Il ministro Giorgetti attacca il superbonus
Il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti è intervenuto ieri al Forum Ambrosetti di Cernobbio dove ha concluso i lavori dell’edizione 2023 illustrando le linee guida della prossima legge di bilancio che confermerà gli obiettivi generali di finanza pubblica e investirà su lavoro e natalità.
Nella manovra i margini d’intervento dovranno tener conto dell’impatto negativo di misure come il superbonus che ha effetti negativi sui conti dello Stato e “ingessa” la politica economica sommandosi alle conseguenze negative del covid, del clima e della guerra in Ucraina che ha causato un mutamento degli “equilibri in Europa”.
Proprio sul superbonus il titolare di via venti settembre è stato ancora una volta esplicito nel rappresentare il problema: «siamo nella situazione in cui chi ha mangiato si è alzato ma ha lasciato il conto da pagare». È infatti di circa 100 miliardi il costo finora maturato da questa misura avviata nel 2020 dal governo Conte 2 con Gualtieri ministro dell’economia e per la quale «ne abbiamo pagati 20 ma ne restano da pagare 80». A questo si aggiungono le criticità che una carenza di imprese di settore, focalizzatesi sull’edilizia privata, ha avuto sull’andamento degli interventi legati al Pnrr.
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Secondo Giorgetti il governo ha preso decisioni coraggiose, dai bonus edilizi al reddito di cittadinanza, avendo ben chiaro che «il bilancio pubblico è la coscienza di una nazione e la nostra libertà economica dipenderà dal livello di debito pubblico che avremo in futuro». Ha inoltre rivendicato l’importanza di aumentare la produttività partendo dal taglio delle “rendite” ma salvaguardando fragilità e crescita del Paese: «se badiamo solo alla domanda, se facciamo fare solo allo Stato la parte del Re sole che distribuisce prebende, non andiamo da nessuna parte».
Riguardo alla posizione dell’Italia nei negoziati sulla riforma del Patto di stabilità, Giorgetti ha confermato l’impegno per trovare un accordo che favorisca la crescita e non solo la stabilità e ha affermato di essere fiducioso che questa linea verrà compresa: «L’Italia condivide la politica di riduzione del debito pubblico ma al tempo stesso chiede all’Europa di considerare in modo ragionevole le spese per la transizione energetica e per il sostegno all’Ucraina”»
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Sui dossier industriali, Giorgetti ha ricordato che i nodi delle vicende Ita e della rete Tim sono stati sciolti, «speriamo definitivamente», mentre ha rassicurato che il tema Mps verrà risolto ma «senza farci dettare i tempi da nessuno e tantomeno dalla fretta». Infine, il ministro è tornato sull’imposta degli “extra margini” delle banche: «sicuramente potrà essere migliorata, quello che non accetto è che si dica che è una tassa ingiusta, è una tassa giusta. Vi posso assicurare che alla fine, nella sua versione definitiva, tutti quanti la potranno apprezzare».
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