Domenica l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai a Verona
È “New York, New York” l’emblematico titolo del doppio appuntamento del Festival MITO SettembreMusica che vede protagonista l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai con Juraj Valčuha sul podio e Stefano Bollani solista. Venerdì 8 settembre alle 20 al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, in diretta su Radio3, e sabato 9 settembre alle 21 in Piazza San Carlo a Torino, sono in programma pagine legate agli Stati Uniti e alla loro caleidoscopica cultura. Il concerto è anche replicato domenica 10 settembre alle 20.30 al Teatro Filarmonico di Verona, in occasione del XXXII festival internazionale di musica dell’Accademia Filarmonica della città veneta “Il Settembre dell’Accademia 2023”.
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Il programma
Prima parte
In apertura Valčuha – che dopo la direzione stabile dell’Orchestra Rai e del San Carlo di Napoli è sempre più proiettato verso una dimensione internazionale, come ospite delle compagini più prestigiose oltre che come Direttore Musicale della Houston Symphony – propone l’Ouverture dal Candide di Leonard Bernstein, operetta in due atti ispirata all’omonimo romanzo di Voltaire ed eseguita per la prima volta nel 1956 al Martin Beck Theatre di New York.
Segue la prima esecuzione italiana di Red da Color Field di Anna Clyne, compositrice inglese quarantatreenne. Proposta per la prima volta nel 2021 al Centro musicale di Strathmore con l’Orchestra Sinfonica di Baltimora diretta da Marin Alsop, la partitura è dedicata alla filantropa di origini serbe Melanie Sabelhaus e si ispira alla pittura astratta di Mark Rothko. Lo stesso titolo del brano si riferisce all’opera del 1961 “Orange, Red, Yellow” del grande pittore statunitense.
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Seconda parte
Nella seconda parte della serata è invece in programma la celebre Rhapsody in blue di George Gershwin, interpretata da uno degli artisti più poliedrici della scena musicale internazionale, il pianista Stefano Bollani, che proprio con l’incisione della Rhapsody in Blue e del Concerto in Fa del compositore americano, nel 2010 ha ottenuto il “Disco di Platino”. Pagina fra le più rappresentative del jazz sinfonico, composta nel 1924, segnò l’inizio del grande successo per Gershwin, che proprio in quegli anni si affacciava alla ribalta della scena americana. Egli stesso definì la sua creazione “un caleidoscopio musicale dell’America, col nostro miscuglio di razze, il nostro incomparabile brio nazionale, i nostri blues, la nostra pazzia metropolitana”.

Terza parte
Valčuha chiude la serata con la Sinfonia n. 9 in mi minore op. 95 di Antonín Dvořák. Scritta durante il soggiorno americano del compositore boemo e da lui inviata agli amici in patria come un messaggio “Dal Nuovo Mondo”, da cui il soprannome, la sinfonia fu eseguita per la prima volta nel 1893 alla Carnegie Hall di New York sotto la direzione di Anton Seidl. Evoca, in un susseguirsi di temi e ritmi incantevoli, sia la freschezza dai canti neri e delle melodie degli indiani d’America, sia il sentimento di nostalgia per la propria terra lontana.
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