Spacciavano fra Verona, Vicenza e Padova: fermati quattro pusher

Nel primo pomeriggio di ieri, 30 novembre 2023, i Carabinieri della Compagnia di San Bonifacio insieme ai colleghi di Lonigo (VI) e al personale del Nucleo Carabinieri Cinofili di Torreglia (PD), hanno dato esecuzione a un’ordinanza del Giudice per le indagini Preliminari di Vicenza di applicazione di misure cautelari personali (in totale quattro, tra custodia…

Nel primo pomeriggio di ieri, 30 novembre 2023, i Carabinieri della Compagnia di San Bonifacio insieme ai colleghi di Lonigo (VI) e al personale del Nucleo Carabinieri Cinofili di Torreglia (PD), hanno dato esecuzione a un’ordinanza del Giudice per le indagini Preliminari di Vicenza di applicazione di misure cautelari personali (in totale quattro, tra custodia cautelare in carcere, arresti domiciliari e divieto di dimora) nei confronti di soggetti di origine marocchina dediti, a vario titolo, alla vendita al dettaglio di cocaina e hashish nelle province di Verona, Vicenza e Padova.

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L’attività di indagine, anche tecnica, coordinata dalla Procura di Vicenza e svolta dall’Aliquota Operativa della Compagnia Carabinieri di San Bonifacio, ha permesso di censire centinaia di cessioni di sostanza stupefacente destinata a numerosi assuntori residenti nelle tre province.

Ad inizio anno, nel comune di Cologna Veneta, uno degli arrestati, a bordo della propria autovettura, fermato da una pattuglia dei Carabinieri, aveva finto di fermare la marcia per poi darsi alla fuga, trascinando per alcuni metri uno dei militari che fortunatamente se la cavava con qualche graffio. A seguito di un inseguimento di oltre 3 km, a velocità sostenuta, il giovane era stato fermato e arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e resistenza a Pubblico Ufficiale.

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I militari hanno anche accertato che parte del provento dell’attività illecita posta in essere da parte dei quattro indagati, era riciclata e trasferita all’estero per essere lì reinvestita. Due arrestati si trovano ora nel carcere di Verona a disposizione dei Magistrati; il terzo agli arresti domiciliari presso la propria residenza nel vicentino, mentre all’ultimo è stato notificato il provvedimento di divieto di dimora nella Regione Veneto.

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