Un flashmob per l’emergenza abitativa studentesca

Dopo la manifestazione dell'UDU a maggio di quest’anno e dopo il percorso di mobilitazione di questi mesi, la crisi abitativa a livello nazionale ha continuato a dilagare. Partendo da una panoramica sull'attuale critica situazione della residenzialità pubblica studentesca nazionale e locale, ieri, venerdì 6 ottobre, UDU Verona ha organizzato un flashmob per denunciare la crisi…

Dopo la manifestazione dell’UDU a maggio di quest’anno e dopo il percorso di mobilitazione di questi mesi, la crisi abitativa a livello nazionale ha continuato a dilagare. Partendo da una panoramica sull’attuale critica situazione della residenzialità pubblica studentesca nazionale e locale, ieri, venerdì 6 ottobre, UDU Verona ha organizzato un flashmob per denunciare la crisi abitativa, presentando la piattaforma “Vorrei vivere qui: la nostra idea di residenza”, la propria idea di risposta alle necessità studentesche.

Laura Bergamin, la coordinatrice di UDU Verona, dichiara: «Nessun passo avanti sul censimento degli immobili sfitti tanto promesso dalla Ministra Anna Maria Bernini, nel mentre la situazione abitativa non ha fatto che peggiorare. Siamo quindi qui oggi a presentare la nostra piattaforma sulla residenzialità studentesca proprio davanti all’Ex Caserma Trainotti, uno degli immobili inutilizzati di proprietà del Demanio. Il luogo scelto è un simbolo della nostra visione: quella di sostenibilità urbana, sociale ed ecologica, portando l’attenzione sulla riconversione in residenze pubbliche di numerosi luoghi attualmente inutilizzati, sperando in un solido e reale impegno da parte del Ministero, al di là delle false promesse di questi mesi». Continua Bergamin: «Nemmeno dalla Regione Veneto sono arrivate delle risposte soddisfacenti, seppur sia l’organo deputato a garantire il diritto allo studio per i 120 mila studenti universitari della Regione. Siamo davanti invece alla mancanza di investimenti strutturali su larga scala giustificati dai continui rimbalzi tra la Regione ed il MUR, in cui è la comunità studentesca a rimetterci totalmente e a non vedere tutelati i propri diritti».

«Questa idea di residenza poteva avere la sua realizzazione con il sostegno dei fondi per il PNRR, quando invece come Paese non siamo riusciti a raggiungere i target di nuovi posti letto creati, bloccando e posticipando la tranche di finanziamento del PNRR, in un contesto in cui il nuovo anno accademico è iniziato e la crisi abitativa non ha fatto che acuirsi – dichiara Alessandro Fiore, rappresentante studentesco in CDA dell’ESU di Verona. – 2300 posti letto in residenza, 21% di idonei non beneficiari in tutta la regione e 2 milioni tagli gli enti per il diritto allo studio territoriale,  fra cui quello veronese. Questi i numeri impietosi della gestione targata Zaia-Donazzan».

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