“Ritorni”, inaugurata a Bosco la rassegna sul Turismo delle Radici
Bosco Chiesanuova anticipa il 2024, Anno delle Radici Italiane nel Mondo, con la conferenza “Turismo delle Radici: una opportunità per l’economia turistica della Lessinia?” che ha inaugurato, sabato 16 dicembre nella Sala Olimpica del Teatro Vittoria, la rassegna dedicata alla storia migratoria di queste terre.

Mobilità globale e facile accesso a qualsivoglia informazione, offrono possibilità di viaggio impensabili solo cinquant’anni fa ma tendono, al contempo, ad omogenizzare le esperienze. La manifestazione, organizzata dal Comune di Bosco Chiesanuova dal 16 al 31 dicembre, si propone di indagare una forma di turismo diversa da tutte le altre, come ha raccontato in apertura la Consigliera con delega al Turismo, Barbara Asinari: «Il turismo delle radici è un viaggio diverso da tutti gli altri, intriso di emozioni e significati personali. L’opportunità che ci è data è quella di riflettere su come preservare e valorizzare il nostro patrimonio di tradizioni e cultura, per trasmetterlo alle giovani generazioni e per trovare nuove soluzioni di accoglienza, sostenibili e in grado di arricchire chi arriva ma anche le comunità che ospitano».

Dopo il benvenuto al pubblico in sala e collegato in streaming da parte della Vicesindaco Giorgia Zanini e l’intervento della Consigliera Barbara Asinari, si sono alternati i contributi di esperti regionali e nazionali che, per il Maeci – Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, stanno coordinando lo sviluppo del turismo delle radici in Italia, in considerazione di un potenziale bacino di turisti di ritorno quantificato in 80 milioni di italo-discendenti residenti all’estero: Marina Gabrieli, coordinatrice nazionale PNRR Turismo delle Radici presso Maeci, Attilio Ardito, presidente di Raiz Italiana, Loredana Flego, coordinatrice regionale Veneto e Trentino Alto Adige PNRR Turismo delle Radici presso Maeci e Riccardo Giumelli, referente progetto Radici Venete.

Filo conduttore degli interventi, le necessità di fare rete, di coinvolgere le comunità locali, di investire nell’accessibilità digitale di informazioni e database, di formare operatori, oltreché gli Enti pubblici, affinché siano pronti ad accogliere i turisti delle radici.

Intensi e carichi di pathos, i collegamenti con chi ha lasciato la propria terra in cerca di fortuna ma, a distanza di decine di anni, non cessa di tenere vive le traduzioni e la cultura veronesi – da Santa Lucia al Papà del Gnoco, dalla pearà al bollito – dall’altra parte del globo, come il presidente dell’associazione Veronesi nel Mondo di Erechim, in Brasile, Evandro Anziliero, Silvia Marcolini, figlia dell’indimenticato Rodolfo (per tutti Rudy) Marcolini, originario di San Martino Buon Albergo e trasferitosi a vent’anni in Canada dove creò la più importante televisione comunitaria del Quebec, che gli valse l’appellativo di “Berlusconi dei migranti”.

Significativa ed emozionante la testimonianza di Renzo Zanella, partito il giorno di Natale del 1968 dalla stazione ferroviaria di Verona e arrivato in Australia il 24 di gennaio 1969, con la nave Angelina Lauro.

Un tema, quello dell’emigrazione, che sta vivendo una nuova stagione. Se fino alla grande migrazione degli anni Cinquanta-Sessanta, dalla montagna alla città, che ha determinato lo spopolamento delle contrade in Lessinia, motivato dalla necessità di dover andare lontano in cerca di condizioni di vita migliori, come ha raccontato la prof.ssa Nadia Massella che sul tema terrà la conferenza “Migrar: cercar fortuna dalla Lessinia al mondo” sabato 30 dicembre alle 15.30 nella Biblioteca comunale, oggigiorno le ragioni dell’emigrazione vanno ricercato altrove.

Riflessione a cui ha invitato istituzioni e addetti ai lavori, Luciano Corsi, presidente dell’Associazione Veronesi nel Mondo fondata nel 1972 «Dobbiamo riuscire a dare risposta ai bisogni che spingono numerosissimi giovani under 35, spesso laureati, a lasciare regioni produttive come il Veneto o la Lombardia. Creare link più efficaci tra Università e Imprese è indispensabile, insieme alla volontà di creare le condizioni per trattenere e valorizzare, anziché perdere a favore d’altri, questo enorme patrimonio di competenze, cultura e professionalità».

“Ritorni” prosegue fino al 31 dicembre con passeggiate, laboratori, mostre e spettacoli alla portata di grandi e piccoli. Sabato 23 dicembre, dalle 10.30, ci sarà il taglio del nastro del nuovo Museo Etnografico di Bosco Chiesanuova. Mentre il 29 dicembre, alle ore 21 al Teatro Vittoria, si terrà lo spettacolo teatrale “Il Ponte sugli Oceani” a cura del Teatro Impiria, tratto libro del compianto Raffaello Canteri che ha ispirato la nascita di questa rassegna che si ripromette d’essere ricorrente.

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