Nadia Onlus porta Verona a costruire l’Africa del domani
Quattro Paesi dell’Africa orientale: Etiopia, Tanzania, Burundi, Madagascar. Oltre 35mila minori e 34mila adulti svantaggiati inseriti in progetti umanitari su tre principali ambiti d’azione: Child Protection, Educazione, Salute. Più di 3.700 bambini a rischio sfruttamento reinseriti a scuola.
Verona raggiunge il continente africano grazie alla missione condotta da NADIA Onlus OdV: associazione scaligera con storia trentennale, presieduta da Luciano Vanti, che oggi è capofila del grande progetto di cooperazione internazionale ‘L’Africa del domani 2022’, con altri otto enti benefici, e con il sostegno dalla Commissione per le Adozioni Internazionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
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«Come Amministrazione è stata fatta una scelta innovativa sul fronte del Terzo settore – evidenzia l’assessore al Terzo settore Italo Sandrini –. Primi in Italia ci siamo dotati di un assessorato dedicato a quest’ambito, proprio con la volontà di porre la massima attenzione possibile a realtà come quella di cui stiamo parlando oggi. Una scelta che con il tempo siamo convinti porterà i suoi frutti. Anche per questo è stato avviato un percorso distinto e separato dai Servizi sociali, perché sia fatto finalmente un focus dedicato alla riforma del Terzo settore. Un mondo fatto di tante realtà, come quelle che operano da anni nel continente africano, ricordato troppo spesso solo in occasione di conflitti e problematiche che lo attanagliano e non per la volontà di tanti di costruire del bene per un domani diverso e migliore. Siamo orgogliosi di presentare oggi questo progetto di cooperazione internazionale, che ha scelto Verona per la presentazione ufficiale».
«A livello locale abbiamo un’esperienza bicentenaria nell’ambito del volontariato – dichiara il consigliere comunale Francesco Fasoli incaricato per la Cooperazione internazionale –. Un valore evidenziato anche nel documento programmatico dell’Amministrazione dove è stato messo nero su bianco il programma inerente alla cooperazione internazionale per il Comune di Verona, cosa che non era mai stata fatta prima. È un onere certo, ma essere presenti qui oggi, alla presentazione di un progetto di cooperazione così importante, è un motivo di grande orgoglio. Il sogno è che un domani possano essere tante le associazioni cittadine presenti a questo tavolo con progetti per il bene comune».
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La presentazione
Il lancio del progetto è avvenuto a Verona, a Palazzo Barbieri, in collaborazione con l’Amministrazione comunale, nella persona dell’assessore al Terzo Settore Italo Sandrini, per volere di NADIA Onlus Odv.
«Annunciare la missione nella nostra città significa, per noi, valorizzare l’impegno dell’intera comunità scaligera –, spiega il presidente Luciano Vanti – da sempre in prima linea nel volontariato e nella solidarietà in tanti Paesi del mondo, grazie a persone e organizzazioni di grandissimo valore. Verona stessa diventa, così, capofila del progetto, attraverso l’operatività di NADIA Onlus».
La presidentessa della Commissione Adozioni Internazionali, ministra Eugenia Roccella, nel sottolineare l’apprezzamento per l’impegno di NADIA Onlus e per il progetto “L’Africa del domani”, ha inviato in propria rappresentanza il vice presidente della Commissione stessa, Vincenzo Starita. Presenti, inoltre, i rappresentanti degli enti partner: Bambarco Onlus di Longarone, Lo Scoiattolo Onlus di Terni, Sos Bambino International Adoption Aps di Vicenza, il Gruppo Volontariato Solidarietà Odv di Potenza, la Comunità Volontari nel Mondo Onlus di Ancona in Etiopia e Tanzania, l’associazione Educatori Senza Frontiere Onlus di Milano in Madagascar, Onkidi in Burundi, le Suore Discepole del Sacro Cuore in Madagascar.
Luciano Vanti, presidente di NADIA Onlus Odv: «Con la lunga storia di solidarietà laica e religiosa che vantiamo a Verona, di cui sommessamente facciamo parte, e grazie ai partner straordinari che abbiamo nei Paesi stranieri in cui andiamo ad operare, noi di NADIA Onlus ce la metteremo tutta, in qualità di capofila del progetto, e desideriamo condividere il nostro impegno con la città, da dove abbiamo scelto di lanciare l’iniziativa».
Vincenzo Starita, vice presidente della Commissione per le adozioni internazionali: «Vi porto i saluti della ministra Roccella. Gli enti italiani che si occupano di adozione, fanno anche cooperazione, cioè si occupano di proteggere i diritti dell’infanzia innanzitutto all’interno dei Paesi d’origine: all’adozione si ricorre solo quando questi bambini non hanno la possibilità di avere garantito il proprio diritto alla famiglia in patria. Perciò, nei tre anni della mia vice presidenza, mi sono impegnato per far ripartire il percorso, da troppo tempo interrotto, di finanziamenti diretti da parte della Commissione a sostegno dell’infanzia in ogni parte del mondo. Un impegno rivolto agli ultimi degli ultimi. Questo straordinario progetto finanziato al 95% dalla Commissione, e con importo totale di 681mila euro, inciderà nei quattro Paesi africani sugli ambiti del contrasto alla tossicodipendenza, alla denutrizione, allo sfruttamento del lavoro minorile, e promuoverà una maggiore consapevolezza delle giovani donne, vittime di tratta. Nel caso della Tanzania, verranno coinvolti addirittura i datori di lavoro locali: questo significa incidere sul modo di pensare di una comunità. La Commissione monitorerà il progetto, della durata di 18 mesi, perché si realizzi nel modo migliore, e siamo certi che avverrà grazie al prezioso know how degli enti coinvolti».
Angelo Vernillo, project manager: «Il progetto avrà una durata di 18 mesi; interverremo direttamente a favore dei bambini, coordinando e potenziando il lavoro dei partner locali, ma rafforzando anche la formazione degli operatori che si occupano dei bambini stessi. Nell’africa sub sahariana, inoltre, esiste un fenomeno interno di tratta femminile e sfruttamento minorile che rappresenta una causa delle migrazioni: il nostro intento è incidere sull’origine e dare alle popolazioni una migliore prospettiva di vita in loco».
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Il progetto nel dettaglio
Con il progetto di cooperazione internazionale “L’Africa del domani 2022”, il gruppo di otto enti benefici italiani e stranieri, con capofila NADIA Onlus, opera in Etiopia, Tanzania, Burundi e Madagascar. In questo ruolo, NADIA Onlus avrà un’importante responsabilità in merito alla gestione economica e delle attività. L’obiettivo principale è contrastare la mancanza di protezione dei diritti dei minori: fenomeno diffuso in questi Paesi, in molteplici forme, che vanno dall’abbandono al lavoro minorile, dall’alimentazione insufficiente alla mancata istruzione, fino ai matrimoni precoci e alla tratta per le bambine. L’altro focus è sui giovani tossicodipendenti, ai quali garantire percorsi di cura e re-inserimento nel tessuto sociale.
In Burundi, il progetto interverrà a Bujumbura, per accompagnare e sostenere con supporti psicologici e incontri di formazione 300 adolescenti dai 12 ai 17 anni che sono caduti nel tunnel della tossicodipendenza. A questi giovani verranno proposti vari percorsi professionalizzanti, compatibilmente con il loro percorso di recupero, per diventare: meccanici, sarà attivato un garage che fungerà da «officina di studio», ma anche da negozio, con la prospettiva di generare indipendenza economica; grafici, sarà aperto un internet point con la possibilità di curare la stampa di documenti e volantini, sempre al fine dell’autonomia economica; collaboratori dell’ong locale ONKIDI.
Sempre in Burundi, si attiverà inoltre un programma di formazione per incrementare la capacità di prevenire e affrontare il problema del lavoro minorile, fornendo la possibilità del reinserimento scolastico o della formazione professionale.
In Madagascar, l’azione sarà concentrata a Maherivaratra, dove 400 bambini consumano a scuola il loro unico pasto. Stante la situazione economica del Paese, anche questa sola fonte di sostentamento è a rischio: l’obiettivo del progetto è rendere autosufficiente, dal punto di vista alimentare, il Centro scolastico gestito dalle Suore Discepole del Sacro Cuore, attraverso la possibilità di avere acqua, campi coltivati e un piccolo allevamento avicolo. In questo modo si otterrà un immediato miglioramento della dieta degli alunni e, in caso di eccedenza nella produzione, si potrebbe mettere in vendita i prodotti per un ulteriore salto di livello nell’indipendenza della scuola. Ancora in Madagascar, nella provincia di Fianarantsoa, si lavorerà al contrasto del lavoro minorile con formazione di capacity building.
In Etiopia, in tre zone (Addis Abeba City, Hadya Zone e Wolayta Zone), verranno coinvolte 200 bambine e ragazze vittime di tratta, maltrattamento e avviamento precoce al lavoro domestico. Ci si prenderà carico di assisterle nei possibili reinserimenti nelle famiglie di origine, supportandole psicologicamente. Inoltre, con le autorità nazionali e locali, si intende intervenire con attività di sensibilizzazione – informando 30mila studenti fra i 6 e i 12 anni – per contribuire al cambio di mentalità e cultura. Si promuoveranno iniziative simili di contrasto al lavoro minorile in Tanzania, nelle regioni di Pwani e Morogoro, raggiungendo 150 lavoratrici domestiche minori e promuovendo una conferenza nazionale sul tema.
Nadia Onlus
NADIA Onlus OdV nasce nel 1996 per volontà di un gruppo di famiglie adottive, desiderose di mettere a disposizione la propria esperienza, affinché altre coppie potessero percorrere la strada dell’adozione, anche internazionale, con la certezza di non essere soli. La onlus venne battezzata ‘NADIA’ in memoria di una componente del gruppo prematuramente scomparsa: il suo nome divenne acronimo di ‘Nuova associazione di genitori insieme per l’adozione’.
Dal 1997 NADIA Onlus è inserita nell’Albo regionale del volontariato e, dal 2000, nell’elenco degli enti autorizzati allo svolgimento delle pratiche di adozione internazionale. In uno scenario mondiale sempre più complesso e teso, percorso da nuovi conflitti e fenomeni migratori, e con le adozioni internazionali rese sempre più difficili da queste molte criticità, NADIA Onlus ha deciso di attivarsi per intervenire sul campo, portando aiuto direttamente dove serve.
Oggi, oltre a occuparsi della formazione e dell’accompagnamento di aspiranti genitori adottivi e della gestione delle relative procedure, NADIA Onlus si dedica dunque alla progettazione, gestione, finanziamento e collaborazione di programmi di sviluppo e autosufficienza in Italia e in Paesi in via di sviluppo, con particolare attenzione ai minori e alle famiglie. Nel 2015, in continuità e con lo stesso spirito della onlus, è nata la cooperativa sociale NADIA Work.
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