Crisi Atv, la Filt Cgil attacca la dirigenza: «Ha fallito, si dimetta!»
Il sindacato Filt Cgil di Verona interviene sul caso delle continue corse tagliate e della carenza di autisti di Atv, puntando il dito contro la dirigenza: «Scaricare le responsabilità sui lavoratori Atv accusandoli di assenteismo senza portare lo straccio di un dato o di una prova, e ben sapendo che è proprio grazie allo spirito di sacrificio di questi stessi lavoratori, ora insultati, che l’azienda è riuscita a tirare avanti fino adesso, è un’operazione meschina con la quale la dirigenza Atv cerca di nascondere i suoi fallimenti manageriali».
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«La crisi di autisti (almeno 100 le assunzioni che sarebbero immediatamente necessarie) si protrae a livelli di emergenza da almeno 4 anni, ben prima del Covid. La pandemia ha soltanto aggravato e reso ineludibile una criticità preesistente».
«Eppure, durante tutto questo lasso di tempo la dirigenza non è riuscita nemmeno ad alleviare il problema e avendo potuto sempre contare sulla disponibilità dei lavoratori che attraverso il lavoro straordinario, diventato ormai organico ai fini del mantenimento dei livelli di servizio, hanno sempre coperto i buchi di organico arrivando a nastri orari con punte di 14-15 ore giornaliere».
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«Ora però è venuto il momento di dire basta. La realtà da affrontare è che lavorare con orari atipici, sabati, domeniche e festivi inclusi, con uno stipendio di 1.200-1.300 euro al mese e con una grandissima responsabilità, non è più accettabile».
«Una condizione in parte condivisa a livello nazionale ma che in Veneto è aggravata dall’assenteismo della Regione che sul tpl non ha mai messo un soldo vero, e a livello locale sconta le incertezze sul contratto integrativo (che rappresenta il 30% circa del salario) unilateralmente disdetto dall’azienda a inizio anno, sul quale attendiamo l’ennesimo incontro in Prefettura».
Continua il sindacato: «Aumentare i salari significa rendere attrattivo un lavoro che l’immobilismo e l’incapacità di questa dirigenza ha reso impresentabile a chiunque, rendendo il lavoro dell’autista lontano dalle esigenze dei giovani e costringendo molti a dimettersi».
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«Porre la questione di come ritornare ad essere competitivi e attrattivi, non semplicemente chiedere o pretendere l’aumento dell’abbonamento: questo era il mandato ricevuto dalla dirigenza Atv prima di iniziare la trattativa con l‘ente di governo del tpl, ma la loro incapacità e goffaggine ha portato alla bocciatura della proposta da parte della Provincia».
«Il confronto tra Azienda e Regione ha portato ad un nulla di fatto, e vale ricordare che da sempre solo la quota di utili del socio Comune di Verona viene reinvestita nell’azienda mentre Ferrovie Nord si limitano ad incassare senza restituire nulla al territorio. Che ce ne facciamo noi, e che cosa se ne fanno la città e il territorio veronesi di una dirigenza così, che non riesce nemmeno a garantire il diritto alla mobilità? Si vergognino e di dimettano!» è la conclusione amara della Filt Cgil Verona.
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