione da parte del Consiglio comunale. Dopo l’approvazione, i dati andranno a implementare il SIGI – Sistema Informativo Geografico Integrato del Comune di Verona, così da consentire a chiunque – utenti esterni ed interni all’Amministrazione – di consultare il PEBA, verificare lo stato di attuazione, estrarre dati, ma soprattutto di consentire alle Direzioni dell’Area Lavori Pubblici di programmare ed eseguire gli interventi di eliminazione e superamento delle barriere architettoniche.
«Si tratta di un lavoro molto meticoloso, realizzato con l’apporto fondamentale di un professionista specializzato nella complessa materia dell’eliminazione e nel superamento delle barriere architettoniche, che consegniamo alla Città, tramite la fase partecipativa che sarà avviata dopo le Festività, per ottenere contributi quanto più puntuali, che potranno essere recepiti nel PEBA che la Giunta dunque adotterà. Nel contempo, stiamo anche valutando quale quartiere di Verona fare oggetto della terza fase del PEBA, considerato che l’approvazione del bilancio per il 2024 entro il 31 dicembre consente di impegnare i fondi comunali appostati, già a partire da gennaio», dichiara la vicesindaca Barbara Bissoli.
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